Come dormire in treno: consigli per pendolari e non

In quasi 4 anni di pendolarismo sono riuscita a dormire circa 1000 ore in treno. Ho fatto il conto considerando solo i viaggi di andata, perchè li passo sempre dormendo. Al ritorno, è più difficile che riesca a prendere sonno (ma non è comunque escluso!). Non dormendo mi capita spesso di vedere gli altri dormire e quando posso cerco di immortalarli. Anche per prendere spunto sulle posizioni più comode.

Come dormire in treno_2

Tra esperienza diretta e attenta osservazione degli altri viaggiatori ho collezionato una piccola lista di consigli su come dormire in treno, che potranno essere utili per chiunque voglia schiacciare un pisolino (pendolare o no).

1. L’importante è sistemare la testa.
Gambe accavallate o distese, braccia incrociate o mani in tasca faranno poca differenza se la vostra testa continuerà a cadere facendovi rischiare ogni volta un colpo di frusta. Viaggiando spesso con il Vivalto riesco a risolvere questo inconveniente posizionando la testa esattamente al centro del poggiatesta, dove la leggera curva verso l’interno mi permette di stabilizzare facilmente la testa. Unico rischio, inclinare troppo la testa all’indietro. Alla lunga la vostra cervicale potrebbe risentirne. Questa soluzione funziona spesso nei treni regionali, ad eccezione di quei treni che hanno nei poggiatesta una sporgenza laterale. La funzione dovrebbe essere quella di sostenere la testa, ma in realtà sono scomodissimi. Se appoggiare la testa al centro del sedile non dovesse funzionare, si può provare a posizionare il gomito vicino al finestrino e quindi appoggiare la testa sulla propria mano. Ben presto però arriverà il formicolio.

Posizione per dormire in treno

2. Portare sempre una sciarpa con sè.
Non importa che sia estate o inverno, una sciarpa può tornare utile per diverse ragioni. Può ricoprire il sedile nei mesi estivi, evitando così di rimanere attaccati ai sedili in pelle. Può coprire il poggiatesta a protezione dei capelli. Può essere utilizzato all’occorrenza come cuscino o come coprispalle in difesa dell’aria condizionata estiva. Può essere infine utilizzata come copertina in inverno nel caso in cui il riscaldamento non funzioni. Ovviamente la sciarpa seguirà il corso delle stagioni, passando da una leggera pashmina estiva ad uno sciarpone di lana invernale. Può sembrare banale, ma soprattutto nei casi di aria condizionata troppo forte o di riscaldamento assente, una sciarpa può veramente salvare il vostro sonnellino.

3. Scegliete con cura i vostri vicini di posto.
Se avete la fortuna di salire al capolinea potreste riuscire a trovare i tanto ambiti posti singoli all’inizio del vagone. Lì avrete meno probabilità di essere disturbati da vicini rumorosi. Qualora però questi fossero già occupati o se salite in treno ad una delle fermate intermedie assicuratevi di scegliere con cura il vostro vicino di posto. Provate a sedervi accanto a qualcuno che sta già dormendo o che sta leggendo un libro. Evitate i lettori di quotidiani (quando sfoglieranno le pagine faranno molto rumore) e i chiacchieroni convulsi. Fate attenzioni anche a quei viaggiatori che vi ingannano con l’uso di auricolari. Probabilmente non inizieranno a parlare perchè concentrati sull’ascolto della loro musica, ma se dovessero ascoltarla ad un volume troppo elevato finireste per sentirla anche voi. E se i vostri gusti musicali non coincidono…

4. Cuffie o auricolari sempre a portata di mano.
La scelta del posto in un treno regionale si sa, non dipende sempre dalla nostra volontà. Se non si può mettere in pratica il punto 3, c’è sempre la possibilità di rifugiarsi in un po’ di musica rilassante per conciliare il sonno. Per questo un paio di cuffie o di auricolari da collegare al proprio smartphone sono d’obbligo. Se siete circondati da chiacchieroni o da personaggi rumorosi, ma non avete voglia di ascoltare un po’ di musica, potreste sempre utilizzare le cuffie come tappi per le orecchie, semplicemente per attutire i rumori. In questo modo potrete eliminare fastidiosi elementi di disturbo del vostro sonno.

5. Biglietto o abbonamento ben in vista.
Se non volete essere disturbati durante il sonno dal controllore che, suo malgrado, è costretto a svegliarvi per controllare il vostro biglietto o abbonamento, la soluzione è semplice. Lasciate biglietto o abbonamento bene in vista. Ovviamente assicuratevi che non possa cadervi o che nessuno possa sfilarvelo. Se ben posizionato, il controllore passerà, vedrà che viaggiate regolarmente e vi lascerà nel mondo dei sogni passando oltre.

