In treno con topolino, le americane e i chiacchieroni

Ieri pomeriggio nel viaggio di ritorno sono stata intrattenuta da compagni di viaggio un po’.. bizzarri! Seduto davanti a me c’era un uomo di mezza età, capelli brizzolati e occhiali da vista. Occhi puntati sul suo smartphone, non ho potuto fare a meno di notare la sua cover del telefono. Di colore nero/verde, aveva stampata al centro l’immagine di topolino. Mi è sembrato un po’ strano per un uomo di quell’età. Poco dopo la partenza del treno, ha collegato gli auricolari al telefono e ha iniziato ad ascoltare la musica ad alto volume, tanto che anche io potevo ascoltarla. Musica tosta, in netta contraddizione con la sua figura e con topolino!

Topolino e le americane in treno

Dietro di lui sentivo chiacchierare 5 ragazze americane, le tipiche ragazze americane in vacanza in Italia. Shorts, camicietta smanicata, infradito o ballerine, capelli super ordinati e trucco perfetto. Non ho mai capito come si possa stare in giro tutto il giorno e sembrare sempre appena uscite di casa, ma questa è un’altra storia. Chiacchieravano animatamente, mi piaceva ascoltarle e guardarle perché fantasticavo sul loro viaggio, sulle prossime mete e un po’ anche sulle loro vite. Sembravano il ritratto della salute, borraccia con acqua al seguito, perché l’idratazione è importante quando si cammina molto.

Alla mia destra invece c’erano due uomini, uno sarebbe sceso a Pisa, l’altro proseguiva per Livorno. Non si conoscevano, ma sono bastate poche battute prima che il treno partisse per far sì che continuassero a parlare per tutto il viaggio, entrando anche in dettagli intimi della loro vita privata, come se si conoscessero da sempre. Il primo stava rientrando da Milano, era salito sul treno di corsa, riuscendo a prendere la coincidenza giusto in tempo. Doveva fare tre telefonate e le ha fatte tutte, nonostante gallerie e un segnale presente a singhiozzo.

Uomini senza privacy in treno

Parlavano di treni, di capotreni, di donne e di tradimenti. Il livornese lamentava che la tecnologia e i social network ormai gli hanno tolto ogni forma di privacy. La sua ragazza riesce a capire se sta chattando dal pc di casa o dal cellulare e quindi lui non può più mentire su dove si trova. L’altro gli rispondeva che ormai bisogna stare attenti. In me hanno suscitato la solita domanda, ovvero: se dovete affannarvi tanto per nascondere quello che in realtà vorreste fare, perché non lo fate e basta, senza la persona da cui pensate di dovervi nascondere? Questa necessità di vivere sempre e comunque in coppia non la capisco, ma poi ho pensato che il mio è il punto di vista di una donna e ho smesso di farmi domande.

Poco prima dell’arrivo a Pisa il gruppo di ragazze americane mi ha riservato una sopresa del tutto inaspettata. Tra una chiacchiera e l’altra, una di loro ha tirato fuori dalla borsa un cartone di vino rosato Conad. Immagino non fosse nemmeno troppo fresco, ma se lo sono passato di mano in mano e ognuna ne ha bevuto un sorso, gustandolo come se fosse il più pregiato dei vini. Credo di aver sgranato gli occhi dallo stupore, le super healty american girls con un cartone di vino stile barbone? Le vedevo già sulla copertina di Sport Illustrated e invece…

Il treno è arrivato a Pisa, l’uomo con la cover di topolino, le ragazze americane e il pisano rientrato da Milano sono scesi. Siamo rimasti io e il livornese privo di privacy. Senza le chiacchiere delle ragazze americane, i discorsi di un gruppo di pendolari seduti dietro di me si sono fatti più nitidi. Parlavano dei loro programmi per il ponte del 2 giugno. Uno di loro ha detto “io la prossima settimana lavoro solo un giorno. Faccio il ponte per il 2, rientro mercoledì e poi giovedi e venerdì non ci sono perchè giovedi ho…”. Conclude la frase bisbigliando, perché evidentemente non voleva far capire a tutti il motivo della sua assenza, se non alle persone sedute proprio accanto a lui. Dallo stupore però una delle sue compagne di viaggio non è riuscita a trattenersi ed ha eclamato “DUE GIORNI PER UNA COLONSCOPIA?”.

Presto tutto il vagone ha capito come mai il malcapitato sarebbe stato via dal lavoro la prossima settimana. Capita la gaffe, la ragazza ha continuato a parlare a bassa voce, dopo aver fatto un’ultima battuta a voce alta: “va bè, tanto ormai l’hanno capito tutti che devi fare una colonscopia!”.

Arrivati a Livorno c’è stato il tempo per assistere ad un’ultima scena romantica e divertente allo stesso tempo. Appena scesa vedo una ragazza correre verso uno dei viaggiatori appena arrivati. Ho immaginato che fosse il suo ragazzo, perché gli è saltata al collo e i due si sono lasciati trasportare da un bacio appassionato. Sono sempre belle scene da vedere alla stazione. Il romanticismo è stato però spezzato da un capotreno che sostava lungo il binario. Non ha potuto fare a meno di notare il bel fondoschiena della ragazza abbracciata al fortunato fidanzato. Guardava e camminava, guardava e continuava a camminare fino a che non si è fermato, giusto prima di cadere nelle scale che portano al sottopassaggio.

Non c’è che dire, il viaggio di ritorno di ieri è stato sicuramente interessante!

4 thoughts on “In treno con topolino, le americane e i chiacchieroni

  • May 29, 2015 at 11:17 am
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    eh sì, dai, due giorni concediamoglieli, non è che sia proprio il massimo il giorno prima andare a lavoro e passarlo seduto sul water…

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    • May 29, 2015 at 11:21 am
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      Si si, ma poverino io gli avrei concesso tutta la settimana a quel punto! Bisognerebbe dirlo alla sua amica! 😀

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  • May 29, 2015 at 1:11 pm
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    Veramente è caduto per le scale?! Giusto ammonimento! Certo che un viaggio così ti rende il pendolarismo più allegro

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    • May 29, 2015 at 5:49 pm
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      No no, non è caduto. L’ha salvato la ringhiera, ma dovevi vedere il viso da pesce lesso che aveva! 😀 Capisco che gli occhi sono fatti per guardare, però un po’ di contegno!

      PS: il fondoschiena della ragazza era veramente ben fatto eh, bisogna essere oggettivi in certi casi.

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