Anche Il Venerdì di Repubblica parla dei raduni pendolari!

Ebbene sì! Proprio ieri, durante una pausa caffè, una collega mi ha segnalato che ne Il Venerdì di Repubblica del 16 maggio, la rubrica Barweb ha parlato di pendolari! Ma non solo, ha parlato dei nostri raduni pendolari e soprattutto ha citato un blog a noi molto caro: pendolante.wordpress.com!

Pendolari sul Venerdì di Repubblica

Marco Filoni parla così del microcosmo dei pendolari online: “Non sorprende allora scoprire in rete un’esuberante attività di blogger pendolari che organizzano persino dei raduni per conoscersi di persona, parlare di treni e non solo. Perché, come scrive una di loro, «il pendolarismo è uno stile di vita». C’è chi documenta le condizioni fatiscenti dei treni italiani, chi compila un diario personale, chi si abbandona a un innocuo voyeurismo. Come Pendolante (pendolante.wordpress.com) […]“.

Ci tengo a fare i complimenti a Pendolante, credo che questo sia il giusto riconoscimento per la passione con cui curi il tuo blog e l’entusiasmo con cui ci hai contattati per organizzare i nostri raduni! Brava!

Per chi volesse leggere online la rubrica Barweb dedicata ai pendolari, ecco il link a Il Venerdì di Repubblica del 16 maggio (pagina 7).

In treno, i pendolari dormono!

Questa mattina quando il treno era quasi arrivato a Firenze SMN mi sono risvegliata dal mio sonno profondo. Apro gli occhi, metto a fuoco e vedo di fronte a me la scena di due uomini seduti uno accanto all’altro che dormono.

I pendolari dormono in treno

Hanno età diverse e fanno professioni diverse. Il pendolarismo li unisce. Proprio questo comun denominatore fa si che non importa qual è il lavoro che svolgi. Se per farlo devi prendere un treno alle 6:12 di mattina e farti un ora e venti di viaggio, è quasi sicuro che dormirai!

Se non bastasse l’impulso fisiologico che ti fa lentamente chiudere le palpebre, allora subentrerà l’impulso psicologico. La tua mente avrà bisogno di riposare ancora un po’ in treno per affrontare la giornata lavorativa e dimenticarsi della sveglia all’alba.

Nonostante questo la mattina c’è sempre qualcuno che ha energia per chiacchierare come se stesse già facendo la pausa caffè di metà mattina. Per queste persone l’impulso fisiologio e quello psicologico non esistono.

Ho provato a creare una lista di palusibili spiegazioni:

non sono pendolari: si trovano sul treno per una trasferta di lavoro occasionale o peggio ancora sono in partenza per le vacanze (questi sono i più eccitati, giustamente!);

fanno un lavoro part-time: non sentono la necessità di recuperare il sonno perso perchè la loro giornata lavorativa finirà presto;

non hanno figli: essere genitore e pendolare deve essere veramente impegnativo. Se lo sei, non puoi non sentire il bisogno di sfruttare il tempo in treno per riposare;

salgono all’ultima fermata: questo significa che potrebbero aver già dormito un’ora in più di te che sei partito al “capolinea” e quindi arrivano in treno belli freschi e riposati.

Questi sono alcuni dei motivi che mi sono venuti in mente. Si accettano suggerimenti!!

P.S.: per rimanere in tema, il ragazzo con il cappellino che si vede nella foto è lo stesso che al rientro al lavoro dopo il viaggio in Brasile, visto che non mi ero svegliata all’arrivo in stazione, mi ha chiamato dicendo “Andiamo, andiamo! Siamo arrivati, è ora di andare a lavorare”!

Cosa regalare ad un pendolare

Sono molto contenta che il mio pendolarismo abbia ispirato una giovane blogger e amica a dedicare un articolo ai pendolari! Lei è la persona giusta quando si tratta di fare un regalo, talmente giusta che quando è il suo compleanno c’è anche chi le dice “ma se raccogliamo i soldi, te lo compri da sola il regalo?”.

Cosa regalare ad un pendolare

Il suo blog Consigli Regalo offre idee e spunti utilissimi per realizzare il regalo perfetto e nel suo ultimo articolo ha trovato dei regali interessanti che un pendolare apprezzerebbe di sicuro.

