Vita da pendolare in trasferta a Milano

Frecciarossa per Milano  - Ritardo di 10 minuti

La trasferta da Firenze SMN a Milano Centrale inizia con 10 minuti di ritardo. Mi sembra un’ottima partenza no? Per una volta che prendo un Frecciarossa, Trenitalia pensa di riportarmi subito all’amara realtà (anche se la verità è che dovrei già ringraziare che non abbia fatto ritardo il precedente treno da Livorno a Firenze). Quindi via, senza perdermi d’animo, salgo a bordo della carrozza Premium e parto alla volta di Milano.

Subito accanto a me si siede una signora dai capelli biondi, con cappotto e borsa appoggiato sul braccio sinistro e portatile e telefono sulla mano destra. Appena si siede, si sistema leggermente e riprende la lettura di un documento che probabilmente stava già revisionando prima di salire a bordo.

Lo stereotipo del/della business man/woman a bordo dell’alta velocità si palesa immediatamente davanti ai miei occhi. Il treno non fa in tempo a partire che saranno squillati almeno 4 cellulari di persone differenti, rigorosamente tutte chiamate di lavoro. Perché chi prende un treno dell’alta velocità (soprattutto se è diretto a Milano) lo fa per business e non può lasciare il proprio lavoro in attesa per qualche ora. Del resto, anche io sto viaggiando verso Milano per lavoro. Ma il mio lavoro sì, per un paio d’ore può restare in stand by!

Business man alla stazione di Milano Centrale

Un solo device non basta naturalmente. Lo smartphone è il default, poi insieme si abbina o un tablet o un pc portatile. Altrimenti, non sei nessuno. Mi guardo intorno e un colore domina su tutti: il grigio. Giacche, pantaloni e cravatte. Se non sono grigi, poco ci manca. Ogni tanto si intravede un po’ di bianco e blu, ma insomma niente a che vedere con il colorato mondo dei treni regionali!

Non siamo ancora arrivati alla stazione di Bologna Centrale e passa il personale di bordo con un carrellino di quotidiani da distribuire gratuitamente. Naturalmente ne approfitto e mi faccio passare un quotidiano per: 1. scoprire gli ultimi fatti del giorno, 2. ingannare il tempo durante il viaggio, 3. darmi un tono (N.B.: l’ordine di presentazione degli elementi potrebbe non corrispondere ai miei pensieri sul momento).

Stazione di Milano Centrale

Arriviamo a Milano Centrale con 17 minuti di ritardo (alla faccia dell’alta velocità!). Scendo subito in metro e lì invece si apre di fronte a me un mondo di colori. Tante etnie diverse, tanti ceti sociali e tante età diverse. Avrei voluto avere altri mille occhi per non perdere nulla di quanto accadeva intorno a me.

Metro Milano - stazione Centrale FS

Telefono alla mano cerco di immortalare tutto quello che caratterizza la vita da pendolare cittadina. Arriva la metro e mi siedo. Di fronte a me trovo la classica Sciura milanese, che classe e che eleganza!

Sciura milanese in metro

Passa la mia giornata di lavoro milanese e arriva il momento di tornare verso casa. Torno alla stazione di Milano Centrale e salgo nuovamente su un Frecciarossa. Sono circondata da business man, di nuovo tutti in giacca e cravatta. Sono anche loro di ritorno dai loro appuntamenti di lavoro e ne approfittano per commentare affari chiusi o riunioni fatte.

Snack carrozza Premium del Frecciarossa

Giusto il tempo di uno spuntino gentilmente “offerto” per aver prenotato nella carrozza Premium e arrivo a Firenze SMN. Pochi minuti tra un treno e l’altro. Corro facendo lo slalom tra le persone in stazione e riesco a salire in treno con evidente affanno. Torno al mio bel Vivalto e mi sento subito a casa. Lì le persone telefonano, ma non per lavoro. Lo fanno per raccontarsi storie che potrebbero tranquillamente raccontarsi a casa.

E poi c’è sempre chi si sente particolarmente a casa, molto più di me. Gentilmente ringrazio, fotografo e vado ad alimentare l’albun #faicomefossiacasatua pubblicato sulla pagina FB Vita da Pendolare!