Questa era la mia top 5 dei consigli per dormire in treno. Naturalmente, qualsiasi consiglio da parte vostra è più che ben accetto!

Santa Maria Novella: si accede ai binari solo con il biglietto

Accede ai binari dell’alta velocità solo chi ha il biglietto. Questa la soluzione individuata per risolvere il problema del facchinaggio abusivo che esaspera gli addetti ai lavori e infastidisce viaggiatori e pendolari alla stazione di Firenze SMN.

Andiamo con ordine. Negli ultimi giorni si è parlato molto dei rom che in stazione seguono i turisti, portano le loro valigie all’interno del treno e gliele sistemano chiedendo in cambio una ricompensa che va dai 5 ai 20€. Si è parlato anche di come tutto questo spesso sfoci in furti e aggressioni nei confronti del personale delle Ferrovie o della Polfer che cercano di tamponare per quanto possono la situazione.

L’ho fatto io con il post “Stazione di Firenze, il ricatto del facchino“, l’hanno fatto i pendolari in vari forum, l’ha fatto Il Fatto Quotidiano con un articolo del 29 giugno, e molti altri siti di giornalismo. Proprio due giorni fa Bassa Velocità ci ha raccontato la sua interessante esperienza, riportandoci le parole dirette di un capotreno esasperato da questa situazione.

Oggi sul sito di Repubblica.it (edizione Firenze) si apprende che da domani verranno presi dei provvedimenti. A far scattare la molla un tweet del neo-sindaco Nardella pubblicato ieri mattina:

Si legge su Repubblica: “Dopo una giornata di polemiche che rimbalzano sui social network e spesso si trasformano in lettere di fuoco indirizzate alle Ferrovie ma anche alle forze dell’ordine, nella serata di ieri salta fuori la decisione di accelerare. Di dare cioè il via già dal weekend a controlli speciali nell’attesa del grande piano “anti assalti”, con tornelli ai binari e un’area protetta per le biglietterie automatiche, su cui le Ferrovie lavorano da tempo tra i mille paletti imposti dalla Soprintendenza, visto Santa Maria Novella è anche il capolavoro di Michelucci.”

Un collega che pendola sulla linea Bologna-Firenze mi ha detto di aver già notato stamattina un numero più elevato di personale Polfer ai binari dell’alta velocità. La soluzione però è più che mai provvisoria, perchè il problema, come sa bene chi frequenta la stazione, non è circoscritto ai soli binari dell’alta velocità.

Staremo a vedere nei prossimi giorni (e ancora in futuro) cosa succederà.

1 Luglio e 30 minuti di ritardo: come iniziare bene il mese

Il mio 1 giorno del mese era iniziato bene stamattina. Mi sono svegliata alle 5:25 (stavolta la sveglia l’ho sentita), mi sono preparata e sono andata alla stazione. Ero orgogliosa di me, perchè per questo mese ho fatto l’abbonamento già il 26 giugno, con largo anticipo evitando la fila dell’ultimo giorno del mese.

Parcheggio e mentre mi dirigo verso il treno, ma capisco subito che qualcosa non va. Quando arrivo vicino al treno capisco che non è neanche il caso di salire. Il capotreno sta parlando al telefono e non usa parole incoraggianti. Quel treno non parte.

Stazione di Livorno Centrale - il treno non parte

Il mio treno è frequentato anche da personale delle FS che da Livorno si spostano alla stazione di Firenze per lavoro. Quindi presto si forma una consulta di dipendenti FS che cercano di risolvere la situazione, collegati telefonicamente con non so chi. Sono talmente concentrati, che nessuno si occupa di annunciare a chi è rimasto a bordo treno (e magari si è già addormentato) che quel treno non partità.

Dopo alcuni minuti abbiamo la soluzione! E’ in arrivo un treno da Firenze con destinazione Livorno. Appena arriva, utilizziamo quello per andare a Firenze. Saliamo a bordo. Aria condizionata come se fuori ci fossero già 30 gradi, peccato invece che sono ancora le 6:30 e tutto questo caldo non è!