I miei preferiti? Il kit per dormire in treno non è niente male: mascherina, copertino e cuscino. E chi scende più dal treno?

La lunch bag è un acquisto che ho fatto di recente, mangio spesso in ufficio e ci vuole una borsa che sia pratica da portare in treno e che contenga i vari contenitori di cibo. La musica per un pendolare è indispensabile, quindi ricevere in regalo un lettore mp3/mp4 o delle super cuffie sarà sicuramente cosa gradita.

Insomma se avete amici pendolari ora avete qualche idea in più su cosa regalargli!

Sarta – pendolare in treno

Sono quasi le sei del mattino, sto per uscire di casa per andare alla stazione. Oggi trasferta di lavoro ad Arezzo. Sono quasi pronta, manca indossare la giacca e ci siamo. Infilo le maniche, sistemo il colletto e tin… Il bottone, l’unico bottone della giacca cade a terra. Capita sempre così, quando non deve capitare!

Sarta - pendolare in treno

Elaboro velocemente un piano di azione, valutando due alternative principali: 1) mi cambio. Impossibile, manca il tempo materiale per pensare (a quell’ora del mattino) ad un nuovo outfit. 2) prendo ago e filo e mi trasformo in sarta – pendolare in treno. Ho scelto la seconda.

Salita in treno tiro fuori dalla borsa il mio kit e inizio a sistemare il bottone. Per un momento mi sono trasformata in uno dei tanti personaggi strani di cui racconto ogni tanto!

Soprattutto perchè devo confessarlo.. la mia abilità nel riattaccare il bottone non è proprio il massimo. In ogni caso, ha retto fino a fine giornata. Anzi, è ancora lì!

Missione compiuta.

Non c’è cosa più divertente che fare il pendolare.

Non c’è cosa più divertente che fare il pendolare“. Inizia così un articolo pubblicato ieri su wired.it che mi è stato segnalato da alcune lettrici affezionate! La lettura della prima riga effettivamente lascia un po’ perplessi. Fare il pendolare non mi è mai sembrata la “cosa più divertente”.

L’articolo però parla di October Jones, umorista e illustratore inglese che ha trovato un modo simpatico per passare il tempo sui mezzi pubblici: disegna in un post-it il volto di un personaggio immaginario e scatta poi una foto sovrapponendo il post-it all’altezza della testa di un pendolare.

Ecco alcuni dei suoi scatti:

October Jones disegna fumetti sui pendolari. In questa foto un pendolare diventa batman.
October Jones disegna fumetti sui pendolari. In questa foto un pendolare diventa hulk.

Su wired.it potrete trovare l’intera galleria di immagini. Molto divertente!

Ora non mi rimane che fare attezione in treno.. Non sia mai che October Jones decida di farsi un viaggetto sulla linea Livorno – Firenze, chissà in cosa mi trasforma!

PS: notare nella galleria di immagini la qualità e la pulizia dei mezzi pubblici.

Anche Il Tirreno si occupa di #pendolaritoscana

Circa un anno fa, sulla scia dei #pendolarilazio, ho iniziato ad utilizzare sul mio profilo Twitter l’hashtag #pendolaritoscana. Mi sembrava un modo utile di raccogliere le notizie su ritardi, disagi o novità per questa singola regione.

Da qualche giorno ho notato con piacere che anche Il Tirreno utilizza l’hasgtag #pendolaritoscana per collezionare i racconti sulla “vostra odissea quotidiana per raggiungere scuola e lavoro”. L’impegno che Il Tirreno prende attraverso il loro liveblog è appunto questo: “Noi porteremo le vostre segnalazioni all’ad di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti”.

L’iniziativa è interessante! Permette ai pendolari di avere un’ulteriore valvola di sfogo e soprattutto, vista la promessa fatta, permette di inviare le proprie lamentele, segnalazioni, suggerimenti a chi più di tutti dovrebbe ascoltarli.

Quindi forza pendolari toscani, segnalate più che potete e vediamo se con l’aiuto de Il Tirreno riusciamo a sistemare e migliorare le nostre linee.

Piove sul bagnato

Piove in treno
In autunno si sa può capitare che piova e se sei pendolare devi adattarti! Con Trenitalia, a mali estremi, estremi rimedi

Purtroppo non c’è molto da aggiungere.