#faicomefossiacasatua

Ma le transenne nella stazione di Firenze SMN funzionano?

Ho già scritto diversi post sulla questione Firenze SMN, i facchini abusivi e le transenne utilizzate per combattere questo fenomeno. Lo ha fatto anche Bassa Velocità (qui il suo ultimo post).

Ora.. è inutile negarlo, in stazione si vedono meno abusivi. Meno, perchè non sono scomparsi. Mi è capitato già più volte di vederli nelle vie circostanti la stazione, dove si trova il mio ufficio, così come mi è capitato di vederli nei binari “secondari”. Le misure adottate infatti hanno interessato inizialmente solo i binari dell’alta velocità per estendersi poi ad altri binari su cui viaggiano treni regionali.

Facchinaggio abusivo alla stazione di Firenze

Ci sono però alcuni binari che sfuggono ancora al controllo. Un esempio è il binario 1A dove più volte ho trovato poliziotti in cima al binario e abusivi lungo il treno che svolgevano la loro attività abbastanza indisturbati.

Ieri ho avuto l’ennesima conferma (come testimonia la foto di questo post scattata a bordo del treno in partenza). Il regionale veloce 3177 diretto a Livorno Centrale partiva dal binario 4, uno dei binari secondari tra i secondari! Come immaginavo non c’erano forze dell’ordine o agenti della Polfer a presidiare la zona.

Riconosco subuto quello che credo sia un “capo clan” fare da palo all’inizio del binario. Salgo alla prima carrozza e trovo una ragazza svolgere la classica attività di facchinaggio abusivo. Sistema i bagagli senza che nessuno abbia chiesto il suo aiuto e chiede in cambio (insistentemente) una ricompensa.

Ci tengo a sottolineare che la mia volontà di riportare questa “falla” nel sistema risolutivo individuato non vuole essere una fastidiosa voce nel coro dei “no sempre e comunque”. Apprezzo lo sforzo che si sta facendo per porre fine a questo fenomeno ma temo che, come detto più volte, questa non sia una soluzione duratura nel lungo termine.

Se già ora ci sono episodi di abusivismo in quei binari meno presidiati, cosa succederà quanto transenne e forze dell’ordine non saranno più in stazione?

Santa Maria Novella: si accede ai binari solo con il biglietto

Accede ai binari dell’alta velocità solo chi ha il biglietto. Questa la soluzione individuata per risolvere il problema del facchinaggio abusivo che esaspera gli addetti ai lavori e infastidisce viaggiatori e pendolari alla stazione di Firenze SMN.

Andiamo con ordine. Negli ultimi giorni si è parlato molto dei rom che in stazione seguono i turisti, portano le loro valigie all’interno del treno e gliele sistemano chiedendo in cambio una ricompensa che va dai 5 ai 20€. Si è parlato anche di come tutto questo spesso sfoci in furti e aggressioni nei confronti del personale delle Ferrovie o della Polfer che cercano di tamponare per quanto possono la situazione.

L’ho fatto io con il post “Stazione di Firenze, il ricatto del facchino“, l’hanno fatto i pendolari in vari forum, l’ha fatto Il Fatto Quotidiano con un articolo del 29 giugno, e molti altri siti di giornalismo. Proprio due giorni fa Bassa Velocità ci ha raccontato la sua interessante esperienza, riportandoci le parole dirette di un capotreno esasperato da questa situazione.

Oggi sul sito di Repubblica.it (edizione Firenze) si apprende che da domani verranno presi dei provvedimenti. A far scattare la molla un tweet del neo-sindaco Nardella pubblicato ieri mattina:

Si legge su Repubblica: “Dopo una giornata di polemiche che rimbalzano sui social network e spesso si trasformano in lettere di fuoco indirizzate alle Ferrovie ma anche alle forze dell’ordine, nella serata di ieri salta fuori la decisione di accelerare. Di dare cioè il via già dal weekend a controlli speciali nell’attesa del grande piano “anti assalti”, con tornelli ai binari e un’area protetta per le biglietterie automatiche, su cui le Ferrovie lavorano da tempo tra i mille paletti imposti dalla Soprintendenza, visto Santa Maria Novella è anche il capolavoro di Michelucci.”

