Il capotreno fenomeno

In treno capita spesso di imbattersi in qualche capotreno fenomeno, dove con “fenomeno” intendo il particolare atteggiamento di quei capotreno che se la tirano un po’, che assumono l’atteggiamento da sceriffo se qualcuno ha sbagliato a fare il biglietto (figuriamoci se non ce l’ha proprio) e che rispondono sgarbatamente ai passeggeri che gli pongono domande.

Come se prendere un treno all’alba non fosse già abbastanza frustrante, stamattina, nel Vivalto con partenza alle 6:12, avevamo a bordo uno di questi fenomeni.

Vivalto interno

Poco dopo la partenza, il capotreno passa a controllare biglietti e abbonamenti. Appena entra nella carrozza in cui mi ero seduta, la prima persona in cui si imbatte gli chiede di abbassare l’aria condizionata, perché effettivamente faceva freddo. Lui con un tono abbastanza serio e privo di empatia risponde: “Guardi, nell’altra carrozza c’è meno freddo e ci sono posti liberi. Se vuole può spostarsi lì”.

Se c’è una cosa che mi fa innervosire sono queste risposte. Sono fortemente convinta che per un pendolare la scelta del posto non sia casuale, quindi chiedergli di cambiare posto dopo che il treno è partito e che tanti altri pendolari si sono già sistemati potrebbe essere fastidioso. Per me lo è sicuramente, tanto che avendo udito la risposta del capotreno esclamo: “ma perché dobbiamo essere sempre noi a cambiare carrozza?”.

Lui forse non ha sentito, o forse ha preferito ignorarmi, sta di fatto che visto il mio abbonamento è passato oltre. Non fa in tempo ad arrivare a metà carrozza che una signora gli fa la stessa richiesta e a quel punto lui stizzito sbotta e con tono seccato dice: “Non ve la posso spegnere l’aria condizionata, se no qui dentro ci morite. L’ultima volta che l’ho fatto c’era una signora incinta e si è sentita male. Ho dovuto chiamare l’ambulanza e questo treno è stato fermo per mezz’ora!”.

Quell’affermazione finale, per il modo in cui è stata pronunciata, suonava come “Cosa preferisci? Che ti spenga l’aria condizionata o che facciamo ritardo perché qualcuno si sentirà male?”. Ho molto apprezzato il controllo che la signora è riuscita ad esercitare su sé stessa per non inveire contro questo capotreno fenomeno che, anche ammesso avesse ragione, si era posto in modo così sgarbato nei suoi confronti.

Il viaggio è proseguito verso Firenze con qualcuno che ha cambiato carrozza e con altri, stoici, che sono rimasti al loro posto. Di fatto, nonostante avessimo “optato” per l’aria condizionata accesa, il treno ha fatto 15 minuti di ritardo. Eppure nessuno si è sentito male!

Rimane il grande mistero del sistema di condizionamento del Vivalto. Ormai le ho sentite di tutti i colori: c’è il capotreno che alla richiesta di abbassare il livello dell’aria lo fa, c’è quello che ti dice che è tutto centralizzato e che lui non può fare niente, c’è chi ti dice che la temperatura interna è regolata sulla base di quella esterna (e qui ci deve essere qualcosa che sfugge nella logica, perchè se fuori ci sono 10 gradi, dentro non può partire l’aria condizionata fredda!) e c’è chi ti dice che non può spegnerti l’aria perché se no qui “ci morite”.

Se qualcuno può illuminarci sul tema “aria condizionata nel Vivalto” lo apprezzeremmo molto. Così saremmo in grado di controbattere, sempre garbatamente si intende, alle fantasiose argomentazioni di questi controllori fenomeni che se ne inventano sempre una. Grazie!

15 thoughts on “Il capotreno fenomeno

  • October 17, 2014 at 3:11 pm
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    Credo dipenda dal termostato umorale del capotreno, ma mi informerò meglio.