Si annuncia che il treno 3100 diretto a Firenze SMN partirà tra circa 5 minuti“. Quell’approssimazione mi turba sempre, un brivido corre lungo la schiena. E infatti, dopo cinque minuti l’annuncio si ripete pari pari. Alcuni pendolari si lamentano per la scarsa precisione, se avessero saputo prima dell’entità del ritardo si sarebbero messi in viaggio con la macchina. Il capotreno si giustifica (stizzita) dicendo “io più di così non posso fare”. E forse ha anche ragione.

Comunque, dopo 30 minuti partiamo. Tutto sommato ci è andata bene, abbiamo rischiato grosso. Con 30 minuti di ritardo ed un altro treno in partenza per Firenze 30 minuti più tardi, il rischio soppressione era più che plausibile.

Pitti Immagine raccontato dai pendolari

Pitti e i pendolari

La settimana di Pitti Immagine Uomo e Pitti Immagine W a Firenze è terminata. 86^ edizione per l’uomo, 14^ per la donna. Quattro giorni di fuoco, con modaioli di tutte le età che hanno invaso la città per lavoro o per semplice esibizionismo.

Saranno molte le testate di moda che avranno già parlato dell’evento e riportato i fatti più interessanti: le nuove tendenze maschili e femminili, le feste più cool, le farfalle di Luisa Via Roma, i fashion blogger in città.

Quello che vorrei offrirvi io invece è il punto di vista dei pendolari . Ho già parlato nel precedente post del maxi schermo messo al centro della stazione di Firenze SMN per mostrare in diretta streaming “My Vintage Academy”. Ma proviamo ad osservare il quadro completo.

Dunque, il cuore di Pitti è la Fortezza da Basso, situata a poche centinaia di metri dalla stazione e a pochi minuti dal centro della città, dove si trovano i negozi delle principali firme della moda. Il popolo di Pitti si muove in questo ristretto angolo della città.

Pitti-Immagine-Uomo-86-street-style

Mentre i film ci hanno insegnato (“Il diavolo veste Prada” su tutti) che il mondo della moda è frenetico e si va sempre di corsa, quello che mi è capitato di vedere la scorsa settimana a Firenze è stato qualcosa di diverso.

Uomini e donne vestiti sempre di tutto punto (vedi foto, ripresa dal sito www.thefashionheels.com), qualcuno con le mise più stravaganti, che giravano per la città con relativa calma. Tra un selfie e l’altro hanno riempito le strade circostanti la stazione creando qualche disagio ai pendolari che di corsa (loro si!) tentavano di raggiungere la stazione o di attraversarla per raggiungere il proprio binario.

Questo tweet vi aiuterà a capire bene quello che intendevo dire:

Va detto però, che ai fiorentini e ai pendolari in macchina/autobus sarà andata sicuramente peggio! Per cui non lamentiamoci troppo e ammettiamo, tutto sommato, che la fantasia di colore che per quattro giorni ha invaso la città ci ha messo anche un po’ di buon umore. Per cui.. ci vediamo a gennaio Pitti!

Letto – treno in 10 minuti. E’ record!

In un post di qualche tempo fa avevo parlato dell’importanza della sveglia per un pendolare. Sia chiaro, la sveglia è importante per tutti. Ma per un pendolare può essere di aiuto in diversi momenti della giornata: per alzarsi la mattina, per scendere alla fermata giusta, per non rimanere a bordo del treno che arriva al capolinea, etc.

Questa mattina io e la mia sveglia non ci siamo proprio capite. Ora non so se non ha suonato lei, o se non l’ho sentita io. Sta di fatto che anzichè alzarmi regolarmente come tutte le mattine alle 5:30, mi sono alzata dal letto alle 6 (e solo grazie alla sveglia di mio marito!). Piccolo problema: il mio treno parte alle 6:12!

Scatto in piedi, tolgo il pigiama, corro in bagno, posso fare solo le cose essenziali, prendo i trucchi e li metto in borsa, torno in camera, mi vesto al volo (meno male preparo sempre i vestiti la sera prima!), prendo tre/quattro cose sparse qua e là e le infilo nella borsa. Tutto questo mentre mio marito mi guarda basito. Ancora insonnolito, si fa da parte per lasciarmi girare come una trottola per la nostra piccola casa.

Nella mia testa un solo pensiero: “è tardi, è tardi, è tardi”. Ok si, lo confesso, c’era anche qualche parolaccia qua e là!

Insomma, ho fatto giusto il minimo indispensabile per salvaguardare l’igiene personale ed uscire di casa con dei vestiti addosso. Saluto mio marito dicendo: “ci vediamo stasera, o tra 10 minuti!”. Giù per le scale di corsa, di corsa vado verso la macchina, salgo e parto. Per fortuna a quell’ora non c’è traffico. Chissà se beccherò il semaforo verde.. sì, è verde! Perfetto, proseguo verso la stazione, parcheggio la macchina e via di corsa verso il treno.

