La mia vita da pendolare

Per darvi un’idea della mia vita da pendolare, riporto qui un’intervista che Pendolante mi ha fatto a Gennaio 2013. Riassume perfettamente le gioie e i dolori di questo stile di vita.

Quando hai cominciato il tuo blog e perché lo scrivi

Vitadapendolare.it nasce lo scorso gennaio, il primo post è stato pubblicato l’8 Gennaio del 2012. In realtà la mia vita da pendolare era iniziata da più di un anno e ogni giorno raccontavo episodi più o meno divertenti ai miei colleghi. Lavorando in una internet company che vende domini e software per realizzare autonomamente siti web o blog, i miei colleghi mi consigliavano continuamente di registrare il dominio vitadapendolare.it e dare vita ad un blog. Ogni volta che raccontavo qualcosa mi dicevano “Ila ma perché non aprì un blog? Con tutte le cose che ti capitano?”.

Alla fine mi sono decisa e devo dire che sono contenta di averlo fatto. Nelle giornate più pesanti il blog mi aiuta ad “esorcizzare” lo stress!

Se non scrivessi sui pendolari, scriveresti ugualmente? Cosa?

Il lavoro che faccio mi porta ad essere sempre online, tutto ciò che leggo è su internet per cui l’istinto di tenere una rubrica o un blog su un qualsiasi argomento è molto forte. Se non si trattasse di pendolari, probabilmente si tratterebbe di qualcosa che mi circonda, che vivo in prima persona. Potrebbe essere la vita coniugale, la passione per la moda o l’interesse per i rapporti interpersonali in generale.

Perché usi il treno e quanto ci stai?

Uso il treno per spostarmi da Livorno, dove vivo, a Firenze, dove invece lavoro. Lo faccio ormai da Ottobre 2010 e la routine è sempre la stessa. Sveglia all’alba per prendere il treno alle 6:15 circa. L’arrivo a Firenze Santa Maria Novella è previsto per le 7:29, con gli “arrotondamenti” del caso che tutti i pendolari conoscono. Arrotondamenti che sono sempre per eccesso ovviamente, non sia mai un treno arrivasse prima dell’orario previsto! Una volta arrivata alla stazione devo fare solo pochi passi per arrivare in ufficio.

Il ritorno è fissato per le 17:28 con arrivo a Livorno alle 18:50.

La mia fortuna per ora è quella di avere un lavoro che mi permette orari di ingresso e uscita flessibili: arrivo in ufficio prima di tutti (7:45) ed esco prima di tutti (17:15). È ovvio che ogni ritardo mattutino, causa ritardo nel rientro serale.

Come passi il tuo tempo sul treno.

Il viaggio dura circa un’ora e venti/venticinque/trenta minuti e la mattina l’obiettivo è soltanto uno: dormire! Mi aiuta a sentire meno la stanchezza, è una necessità che ho forse più a livello psicologico che fisico.

Al ritorno dipende, se devo finire di fare qualcosa per il lavoro, pur di non prendere il treno successivo mi porto il pc e continuo a fare quello che devo fare. Se invece posso uscire dall’ufficio in tranquillità mi butto di nuovo sul web per qualsiasi ragione! Per cercare informazioni, per andare su FB, per leggere i quotidiani online. In generale, non leggo libri in treno. Se mi sento molto stanca invece, schiaccio un altro pisolino.

Qualsiasi cosa io faccia però, la musica è sempre una costante.

Il pendolare come fonte d’ispirazione: cosa attrae maggiormente la tua attenzione?

Dunque, la mia attenzione viene catturata innanzitutto da tutti quei personaggi particolari, che io definisco strani, nel bene o nel male. Un esempio può essere la ragazza che si asciuga i capelli in mezzo al vagone con il phon (come non notarla!). Ovviamente tutti i disservizi di Trenitalia mi irritano a tal punto che sento il bisogno di renderli pubblici, così come la maleducazione della gente. Per finire ci sono i compagni di viaggio, cioè quelle persone che vedi tutti i giorni e che ti sembra quasi di conoscere. Più di una volta rivedendo qualcuno a passeggio per Livorno ho avvertito l’istinto di salutarlo!