Pendolari vs. universitari

Aspro dibattito ieri pomeriggio al rientro dal lavoro sul tema “pendolari che odiano gli universitari”. Tutto via Twitter:

 

Dall’Università di Padova all’Università di Pisa. Senza distinzioni di sesso, razza o religione. Le matricole universitarie al rientro da una nuova elettrizzante giornata di lezione salgono in treno iper eccitate, parlano parlano parlano.. e non importa se hanno gli occhi puntati di un intero vagone di pendolari alienati che vorrebbe sfruttare il tempo in treno per riposarsi.

Loro sono all’Università, hanno terminato la scuola e per questo hanno vissuto la vita. Ti guardano pensando.. “io non sarò mai come loro”. Il pendolare con qualche anno in più di esperienza li guarda pensando.. “io ho davvero vissuto la vita”. Insomma alla fine del tragitto tutto si riduce ad una lotta di sguardi per dimostrare di avere l’ego più grande dell’altro!

Conclusione:
– nessuno ha la certezza di “non diventare come loro” nè quella di aver vissuto veramente la vita.
– anche gli universitari in fondo sono dei pendolari in erba.
– il treno è arrivato e addio riposino.

Nonni viaggiatori in treno

Oggi 2 Ottobre si celebra la festa dei nonni. Non voglio parlare qui di quanto siano prezioni i nonni. Mi limiterò a raccontare un episodio a cui ho assistito quest’estate in treno.

Tornavo dal lavoro, di fronte a me c’era una coppia di una certa età, si vedeva che non erano più giovani ma erano sicuramente giovanili. Jeans, camicia, zainetto e valigia. A guardarli facevano simpatia!

Ad un certo punto squilla il telefono del nonno, l’uomo tutto di un pezzo si scioglie quando sente la voce del nipote: “Amore di nonno, dimmi dimmi, di’ a nonno”. Che tenero! Il nipote però doveva gradire di più la nonna perchè ad un certo punto il nonno, con voce delusa, ha detto: “Ah, ti passo nonna?”.

Con rammarico passa il telefono alla moglie che inizia a parlare con il nipote: “Arriviamo a Pisa tra poco, ci vieni a prendere?”. Termina la conversazione e la nonna fa il resoconto. Avevano parlato del loro arrivo e di come sarebbero andati dalla stazione a casa del nipotino. Tutte le informazioni che la nonna ha dato, le sapeva anche il nonno, quindi lui la guardava con l’aria di chi pensa “ma non poteva chiederle a me queste cose?”.

E’ stata una scena simpatica, nella quale ho rivisto i miei nonni paterni. Ogni volta che figli o nipoti li chiamavano al telefono parlavano prima con il nonno (seduto in poltrona vicino al telefono), gli chiedevano come stava e poi dicevano: “Passami mamma/nonna”. Lui si infastidiva da morire: “Ma perchè dovete parlare sempre con lei?”. Si infastidiva ancora di più quando gli dicevamo che il suo udito non proprio al top rendeva le conversazioni al telefono con lui un vero calvario!

Le sveglie del pendolare

La sveglia è un elemento fondamentale nella vita di un pendolare. Ho già espresso qualche giorno fa tutto il mio disprezzo nei confronti della sveglia del lunedì.

Ora.. per i pendolari come me, la sveglia non si usa solo al mattino per essere sicuri che ci si alzerà dal tanto amato letto. No, la sveglia diventa parte integrante della vita in treno quando i pendolari la utilizzano per accertarsi di scendere alla fermata giusta!

Le sveglie del pendolare

Nel mio caso succede al ritorno: se non mi svegliassi in tempo e non mi accorgessi della fermata a Livorno, sarei capace di arrivare direttamente a Grosseto (destinazione finale del treno, dove comunque mi risveglierei sicuramente riposata)!

Qualche volta vengo comunque svegliata dal gran numero di persone che alla stazione di Pisa Centrale scende e sale dal treno. Ma a volte è capitato che non mi accorgessi di niente per cui.. prevenire è meglio che curare!

Ecco quindi quali sono le sveglie del mio telefono: una per le mattine lavorative (ad un orario tristissimo), una per il treno del ritorno (8 minuti prima dell’arrivo del treno) e una per il weekend (da utilizzare solo in caso di estrema necessità). Anche questa è vita da pendolare…