Letto – treno in 10 minuti. E’ record!

In un post di qualche tempo fa avevo parlato dell’importanza della sveglia per un pendolare. Sia chiaro, la sveglia è importante per tutti. Ma per un pendolare può essere di aiuto in diversi momenti della giornata: per alzarsi la mattina, per scendere alla fermata giusta, per non rimanere a bordo del treno che arriva al capolinea, etc.

Questa mattina io e la mia sveglia non ci siamo proprio capite. Ora non so se non ha suonato lei, o se non l’ho sentita io. Sta di fatto che anzichè alzarmi regolarmente come tutte le mattine alle 5:30, mi sono alzata dal letto alle 6 (e solo grazie alla sveglia di mio marito!). Piccolo problema: il mio treno parte alle 6:12!

Scatto in piedi, tolgo il pigiama, corro in bagno, posso fare solo le cose essenziali, prendo i trucchi e li metto in borsa, torno in camera, mi vesto al volo (meno male preparo sempre i vestiti la sera prima!), prendo tre/quattro cose sparse qua e là e le infilo nella borsa. Tutto questo mentre mio marito mi guarda basito. Ancora insonnolito, si fa da parte per lasciarmi girare come una trottola per la nostra piccola casa.

Nella mia testa un solo pensiero: “è tardi, è tardi, è tardi”. Ok si, lo confesso, c’era anche qualche parolaccia qua e là!

Insomma, ho fatto giusto il minimo indispensabile per salvaguardare l’igiene personale ed uscire di casa con dei vestiti addosso. Saluto mio marito dicendo: “ci vediamo stasera, o tra 10 minuti!”. Giù per le scale di corsa, di corsa vado verso la macchina, salgo e parto. Per fortuna a quell’ora non c’è traffico. Chissà se beccherò il semaforo verde.. sì, è verde! Perfetto, proseguo verso la stazione, parcheggio la macchina e via di corsa verso il treno.

Ho dimenticato la cintura dei pantaloni, quindi nel frattempo devo tenere con una mano anche quelli. Ma non importa, posso farcela. Corro verso il sottopassaggio (con tutti i pendolari che dal treno mi guardano) e finalmente salgo in treno!!!

Ce l’ho fatta. Sono le 6:10. Addirittura due minuti di anticipo rispetto all’orario di partenza. Sono soddisfatta di me stessa. Entro nel vagone alla ricerca di un posto. Questa mattina c’è anche un treno diverso dal solito, quindi doppia scarica di adrenalina. Ho un fiatone che è impossibile nascondere. Cerco di fare una camminata sciolta e disinvolta, ma chi voglio ingannare?!

Mi siedo e provo a riprendermi dallo shock. Il treno intanto parte e io cerco qualcosa nella borsa con la quale farmi aria. Ci metterò una ventina di minuti a riprendermi. Piano piano mi rilasso e schiaccio un pisolino. Arrivo alla stazione di Firenze SMN e mi dirigo verso l’ufficio.

Lì posso finire di sistemarmi un pochino, risciacquo di nuovo il viso e mi trucco un po’ per nascondere lo stress. Mi siedo alla scrivania e sono già esausta! Inizia una nuova giornata di lavoro, ma a me sembra di aver fatto già troppo. Meno male che è venerdì!

9 thoughts on “Letto – treno in 10 minuti. E’ record!

  • June 13, 2014 at 9:20 am
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    Grande prova! Complimenti! ma ti auguro che ti ricapiti raramente 😀

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    • June 13, 2014 at 9:22 am
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      Speriamo! Mi era già capitato in passato, ma mai con così poco margine. 😀

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    • June 13, 2014 at 9:25 am
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      Grazie, grazie! Come i grandi campioni, vorrei ritirarmi all’apice della mia carriera, ma purtroppo (o per fortuna) non posso. Segnerò sul calendario questo momento storico della mia vita da pendolare! 😉

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    • June 13, 2014 at 11:36 am
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      Ahahahahah! Il mitico Fantozzi! Io ho fatto molte meno cose di lui. Mio marito è (per me) molto più gradevole da guardare di prima mattina che sua moglie o sua figlia. Comunque anche io ho iniziato la mia vita da pendolare rimettendo la sveglia alle 5:15 senza possibilità di posticipo. Ora (quando la sento) sono arrivata ad avere la sveglia alle 5:20 con posticipo fino alle 5:30. Un quarto d’ora di sonno guadagnato, che ha ancora più valore se si pensa che il treno all’inizio partiva alle 6:20, mentre ora parte alle 6:12!

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  • June 13, 2014 at 10:29 am
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    ecco, a meno di giornate particolari di appuntamenti/impegni/aerei che partono/lezioni, uno dei (pochi) vantaggi dell’esser precario e non avere un cartellino da timbrare è che in quei giorni in cui capita di non avere un rapporto sincero con la sveglia ci si può permettere di prendere il treno dopo (premessa: all’orario in cui li prendo io ce n’è uno ogni mezz’ora, anche meno se vado al paese vicino). scelgo di assecondare il destino. per una insormontabile legge del murphy-pendolare universale, il giorno in cui io dovessi sfidare il tempo e fare una corsa simile il treno sarebbe stato soppresso.
    (detto questo: non che non arrivi mai trafelato alla stazione, anzi…)

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    • June 13, 2014 at 10:48 am
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      Ma diciamo che la mia premura nel prendere quel treno all’alba (e non quello che parte un’ora dopo) non dipende dalla necessità di timbrare un cartellino. Io arrivo talmente presto in ufficio (7:30) che l’ufficio lo apro io. E firmo il quaderno delle presenze (sì, usiamo ancora carta e penna!) con largo anticipo rispetto all’orario “istituzionale”.
      Considerando però che possiamo fare un orario lavorativo abbastanza flessibile, la regola è: prima arrivo, prima esco (sempre rispettando le 8 ore di lavoro previste).
      La volontà di prendere a tutti i costi quel treno dipende solo da me. Questo mi permette di essere la sera nuovamente a Livorno già alle 18:15.
      Se la mattina prendessi il treno successivo, la giornata lavorativa slitterebbe e il rientro avverrebbe alle 19:50.
      Uno scarto che la mia psiche non può permettersi! Nemmeno per un giorno, nemmeno di venerdì! 😉

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