Il sequestro della carrozza n. 2 – continua…

Purtroppo i neo pendolari che da qualche settimana hanno occupato la carrozza n.2 hanno la pelle dura, non mollano. Questa mattina mi sono piacevolmente sorpresa nel leggere un post sul profilo FB di un amico pendolare, anche lui brutalmente “cacciato” dalla nostra carrozza preferita. Sembrava mi avesse letto nel pensiero!

C’era una volta la seconda carrozza (sottotitolo: ma chi gliel’ha fatto fare di trasferirvi a Firenze se non vi volevano più bene).
Ore 6 e 10, più o meno l’orario in cui cerco posto sul treno tutte le mattine nella seconda carrozza in basso (in alto la mattina non ci piace). Entravi e vedevi le solite facce, taciturne, assonnate, ogni spazio da due posti occupato da una sola persona, uno di loro, che nonostante tutto ispirava simpatia. Con qualcuno ci siamo scambiati due parole, altri li rivedi in piscina, altri invece scopri che fanno più o meno il tuo lavoro e la tua stessa vita se non peggio della tua. Questa insomma è la famiglia dei pendolari. Ma si sa… Tutte le belle storie finiscono prima o poi. Questa è terminata un paio di mesi fa, più o meno, proprio quando una mattina percorrendo il corridoio centrale del solito scompartimento senti un disagio dentro, dovuto esclusivamente all’inquinamento acustico di un gruppo di più o meno 6-8 persone che parlano convulsamente a voce alta. Dentro di te pensi in quei momenti che meglio la giornata non poteva cominciare, prendi le tue carabattole, zaino e giacca e te ne vai a cercare un altro posto. Forse sono io che stamattina sono sceso dal letto con il piede sbagliato e non tollero niente, penso tra me e me. Mi sposto nella prima e sorpresa… Trovo almeno 6 o 7 persone della mia famiglia. Anche loro avevano traslocato per lo stesso motivo. Queste sono le cose che il pendolare non vorrebbe mai… Casino sul treno la mattina alle sei e le luci bianche sparate negli occhi, per queste però non c’è rimedio. Dopo quel giorno di diaspora in prima carrozza ho pensato che quelle persone fossero solo viaggiatori occasionali ma mi sbagliavo di grosso. Poi ho pensato che quelle persone fossero diventati pendolari per un trasferimento di sede da Livorno a Firenze, come probabile che sia dati i chiari di luna, e che come tutti i pendolari all’inizio sei ringalluzzito ma alla lunga questa vita ti tronca e la mattina vuoi soltanto una di queste cose 1 dormire 2 leggere 3 ascoltare musica 4 guardare lo smartphone/tablet, tutte completamente in silenzio. Mi sbagliavo ancora, perché questi di stare zitti proprio non ne vogliono sapere. Una cosa l’hanno ottenuta, la carrozza a Pisa arriva vuota, solo loro dentro. Ma non finisce qui…

E’sempre bello scoprire che ci sono altri pendolari che la pensano esattamente come te, che in quella carrozza 2 si sentivano come a casa, come in famiglia. Ma a questo punto, non finisce qui!

Cosa potremmo fare? Affrontarli apertamente e chiedergli di fare meno rumore perché sono le 6 di mattina e qualcuno gradirebbe silenzio? Mmm.. non lo so, un tentativo si potrebbe fare, ma in questi casi temo sempre una reazione esattamente contraria a quella sperata (la mia esperienza mi suggerisce questo). Ho pensato anche che potremmo stampare il post del mio amico pendolare e anonimamente lasciarlo domattina all’interno della carrozza 2. Ma anche in questo caso credo che rischieremmo solo di stuzzicare il loro ego e non di reprimerlo, anche se la scena potrebbe essere divertente!

Cosa rimane da fare allora? Aspettare. Sono ancora convinta che quell’entusiamo non può durare troppo a lungo. Nel frattempo la famiglia della carrozza n.2 cercherà di non disgregarsi. Forza ragazzi, ce la possiamo fare!

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