Ho dimenticato la cintura dei pantaloni, quindi nel frattempo devo tenere con una mano anche quelli. Ma non importa, posso farcela. Corro verso il sottopassaggio (con tutti i pendolari che dal treno mi guardano) e finalmente salgo in treno!!!

Ce l’ho fatta. Sono le 6:10. Addirittura due minuti di anticipo rispetto all’orario di partenza. Sono soddisfatta di me stessa. Entro nel vagone alla ricerca di un posto. Questa mattina c’è anche un treno diverso dal solito, quindi doppia scarica di adrenalina. Ho un fiatone che è impossibile nascondere. Cerco di fare una camminata sciolta e disinvolta, ma chi voglio ingannare?!

Mi siedo e provo a riprendermi dallo shock. Il treno intanto parte e io cerco qualcosa nella borsa con la quale farmi aria. Ci metterò una ventina di minuti a riprendermi. Piano piano mi rilasso e schiaccio un pisolino. Arrivo alla stazione di Firenze SMN e mi dirigo verso l’ufficio.

Lì posso finire di sistemarmi un pochino, risciacquo di nuovo il viso e mi trucco un po’ per nascondere lo stress. Mi siedo alla scrivania e sono già esausta! Inizia una nuova giornata di lavoro, ma a me sembra di aver fatto già troppo. Meno male che è venerdì!

Come si sopravvive a 18 anni di pendolarismo?

Avete letto bene. Parliamo di 18 anni di pendolarismo.

Sono quasi 4 anni che faccio avanti e indietro in treno e pensavo di essere qualcuno nell’universo dei pendolari.

Poi una sera ti imbatti (felicemente) su Twitter in Mr Wolf e capisci che in realtà non sei nessuno!

Aver letto che qualcuno fa il pendolare da 18 anni devo dire che mi ha colpito molto. Ho contattato Mr Wolf e gli ho proposto di raccontare la sua esperienza. Ci tengo fin da subito a ringraziarlo per la sua disponibilità.

Ma veniamo a lui. Mr Wolf (che in realtà si chiama Fabio) pendola sulla linea Civitavecchia – Roma. E’ un Enterprise Solution Architect (“spesso assimilato alla grande famiglia dei Consulenti Informatici”). Per divertimento sviluppa applicazioni per Windows 8 e Windows Phone sotto lo pseudonimo MrWolfPST. Ma non voglio aggiungere altro, perché lui stesso, dopo aver risposto alle domande, ha scritto una sorta di epilogo che merita di essere pubblicato (anche come introduzione!).

“Oltre a quanto scritto in risposta alle tue domande, posso aggiungere che con il tempo ho osservato che la vita di un pendolare è una sorta di sinusoide, ci sono periodi (picco positivo) in cui tutti i disagi e lo stress non ti scalfiscono minimamente, altri periodi (picco negativo) dove anche il semplice non sedere sul tuo lato preferito sembra una cosa impossibile da sopportare. Aggiungici che anche il servizio ferroviario italiano ha un andamento simile, per un periodo il servizio migliora giorno dopo giorno fino ad arrivare al picco di massima efficienza (raggiungibile secondo i loro limiti si intende) per poi scendere fino a raggiungere il punto di massima inefficienza, ritardi di ore, corse saltate etc etc. Le due sinusoidi hanno ampiezze diverse, a volte sono in armonia, a volte in controfase, così l’umore del pendolare risulta essere la somma delle due onde. Sinceramente in 18 anni non mi è ancora capitato che entrambe le sinusoidi siano nel loro picco massimo contemporaneamente, ma c’è ancora tempo.”

Iniziamo con l’intervista:

Perché viaggi in treno e come usi il tuo tempo?