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    • October 17, 2014 at 3:13 pm
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      Ecco sì, questa potrebbe essere una spiegazione plausibile che ben si concilia con la varianza di motivazioni ogni volta fornite dai vari capotreno. Se riesci a scovare più info sul tema sono le benvenute! 😉

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  • October 17, 2014 at 1:17 pm
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    Io stamani avevo il miglior sistema di condizionamento, sempre su Vivalto: l’aria condizionata era spenta (nonostante ciò, siamo arrivati tutti vivi) ma fra dallo spazio fra il vetro del finestrino e il pannello laterale del treno c’era un’insistente soffio di vento verticale dovuto al fatto che mancava la gomma sigillante.
    Trenitalia Rulez!

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  • October 17, 2014 at 1:26 pm
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    Sì, quello è un altro grande classico! Uno spiffero di aria che non ti da tregua per tutto il viaggio!

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  • October 17, 2014 at 3:41 pm
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    l’aria condizionata è a quella temperatura perché sì. punto. 😀
    (sarebbe una risposta più onesta…)

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    • October 17, 2014 at 3:44 pm
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      Sì, decisamente più onesta! Mi sentirei molto meno presa in giro.

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  • October 18, 2014 at 7:41 am
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    Ieri pomeriggio l’avrei voluta l’aria condizionata e, ovviamente, non c’era

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  • October 20, 2014 at 9:42 am
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    La prossima volta ditegli che in caso di paralisi di Bell sarete lieti di denunciare capotreno e Trenitalia 😉

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    • October 20, 2014 at 2:25 pm
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      Ecco, che poi a me queste cose terrorizzano quindi potrei anche essere credibile nel dirle! 😉

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  • October 24, 2014 at 7:55 am
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    La mia fonte interna mi dice che sui Vivalto il CT può spegnere l’aria condizionata, ma sostiene che effettivamente al piano di sopra dopo 20 minuti si schiatta

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    • October 24, 2014 at 8:24 am
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      Si, probabilmente spegnendola si arriva presto a consumare tutta l’aria e a sentire molto caldo. Però, alle 6 di mattina nel mese di ottobre forse ce la si può fare. Ma la tua sempre preziosa fonte interna non ti ha detto nulla su una soluzione che sia una via di mezzo? Intendo dire: questa aria condizionata permette solo le opzioni ON e OFF? Non si può regolare in nessun altro modo? Grazie cara e scusami con la tua fonte, sono una pendolare un po’ pignola lo so.. 😉

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  • November 11, 2014 at 12:47 pm
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    Ah Ah Ah! … mi avete fatto morire dal ridere!!! devo ammettere che di capitreno fenomeni ce ne sono in abbondanza, ma magari quel poveraccio era alla decima ora di lavoro… e (non vogliatemene) di lamentele.
    Il Vivalto credo abbia un termostato, e credo sia vero che si regoli sulla temperatura esterna; al piano di sopra, confermo, ci sono sempre diversi gradi di differenza, ma è fisica: il calore va in alto, e il riscaldamento/clima è centralizzato. Detto questo, il capotreno ha un margine molto limitato che va da +2 a -2 gradi senza avere voce in capitolo sul valore di partenza a impianto spento. Per lo spegnimento non so, sinceramente è una cosa che anch’io eviterei di fare, perchè poi per tornare a temperatura una volta riacceso è un’agonia… Chi lo fa a cuor leggero secondo me è perchè non deve proseguire con lo stesso materiale, e “lascia la bega al collega”… poco carino…

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    • November 12, 2014 at 12:53 pm
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      Insomma, da questo termostato del Vivalto non se ne esce vivi! 😉 Proprio stamattina la ragazza seduta accanto a me ha chiamato il capotreno per abbassare la ventilazione dell’aria. Era talmente forte che ha dovuto chiamarlo più volte e ogni volta con un tono di voce più elevato per riuscire a farsi sentire. Risultato? L’unica soluzione era spegnere il termostato, con la conseguenza che “tra poco qui ci morite”. E quindi nulla, termostato acceso di nuovo, rumore di ventole in sottofondo e via!

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