Inserire SIM

Nuova settimana, nuovi incontri. Sembrava un rientro dal lavoro tranquillo, niente di nuovo e poi un minuto prima di partire una signora si siede accanto a me. Velo in testa. Maculato! Tradizione vissuta in chiave “aggressive”.

Non fa in tempo a sedersi che mi fa vedere il suo telefono e mi fa capire che c’è qualcosa che non va. Guardo il telefono, un vecchio Nokia, e leggo “inserire SIM”. Le faccio notare che non riesce a fare chiamate perché non c’è una scheda inserita, ma lei mi dice che invece c’è.

Le suggerisco di spegnere e riaccendere il telefono, classica azione che si compie quando non si sa cosa fare. Non riesce a farlo e così mi passa il telefono. Quando lo riaccendo il problema è sempre quello: manca la SIM. Le dico nuovamente che manca la scheda, ma nulla. Lei insiste. Ora io più che dirglielo non posso fare molto di più. Si arrende e rinuncia ad usare il telefono.

Insieme a lei, seduto dall’altra parte del corridoio, c’è suo figlio. Avrà 12/13 anni e mi stupisce che non sia stato lui a capire come risolvere il problema. I ragazzini di questa età sono di solito molto esperti e smanettoni quando si tratta di telefoni e simili. Magari ha già provato a far capire alla madre che senza scheda non c’è verso di usare il telefono, ma ad un certo punto anche lui avrà rinunciato!

Sembra un ragazzino tranquillo e viene coccolato/viziato dalla madre proprio come farebbe la più tipica delle mamme italiane. Prima un cioccolatino, poi un biscotto e per finire un po’ d’acqua. Poi gli prende il cappello di lana e lo infila in borsa. Giusto per evitare che il bimbo lo perda! Insomma, alla fine la mamma è sempre la mamma. In qualsiasi parte del mondo, con o senza velo maculato!

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