Ovviamente come per il 99% dei pendolari, viaggio perché sono obbligato per lavoro, e nonostante tutto, il viaggio in treno per lunghe distanze è immensamente più conveniente del viaggio in auto, e non solo da un punto di vista economico. Fortunatamente la mia tratta non è delle peggiori in Italia, Civitavecchia è una città portuale abbastanza importante e Roma è Roma, questo ha fatto in modo che nel tempo i collegamenti ferroviari siano stati potenziati, soprattutto in virtù del crescente numero dei maledetti turisti che scendono dalle navi da crociera per visitare Roma.
In media il viaggio in treno dura circa un’ora, ma si sa, quando c’è di mezzo Trenitalia il tempo è un concetto relativo. Purtroppo il mio viaggio non si conclude arrivato alla stazione, ma nelle migliore delle ipotesi (non vado da un cliente) ho davanti altri 20/30 minuti di metro ed autobus. Tutto sommato non mi posso lamentare, negli anni tante cose sono cambiate, quando ho iniziato a lavorare passavo in viaggio ben tre ore all’andata e altrettante al ritorno (ritardi a parte ovviamente), partivo alle 6 e rientravo alle 22, adesso che sono senior mi permetto il lusso di prendere il treno poco prima delle 8:00 e di essere a casa comunque entro le 20:30, il che comunque mi colloca su un treno ogni 12 ore.

Come passi il tuo tempo sul treno. Se leggi, qual è Il miglior libro da treno? Se navighi, qual è la migliore app o sito?

In 18 anni ho fatto di tutto, ho letto libri, ho studiato, ho lavorato, ho giocato, cantato, dormito, chiacchierato, cazzeggiato in rete. Durante gli anni si sono avvicendati diversi compagni di viaggio, a volte eravamo un gruppo (anche abbastanza numeroso), altre volte ho viaggiato da solo, altre ancora con uno o due amici. In questo periodo sono in una fase solitaria, ogni tanto scrivo qualche stupidaggine su twitter, altre volte lavoro o guardo un film, ma la maggior parte delle volte dormo.
Dormire in treno è una delle poche cose positive della vita da pendolare, anche se a volte ti ritrovi a viaggiare con gente che non rende la cosa facile. Dopo tanto tempo credo di aver sviluppato una sorta di sesto senso GPS, che il treno sia in orario, in ritardo o in anticipo (si lo so che sembra impossibile, ma mi è successo anche quello) io mi sveglio sempre una decina di minuti prima di arrivare alla mia fermata.

Ci sono aspetti divertenti nel pendolarismo? Ci sono stati episodi o persone che ti hanno proprio fatto ridere?

In realtà scavando in fondo, ma molto in fondo, si possono trovare diversi aspetti positivi nell’essere pendolare, o almeno se lo fai su una tratta umanamente sostenibile come quella in cui viaggio io. Dico sempre che buona parte della mia formazione professionale la devo grazie al treno, avere un paio d’ore al giorno in cui non poter far molto altro, mi ha portato a studiare molto, ma soprattutto, grazie al notebook, mi ha permesso di mettere subito in pratica quello che studiavo. Negli anni si è rivelato un vantaggio essenziale per la mia carriera. In generale l’aspetto positivo è l’esser obbligati ad avere del tempo da impiegare in modo vincolato, il che spesso si trasforma in dedicare tempo ad attività che diversamente non avresti mai fatto o a cui comunque avresti dedicato molto meno tempo.
Quando viaggiavo in gruppo, rivoluzionavamo il vagone, se eravamo tutti occupavamo almeno 8 sedili, e comunque qualcuno viaggiava in piedi (i famigerati abbonati strapontino, o pendolari da bracciolo), è stato uno dei periodi meno stressanti e più divertenti in assoluto, a parte il maxi torneo di briscola e tresette che è durato mesi, c’era l’appuntamento fisso con la settimana enigmistica, urlavamo talmente tanto le definizioni e le condizioni, che con il tempo anche gli altri passeggeri hanno cominciato a partecipare ed a rispondere.
Inutile dire che incontri la gente più improbabile, trascurando le donne che si truccano (uno degli interrogativi più oscuri della storia dell’umanità, roba da farci una puntata di Mistero, come diavolo faranno a non impiastrarsi tutta la faccia che i binari italiani sembrano essere pieni di buche), ho incontrato la gente più strana, vuoi per aspetto o per quello che fa, l’ultimo soggettone che ho incontrato è un signore di una certa età che si è messo a fare manicure con tagliaunghie e carta vetrata, ma ce ne sarebbero, a volte mi viene una voglia di fargli una foto o un video perché nemmeno i più grandi scrittori della storia troverebbe le parole adatte a descriverli.

Quali sono state le peggiori disavventure causate dai disservizi di Trenitalia?

