Furto di rame. Un altro.

Questa settimana il rame va via come il pane! Come tutte le mattine alle 6:05 sono in stazione per partire con il treno delle 6:15. L’altoparlante annuncia ritardi e capisco subito che non partiremo mai in orario. Salgo in treno, mi siedo e aspetto. Nessun annuncio dal capotreno. Il ritardo però continua ad accumularsi. I passeggeri iniziano a scendere dal treno alla ricerca di informazioni. Come se fosse normale andare alla ricerca di informazioni e non riceverle tempestivamente da chi dovrebbe darle.

Le persone iniziano a spazientirsi. C’è chi abbandona la stazione. Il motivo del ritardo è ormai chiaro a tutti, il passaparola è sempre efficace in questo. Furto di rame a Tombolo, tra Livorno e Pisa. Il controllore ha la malaugurata idea di passare lungo i vagoni quando si sono ormai accumulati 45 minuti di ritardo. Viene “mangiato vivo” da una signora che giustamente gli chiede come mai nessuno ha annunciato il motivo del ritardo e soprattutto quanto ancora avremmo dovuto aspettare.

Del resto, se questa informazione fosse arrivata a noi alle 6:20 ci saremmo anche potuti organizzare per andare a Pisa in macchina e da lì prendere un qualsiasi treno diretto a Firenze. Ma sarebbe stata la soluzione più logica. E in questi casi la logica non appartiene a Trenitalia. Il controllore prova a tirare fuori una qualche giustificazione che non sta in piedi. Si capisce anche dalla voce tremolante con cui parla. Risponde comunque alla signore che il capotreno avrebbe fatto a breve un annuncio.

Quando stavo per abbandonare il treno, alle 6:55, le porte si chiudono e il treno parte. L’annuncio del capotreno non è mai arrivato. A Pontedera c’è un fiume di gente che sale e si prepara ad affrontare il viaggio in piedi. Il treno è stracolmo. Ovviamente non farà altro che accumulare altro ritardo. Siamo arrivati a Firenze alle 8:38. Solo un’ora e venti minuti rispetto all’orario previsto. Rassegnati, scendiamo e andiamo a lavorare.

2 thoughts on “Furto di rame. Un altro.

  • June 21, 2012 at 10:53 am
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    Timbrato in tempo il cartellino? Vorrei sapere se qualcuno ha mai quantificato i ritardi che Trenitalia costringe a fare sul lavoro. A forza di 15 minuti, 20, mezzora…

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    • June 21, 2012 at 11:40 am
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      Ecco.. Da precaria doc il cartellino per fortuna (purtroppo!) non lo devo timbrare. Ho sicuramente perso tempo a lavoro. Tempo che faccio fatica a recuperare visto che la mia giornata si organizza in base agli orari dei treni. Il che è tutto dire!!

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