Inizia il 2014, si riparte in treno

Le feste natalizie sono volate, come tutti i momenti piacevoli. Dopo l’epifania che tutte le feste porta via, si torna a lavoro. E si risale su un treno. Il viaggio di andata lo passo dormendo, d’altra parte l’unico modo per affrontarlo è farlo in uno stato di incoscienza.

Al ritorno prendo il regionale veloce delle 17 (una volta destinato a Pisa Aeroporto e ora dirottato su Livorno). Da quando questi treni arrivano a Livorno, prima di partire il capotreno annuncia più di una volta che l’unica fermata intermedia è Pisa Centrale. Non ce ne sono altre.

Più di una volta qualche viaggiatore/pendolare distratto è sceso di corsa realizzando all’ultimo momento che il treno non li avrebbe portati a Empoli o Pontedera come solitamente avviene con gli altri regionali.

Ieri niente annuncio. Il treno parte e dietro di me ci sono due ragazzi che parlando tra di loro lasciano intendere che devono andare ad Empoli. Qualcuno seduto accanto a loro deve avergli detto che il treno non effettua fermate lì. Proprio in quel momento passa il capotreno che conferma l’amara notizia.

A loro è capitato quello che capita spesso ad ognuno di noi. Ovvero affermare con sicurezza una cosa e vedere che poi puntualmente si verifica l’opposto. Erano saliti su un treno con destinazione Livorno dicendo “si ferma ad Empoli, tutti i treni di quella tratta fermano ad Empoli” e invece? Erano saliti su uno dei pochi treni che non fa fermate intermedie: “Noooo avevo fissato un appuntamento per le 18!”, dice uno dei due.

A quel punto iniziano un simpatico teatrino: ” Ma non ferma nemmeno a Rifredi? E che si fa allora, si scende dal finestrino?”, “Che dici si scende a Pisa o si tira dritto per Livorno? A questo punto potremmo andare a cena lì!”, “Ma perchè non facciamo Pisa – Milano e passiamo la serata lì”. Dopo qualche scambio di battute i due si mettono l’anima in pace e rassegnati proseguono il viaggio verso Pisa.

La rassegnazione diventerà presto diffusa quando le luci della carrozza si spengono e proseguiamo il viaggio al buio. La signora seduta di fronte a me stava lavorando al pc. Ha continuato a farlo con grande difficoltà perchè non riusciva a vedere bene la tastiera. Continuava a spostare lo schermo su e giù per fare luce sulla tastiera e per vedere poi il risultato di quanto scritto. Ogni tanto si guardava intorno alla ricerca del capotreno che non è mai ripassato.

Ad un certo punto un ragazzo giapponese che stava camminando tra una carrozza e l’altra apre la porta della nostra e si paralizza. Quella carrozza al buio deve averlo destabilizzato. Potrebbe avergli ricordato la paura del buio che ha accompagnato la sua infanzia. Oppure, più probabilmente, è rimasto basito dalle condizioni di viaggio che si è trovato davanti. Sotto shock è tornato indietro.

Insomma, la frase che si sente spesso dire in questi giorni è “anno nuovo, vita nuova”. Ma in treno di novità mi sembra che ce ne siano davvero poche! Per tutto il resto, vi auguro uno splendido 2014!

One thought on “Inizia il 2014, si riparte in treno

  • January 8, 2014 at 12:50 pm
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    Le abitudini sono davvero diffcili da cambiare. Un po’ come quando ti cambiano la viabilità cittadina e ti trovi a prendere un senso unico senza far caso alla nuova segnaletica, poi ci sono abitudini che si confermano e la malaferrovia è una di queste

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