Ti dico solo che ho proiettato i disagi di trenitalia in un personaggio, il disagista di trenitalia, questo individuo brutto ed odioso, ha lo specifico compito di inventarsi ogni giorno un disagio nuovo per rendere la vita del pendolare quanto più impegnativa possibile. Furti di rame, crolli di linee aeree, climatizzazione impazzita, addirittura neve e nubifragi non sono altro che piani architettati a tavolino dal disagista, che gobbo dietro la sua console piena di bottoni, sghignazza e si sfrega le mani al pensiero di quei poveri viaggiatori che subiranno le sue angherie.
Nonostante tutto, la piaga peggiore della mia tratta non è il disagista, ma i crocieristi. Appena arrivano i primi raggi di sole si riversano sulle banchine in branchi di chiassosi esseri arroganti. Dicono che gli italiani all’estero si riconoscono a chilometri di distanza, vorrei farvi vedere gli stranieri in Italia come si comportano. Pare che il biglietto l’hanno pagato solo loro, nel salire ti travolgono, spingono sgomitano nemmeno stessero salendo sull’arca di Noè a diluvio iniziato. Molti di loro vanno a Roma per poi tornare a casa in aereo, e così li vedi salire con sti valigioni che ovviamente finiscono per occupare un posto a sedere o bloccare il corridoio. Scusate lo sfogo, ma non ho saputo resistere.

Immagino che il pendolarismo influisca molto sulla tua vita, ma nello specifico in che modo? Come ha cambiato la tua routine quotidiana?

Ormai è talmente tanto che faccio questa vita, che non ricordo nemmeno più come vivevo prima, viaggiavo (anche se solo nel fine settimana) che ancora ero studente, e subito dopo ho iniziato a viaggiare per lavoro.
Quando parlo della mia condizione a chi si sposta con mezzi propri, dico sempre la stessa cosa, a differenza di loro, i pendolari non sono padroni del loro tempo, non possono uscire un’ora prima per andarsi a comprare un paio di scarpe, quando arrivano a destinazione i negozi sono comunque già chiusi, non possono uscire 10 minuti dopo perché se perdono il treno non arrivano a casa 10 minuti dopo, ma nella migliore delle ipotesi 30 minuti dopo. Il pendolare organizza la sua vita in funzione degli orari dei treni. Chi passa le ore nel traffico del raccordo o della tangenziale potrà eccepire che anche loro non se la passano bene, ma sia dal raccordo che dalla tangenziale puoi sempre uscire, puoi cambiare strada, puoi decidere di cenare fuori e rientrare più tardi, io dopo le 22 ho solo una manciata di treni che mi portano a casa, e dopo le 24, vado a far compagnia a barboni.

Come si sopravvive a 18 anni di pendolarismo? Cosa consigli ai neo pendolari e a quelli che dopo pochi mesi/anni si sentono già stanchi?

Nel kit del giovane pendolare non possono mancare, lettore mp3 con annesse cuffie (con il massimo grado di isolamento acustico possibile) e occhiali da sole. Sono l’unica difesa contro il viaggiatore molesto, questi soggetti, solitamente viaggiatori occasionali, sfruttano qualsiasi cosa per attaccare bottone e sviolinarvi nella durata di un viaggio tutta la loro esistenza presente, passata e futura, dall’alto della vostra posizione di viaggiatore abituale, dovete evitare in ogni modo il contatto con questi individui, ne va del vostro e del loro bene, finché non capiranno che in treno non ci si sale senza avere qualcosa da fare durante il viaggio, questi soggetti continueranno a distogliere i poveri pendolari dai loro passatempi obbligati preferiti.

Hai mai pensato di scrivere del tuo pendolarismo? Dopo 18 anni potresti scrivere direttamente un libro!

Scrivo moltissimo della mia vita pendolare, buona parte dei miei tweet si riferiscono al mio viaggio in treno, in molti di questi uso hashtag come #vitadapendolare, #intreno, #trenitalia, #disagista, è una valvola di sfogo, ma anche una fonte di frustrazione. Il servizio ferroviario sulla mia tratta non sarà dei peggiori, ma la copertura della rete dati è rimasta ai tempi della terza classe, non c’è niente che scuota di più la mia stabilità psichica (chi mi conosce starà per morire dal ridere) che il dover provare ad inviare un tweet trecento volte prima che parta.
18 anni di pendolarismo sono molti, ma conosco e ho conosciuto gente che lo ha fatto per parecchio più tempo, lascio a loro l’onere/onore di scrivere un libro sui viaggi in treno, io non sono una buona penna, e preferisco concentrarmi sul trovare il modo di non dover viaggiare ancora per molto, del resto a 18 anni si prende la patente, non si sa mai che pure la mia vita da pendolare si fa la macchina e se ne va in giro per conto suo :D.