Un collega che pendola sulla linea Bologna-Firenze mi ha detto di aver già notato stamattina un numero più elevato di personale Polfer ai binari dell’alta velocità. La soluzione però è più che mai provvisoria, perchè il problema, come sa bene chi frequenta la stazione, non è circoscritto ai soli binari dell’alta velocità.

Staremo a vedere nei prossimi giorni (e ancora in futuro) cosa succederà.

I furbetti delle stazioni

Prendo spunto da un articolo pubblicato online ieri da Il Resto del Carlino per parlare di un problema che riguarda anche la stazione di Firenze SMN.

Nell’articolo si fa riferimento alla manomissione delle scale mobili che nella stazione di Bologna Centrale portano alla parte sotterranea dedicata all’alta velocità. Il gioco è semplice: bloccare le scale e aiutare i viaggiatori a salire/scendere portandogli i bagagli, per poi chiedergli dei soldi una volta arrivati “a destinazione”. Il furbetto di turno è stato per fortuna scoperto dalla Polfer che è riuscita ad individuarlo grazie alle telecamere.

Come dicevo il problema esiste anche nella stazione di Firenze, dove i soliti noti (sì, anche io ormai li riconosco) si collocano alle entrate di ciascuna carrozza del treno per aiutare i malcapitati a salire con valigie grandi e pesanti. Si presenta come un gesto galante, salvo poi scoprire poco dopo che i galantuomini gradirebbero essere ricompensati. Pochi giorni fa li ho trovati in circolo all’inizio del binario che probabilmente definivano strategia e obiettivo della giornata.

Purtroppo questo non è l’unico disagio che questi furbetti creano nella stazione di SMN. Turisti e pendolari hanno segnalato diversi borseggiamenti e “truffe” ai loro danni e per concludere in bellezza i furbetti utilizzavano il sottopassaggio che attraversa la stazione per sfuggire alle forze dell’ordine. Bassa Velocità ne ha parlato nel suo blog ad inizio Agosto illustrando la soluzione che è stata adottata: chiusura del sottopassaggio dalle 7:30 alle 19 per “contrasto delle attività abusive”.

Ormai il sottopassaggio è chiuso da mesi. Poche mattine fa ho visto una sola persona scendere ma i cartelli che segnalano il divieto di utilizzare il sottopassaggio sono sempre esposti. Capisco che anche a Firenze, come a Bologna, il problema del poco personale a disposizione per contrastare attività di questo tipo sia un problema non da poco. Certo è che la soluzione adottata sembra un po’ assurda.. non sarebbe meglio forse rivedere la priorità degli investimenti?

La canzone del Frecciargento!

La canzone del Frecciargento!

Jutty Ranx - I See You

Ero in macchina sabato insieme a mio marito e improvvisamente alla radio trasmettono la canzone che la ragazza del Frecciargento ha ascoltato a tutto volume e in rotazione continua! Ho esclamato ” ECCOLA!”.

Mio marito mi ha guardato con una certa.. sorpresa! Ci eravamo appena alzati e stavamo andando al bar a fare colazione. Senza nemmeno una goccia di caffè in corpo, tanto entusiasmo per una canzone appariva decisamente ingiustificato!

Comunque, la canzone mi piace e anche molto, ma provate ad ascoltarla per cinque, dieci, infinite volte di seguito..

Cronaca di una giornata sul Frecciargento

Cronaca di una giornata sul Frecciargento

Come avranno capito i miei follower su Twitter, Facebook e Instagram, ieri ho trascorso la giornata allo SMAU di Padova, evento dedicato all’informatica e alle nuove tecnologie a cui l’azienda per cui lavoro ha partecipato con uno stand.

Insieme ad altri colleghi siamo andati a Padova in treno. Ritrovo a Firenze S.M.N. e poi tutti sul Frecciargento. Inutile dire che la differenza con il mio caro Vivalto si nota da subito. Innanitutto perchè ho dovuto cercare il posto che mi era stato assegnato, che ho puntualmente trovato occupato. E poi perchè ero circondata da business men che lavoravano in treno con una frenesia incredibile, come se non ci fosse più stato un domani (possibile che quelle due ore in treno sono così fondamentali per il lavoro?).