Come il pendolarismo influisce sulla tua vita

Il pendolarismo influisce molto sulla mia vita, durante la settimana gli orari del treno sono ciò che regola e scandisce la mia giornata. Alcune azioni sono ormai standardizzate: preparare i vestiti la sera per il giorno dopo, fare colazione all’arrivo a Firenze e non a casa, altrimenti dovrei svegliarmi troppo presto, fissare tutte le riunioni entro le 17. La vita sociale è quella che ne risente di più. I miei colleghi sono in una città in cui non vivo, per cui è difficile partecipare ad aperitivi o cene. Durante la settimana è difficile incontrare gli amici che vivono a Livorno, perché il solo pensiero della sveglia del mattino dopo non mi fa mettere il naso fuori di casa. Il tempo per fare sport è ridottissimo. Il tempo che passo con mio marito faccio in modo che sia di qualità, ma se fosse un po’ di più non mi dispiacerebbe. Non so come potrei gestire tutto questo con dei figli, ma a questo ci penserò quando sarà il momento! Per fortuna il mio lavoro mi piace e rappresenta una forte motivazione, altrimenti non sarebbe facile sostenere una vita da pendolare! E poi, le situazioni buffe che a volte vivi in treno stemperano un po’ lo stress e ti fanno quasi piacere questo stile di vita.

11 thoughts on “La mia vita da pendolare

  • May 3, 2013 at 2:16 pm
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    Ciao, condivido in tutto e per tutto quello che hai detto! Sono pendolare da poco più di un mese ed è come se mi avessi letto nel pensiero!
    Ciaociao,
    Grazia

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    • May 3, 2013 at 4:47 pm
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      Ciao Grazia! Benvenuta nel club! 🙂
      Come dicevo nell’intervista, scrivere qui mi aiuta ad esorcizzare lo stress.. Spero che il blog possa essere di “aiuto” anche a te!

      A presto
      Ilaria

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  • Pingback: Un'altra intervista per Vita da Pendolare | Vita da Pendolare

  • March 26, 2014 at 10:39 am
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    Vita da pendolare fatta quando ero iscritta a scuola… a pensarci mi chiedo dove trovavo tutta quell’energia e pazienza. Quando vedo i pendolari penso che in un certo senso sono degli “eroi”.Letto articolo su “Il messaggero di S. Antonio”.

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    • July 3, 2014 at 3:24 pm
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      Quando si va a scuola si ha molta più energia. Forse non più pazienza, ma energia di sicuro! E poi certi fattori di stress non ti toccano a quell’età.

      (PS: scusami se ti rispondo con grande ritardo, ero convinta di averti già risposto. Pardon!)

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  • July 3, 2014 at 2:16 pm
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    Ho come l’impressione che su codesti treni potremmo esserci incontrate…

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    • July 3, 2014 at 3:20 pm
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      Davvero? Mi è già capitato che una ragazza mi riconoscesse attraverso l’intervista che Pendolante mi ha fatto. Eravamo sedute accanto, ma alla fine ci siamo “parlate” solo attraverso il suo blog! Anche tu viaggi sulla linea Livorno-Pisa-Firenze?

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  • March 9, 2015 at 4:08 pm
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    Ilaria, anch’io prendo spesso il treno delle 17.00…l’ho capito quando hai pubblicato su fb la foto di quel signore con la borsina di lupin….è un signore che incontro tutte le mattine nel viaggio di andata a firenze…hihihihi…

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    • March 9, 2015 at 4:18 pm
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      Ciao Grazia, anche io lo avevo incontrato quella stessa mattina nel viaggio di andata, ma non mi era mai capitato di vederlo prima. Mi ha incuriosito perché era ben vestito e pettinato. La borsa di Lupin era un elemento di rottura rispetto all’immagine che trasmetteva. Quando l’ho incontrato di nuovo il pomeriggio non ho saputo resistere e ho rubato quello scatto! 🙂

      Per chi fosse curioso di sapere di quale foto parliamo, eccola qui:
      Business man o eterno bambino in treno

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