I consigli pendolari di Pirati e Sirene

Tutto è iniziato con un tweet! Ho conosciuto così la ciurma di Pirati e Sirene (Vita, stile e cultura della Costa degli Etruschi e dintorni). Lo scorso aprile mi hanno segnalato via Twitter un articolo nel quale presentavano 9 preziosi consigli per i pendolari.

Tra questi, con mia grande sorpresa ho scoperto l’esistenza addirittura di Cityglance, un social network dedicato ai pendolari (che non ho ancora provato!). Sottoscrivo sicuramente il kit di sopravvivenza, ogni pendolare deve avere il suo. “In extremis perché non cercare lavoro più vicino a casa?” è una bella domanda! Ma quello che mi ha colpito di più è stato aver scoperto che tra i consigli c’era anche “Segui vita pendolare su Twitter. twitter.com/vitapendolare“.

Da allora ho continuato a seguire la simpatica ciurma (così si definiscono) sia attraverso il loro sito sia nei loro profili social. Lo scorso sabato ho avuto il piacere di partecipare alla loro prima festa di compleanno. E’ stata un’occasione per conoscere meglio loro e l’ambiente in cui lavorano.

Vita da pendolare al compleanno di Pirati e Sirene

Location mozzafiato con vista sul mare, tavoli e sedie sostituiti dalla paglia e tanta allegria. Si festeggia un anno di attività, ma non si presentato i risultati ottenuti come si fa nelle noiose riunioni di lavoro. Semplicemente si festeggia, come si fa tra amici.

Per questo ci tengo a ringraziare ancora la ciurma di Pirati e Sirene per avermi dato la possibilità di partecipare. Ci vediamo al prossimo compleanno o alla prossima lista di consigli pendolari!

Stazione di Firenze, il ricatto del facchino

Il ricatto del facchino. E’ così che il Blitz Quitidiano chiama quello che avviene tutti i giorni alla stazione di Firenze SMN. La notizia è presa dal Corriere Fiorentino di oggi.

La routine è questa: un gruppo di rom importuna i turisti spaesati tra i binari, fornendo loro le info che cercano o caricando i loro bagagli in treno. In cambio di tutto ciò ovviamente chiedono soldi. Il turista solitamente viene agganciato alle macchine obliteratrici, perchè è lì che va maggiormente in confusione.

Video Corriere Fiorentino su rom in stazione

Per chi come me frequenta le stazioni tutti i giorni (ed in particolare quella di SMN) leggere questi articoli non susciterà grande sorpresa. Al contrario! Una storia vista e rivista. Ne avevo anche parlato in un post diversi mesi fa.

Se volete rendervi conto di cosa avviene in stazione, potete guardare il video pubblicato nell’articolo.

Le facce sono sempre le stesse. Anche questa mattina li ho trovati in testa al binario 1 e 2, mentre facevano colazione alle macchinette e organizzavano la giornata di lavoro. Succede tutte le mattine. E puntuali nel pomeriggio li ritrovo ad importunare i turisti che intorno alle 17:30 prendono il treno per Pisa-Livorno.

La tecnica è perfettamente descritta dall’articolo del Corriere Fiorentino:

“Corrono da un binario all’altro come trottole impazzite. Puntano i turisti (preferibilmente giapponesi e americani), li obbligano a consegnargli le valigie e poi, per il servizio di facchinaggio abusivo, chiedono in cambio dai 5 ai 20 euro. La stazione di Santa Maria Novella a Firenze è ostaggio di una cinquantina di rom che sostano dalla mattina alla sera sulle banchine degli Eurostar e di Nuovo Trasporto Viaggiatori (Italo, per intenderci) in cerca del «pollo da spennare».”.

La Polfer (con otto agenti a disposizione per tutta la stazione) purtroppo non riesce a far fronte all’elevato numero di rom che presidiano la stazione: «Per tenere d’occhio i nomadi siamo costretti a tralasciare servizi di controllo molto più importanti, come sullo spaccio e sui furti, che sono aumentati a dismisura». Alcuni agenti di polizia hanno addirittura chiesto il trasferimento, perchè la situazione è davvero esasperante.

Al personale delle ferrovie non va certo meglio. E’ capitato infatti che alcuni siano stati letteralmente aggrediti per aver tentato di allontanare questi rom, un capotreno ha addirittura avuto una prognosi di cinque giorni.

Che la situazione sia grave lo dimostra il fatto che il prefetto di Firenze, Luigi Varratta, ha trattato questo problema nell’ultimo comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, chiedendo a Grandi Stazioni di «isolare le biglietterie automatiche e impedire a chi non ha il biglietto l’accesso ai treni».