Riesco però a rintracciare la vita da pendolare anche nell’alta velocità. Me ne accordo perchè ci sono degli abbonati che hanno occupato il posto di passeggieri con biglietto e prenotazione del posto. Gli abbonati non hanno un posto assegnato, per cui sono costretti a tentare tutte le volte la fortuna sperando che alla prossima fermata non si presenti il viggiatore di turno che reclama il suo posto.

Oltre a questo, nel super treno veloce si verificano due cose che non lo distinguono affatto dal treno regionale: personaggi strani a bordo, affollamento e ritardo! Tra i primi ho incontrato una ragazza che ascoltava la musica con le cuffie ad un volume altissimo. Potevamo ascoltare tutti la sua canzone. Sì, una canzone soltanto in rotazione continua. Non so quante volte l’ho sentita, vorrei darvi il titolo ma non ci crederete.. nonostante i ripetuti ascolti, l’ho dimenticata!

Oltre a lei ho trovato anche un singolare signore, non saprei dire l’età perchè secondo me era abbastanza giovane, ma si portava molto male gli anni che aveva. La singolarità che me l’ha fatto notare era un riporto davvero improbabile dei capelli, che continuava inutilmente a sistemare con un pettine, producendo un effetto scienziato pazzo. Al telefono cercava di convincere insistentemente la mamma che non sarebbe tornato a cena, perchè doveva andare alla riunione del partito.

Mentre aspettavo il treno del ritorno, al binario 1, ho notato una folla di pendolari in attesa del treno per Venezia Santa Lucia (puntualmente in ritardo!). Li aspettava un viaggio come sardine!
Per l’appunto, quanto al ritardo, bè.. 40 minuti all’andata e 20 al ritorno! Un ora tonda tonda in tutto. All’andata per mancanza di tensione sulla linea, al ritorno per un controllo tecnico sul treno precedente. All’andata ce l’hanno annunciato dopo 30 minuti che eravamo già fermi, al ritorno dopo 15. Come sempre la gestione del cliente viene prima di tutto…

Torno la sera verso Livorno con il mio treno regionale, dal quale mi godo il tramonto e delle stampe che danno gli danno decisamente un tocco artistico!

Viaggiare in prima classe

Con questo post inauguro ufficialmente la categoria “Alta Velocità”, all’interno della quale pubblicherò articoli dedicati al fantastico mondo dell’alta velocità, con le sue frecce dai vari colori. Dal momento che mi capiterà di prendere questo tipo di treni solo per trasferte di lavoro (visto che la linea Livorno – Firenze non sa nemmeno cos’è l’alta velocità), per questo tipo di testimonianze mi farò aiutare da un mio collega.

Lui viaggia sulla linea Bologna- Firenze e lo fa con il Freccia Rossa. La regione Emilia-Romagna offre ai residenti un prezzo speciale di abbonamento, che gli permette di pagare “soli” 179€ al mese per viaggiare in seconda classe.

Freccia_rossa

Sembra però che la seconda classe di un Freccia Rossa non sia tanto diversa da un normale Regionale o Intercity. Difficile da credere, vero?

Eppure a detta sua si è comunque circondati da persone che chiedono l’elemosina e viaggiano gratis, cattivo odore proveniente dai bagni, gente che mangia cibo acquistato da McDonalds o piatti fatti in casa che emanano odori molesti.

Visto che a volte la seconda classe è piena e lui rischia di viaggiare in piedi, anche se non potrebbe, si siede in prima classe. Ed è solo lì che capisci di aver fatto il salto di qualità! Sedili in pelle con “capienza culo esagerata” (cit.), silenzio, servizio di welcome drink e se la mattina sei fortunato trovi anche il giornale.

Eh si, non sarebbe male viaggiare tutti i giorni in queste condizioni. Ma volenti o nolenti dobbiamo accontentarci della seconda classe. Dove tutto sommato non si sta così male. Lì non importa che tu sia su un Regionale o su un Freccia Rossa.. certi personaggi li trovi sempre.

Come la signora che di fronte ai vari manager da strapazzo circondati da iPhone, iPad e iPod guarda il suo panino e dice con un chiaro accento emiliano: “E io ho l’iMc! vamolà!”.