Torna ad essere nuovamente attuale la proposta di chi vuole l’accesso alla stazione (e non solo ai treni) possibile solamente per chi è in possesso di un biglietto. Che ne pensate?

Prima classe nei treni regionali

Prima classe nei regionali

Vi è mai capitato di salire su un treno regionale di sola seconda classe e notare però che il treno è composto da carrozze di tipo diverso, come se ci fosse anche la prima classe? A me capita spesso quando prendo il treno per tornare a casa il pomeriggio. Me ne accorgo soprattutto una volta salita a bordo, quando camminando da una carrozza all’altra vedo sedili di diverso tipo.

E viceversa, vi è mai capitato di acquistare un biglietto di prima classe e una volta saliti a bordo avete scoperto che il treno regionale aveva carrozze di sola seconda classe? E’ quello che è successo ad Irene, una lettrice che mi ha contattato questa settimana. Mi scrive: “mi è capitato 2 volte di prendere treni regionali (roma – capalbio e roma – pisa) pagare la 1° (on line o dalle macchinette) e scoprire una volta su che è stata soppressa”.

Ho cercato di informarmi sulla questione, sia online sia contattando i miei fedeli amici dei raduni pendolari, per capire se siamo di fronte ad una truffa o se invece c’è una procedura che il viaggiatore può seguire in questi casi. Dopo qualche scambio di email e la lettura di varie discussioni nei forum, alla fine la risposta più chiara ed esaustiva è stata quella di un capotreno.

Tabella orario treni

Quindi la prima classe nei regionali di fatto ancora esiste. I treni che la prevedono, nell’orario ufficiale, sono contrassegnati da un rettangolino con all’interno i numeri 1 e 2.

Può capitare però che a volte la prima classe venga declassata. Questo si verifica quando il treno, da orario ufficiale, effettua un servizio di sola seconda classe, ma per vari motivi viene utilizzato per la sua composizione un materiale composto anche da vetture di prima classe (quello che capita al mio treno).

Tuttavia, se il viaggiatore acquista un biglietto di prima classe ed utilizza un treno dove è prevista, ma di fatto quel giorno manca, allora può richiedere al capotreno che gli faccia un’annotazione sul biglietto. In questo modo, in biglietteria si potrà richiedere un rimborso per la differenza di prezzo pagata ma non usufruita.

Questo caso specifico quindi è quello di cui parla Irene. Nelle due occasioni che descrive avrebbe potuto chiedere un’annotazione sul biglietto al capotreno e poi procedere con il rimborso.

Per quanto riguarda i tempi del rimborso, cercando informazioni nel forum Ferrovie.it ho trovato la testimonianza di “pendolare-arrabbiato” il quale sostiene “che ti arriverà con MOLTA calma, ma arriva sempre in questi casi (io ho in ufficio un assegno da 3.55 euro che fa bella mostra di se’ in bacheca)”.

Quindi, se dovesse capitarvi di acquistare un biglietto di prima classe per un regionale senza trovare la carrozza corrispondente, ora sapete cosa fare!

Anche Il Venerdì di Repubblica parla dei raduni pendolari!

Ebbene sì! Proprio ieri, durante una pausa caffè, una collega mi ha segnalato che ne Il Venerdì di Repubblica del 16 maggio, la rubrica Barweb ha parlato di pendolari! Ma non solo, ha parlato dei nostri raduni pendolari e soprattutto ha citato un blog a noi molto caro: pendolante.wordpress.com!

Pendolari sul Venerdì di Repubblica

Marco Filoni parla così del microcosmo dei pendolari online: “Non sorprende allora scoprire in rete un’esuberante attività di blogger pendolari che organizzano persino dei raduni per conoscersi di persona, parlare di treni e non solo. Perché, come scrive una di loro, «il pendolarismo è uno stile di vita». C’è chi documenta le condizioni fatiscenti dei treni italiani, chi compila un diario personale, chi si abbandona a un innocuo voyeurismo. Come Pendolante (pendolante.wordpress.com) […]“.

Ci tengo a fare i complimenti a Pendolante, credo che questo sia il giusto riconoscimento per la passione con cui curi il tuo blog e l’entusiasmo con cui ci hai contattati per organizzare i nostri raduni! Brava!

Per chi volesse leggere online la rubrica Barweb dedicata ai pendolari, ecco il link a Il Venerdì di Repubblica del 16 maggio (pagina 7).