Oleodotto rotto e treni fermi

La giornata di ieri si può riassumere così: un oleodotto rotto e tanti treni fermi. Nella zona di San Miniato (PI) c’è stato un tentativo di furto di carburante dall’oleodotto dell’Eni che collega Livorno a Calenzano (Firenze) che, tra i vari disagi, ha completamente mandato in tilt la circolazione dei treni tra Pisa e Firenze.

Il mio treno 3100 è regolarmente partito alle 6:12 da Livorno, ma a Pontedera, intorno alle 6:40 si è fermato: “si avvisano i signori viaggiatori che a causa di una fuga di gas questo treno resterà fermo alla stazione di Pontedera. Seguiranno aggiornamenti”. Un annuncio di questo tipo significa solo una cosa: il problema è serio e la perdita di tempo è inquantificabile.

Molte persone iniziano a scendere dal treno cercando di sfruttare un piano B elaborato all’istante. Intanto il capotreno ci fa sapere che il treno su cui eravamo sarebbe tornato indietro verso Pisa e che Trenitalia stava organizzando dei bus sostitutivi tra Empoli e Pontedera. Un fiume di gente ha iniziato a dirigersi verso il piazzale della stazione. Mi è bastato un attimo per capire che l’opzione “bus sostitutivo” non era praticabile, c’era veramente tantissima gente.

Frustrata dalla situazione mi rimetto in viaggio verso Pisa, valutanto due opzioni: prendere un treno per Lucca e da lì un altro per Firenze oppure andare all’aeroporto di Pisa e prendere un Terravision direzione Firenze. L’opzione “prendo ferie e torno a casa” non era contemplata, visto che mi era già capitata all’inizio del mese.

Alla fine ho optato per il tragitto in treno via Lucca e quindi arrivata alla stazione di Pisa ho fatto una corsa al binario 4 e sono salita al volo sul treno. Era stracolmo! Tanti pendolari come me stavano tentando quella soluzione per raggiungere Firenze, mentre alcune gite scolastiche si vedevano costrette a tornare verso casa vista l’impossibilità (momentanea) di raggiungere Firenze.

Mi sono rivolta subito al personale delle ferrovie a bordo del treno per spiegare che non avevo il biglietto, ma che avrei voluto farlo. In quel caos, mi è stato detto “non lo fare, tanto non passa”. Io: “come non lo fare? E se poi passa che gli dico?”, lui: “digli che te l’ho detto io”. Non si riusciva nemmeno a fare un passo in quel treno, per cui per una volta.. ho viaggiato gratis! I vagoni erano pienissimi, ho trovato rifugio in un gabbiottino una volta luogo di lavoro del macchinista.

All’arrivo a Lucca sono scesa dal treno e ho incrociato il capotreno che senza nemmeno chiedere quale coincidenza dovessi prendere (perchè tanto mi si leggeva in faccia che la dovevo prendere) mi ha detto “binario 4”. E infatti pochi minuti dopo al binario 4 è passato il treno diretto a Firenze SMN. Ho tirato un sospiro di sollievo, ero in ritardo ma almeno avevo preso tutte le coincidenze e stato viaggiando verso Firenze.

Il treno ha comunque accumulato un po’ di ritardo e il capotreno è passato vagone per vagone ad annunciarlo. Sul momento non capivo il perché di quel gesto (non poteva usare l’altoparlante?), ma poi ha chiesto “c’è qualcuno che deve prendere coincidenze?”. E lui si è messo lì a rispondere, persona per persona, alle varie esigenze e a fornire soluzioni alternative in caso di coincidenza persa. Tutti i passeggeri hanno apprezzato questa sua gentilezza.

Intorno alle 10 e 10 il treno è arrivato a SMN e in pochi minuti ero in ufficio dove finalmente sono riuscita a prendere il primo caffè della giornata. Mi sono messa al lavoro con una grande incognita che mi ronzava per la testa: come avrei fatto per tornare a casa? Trenitalia aveva fatto sapere che la linea sarebbe rimasta interrotta “almeno fino alle 18”.

E infatti poco prima delle 18, insieme ad una collega diretta a Pisa, sono andata di nuovo alla stazione. Siamo salite sul 23369 delle 17:53 diretto a Pisa Centrale. Poco dopo è stato annunciato che sarebbe partito con 25 minuti di ritardo. Quindi siamo riscese per valutare soluzioni alternative e mentre stavamo raggiungendo il monitor per visionare tutti i treni in partenza siamo state intervistate da una simpatica giornalista del Corriere Fiorentino alla quale abbiamo raccontato la nostra odissea.

Il ritardo di 25 minuti improvvisamente si è ridotto a 10 e quindi di corsa siamo risalite nuovamente a bordo e finalmente ci siamo messe in viaggio verso Pisa. Ci siamo arrivate con 15 minuti di ritardo, ho provato a chiedere al capotreno quali coincidenze avrei trovato per Livorno ma quel capotreno era un po’ diverso da quello che avevo incontrato la mattina e infatti mi ha risposto “le coincidenze per Livorno ci sono sempre” e io “si lo so, avrei voluto sapere un orario preciso, ma lo guardo da me”. Si deve essere risentito per quel mio tono sarcastico visto che poi si è messo alla ricerca: “c’è un treno alle 19:13 ma credo che non faremo in tempo, quello dopo c’è alle 19:32”. Visti i ritardi che comunque i treni continuavano ad avere ieri pomeriggio ho chiesto “ma quello delle 19:32 viaggia in orario?” e lui “ma.. penso di si”.

Conoscendo i miei polli, prima ancora di scendere a Pisa ho controllato dal mio telefono e ho visto che il treno viaggiava con 18 minuti di ritardo. Appunto! Armata di un ultimo barlume di pazienza mi metto in attesa del treno, indecisa se aspettare quello o se prendere direttamente quello delle 19:45 diretto a Roma Termini. Visto che il treno in ritardo non arrivava, mi sono diretta verso il binario 4 (di nuovo!) per prendere quello delle 19:45 segnalato in orario. Ovviamente quello delle 19:32 in ritardo è arrivato e ripartito prima dell’altro, ma poco importa. Alla fine verso le 20 sono finalmente arrivata a Livorno Centrale.

Giornate così ti fanno sempre riflettere e giungere a diverse conclusioni:
– le pene per chi tenta furti di questo tipo e crea disagi ai pendolari dovrebbero essere non solo il carcere ma anche “passare un’ora in pasto a dei pendolari inferociti”. La prossima volta ci pensi due volte prima di tentare il furto.
– la app Pronto Treno è forse una delle poche cose che funziona veramente nel mondo di Trenitalia, sono riuscita ad avere info in tempo reale sui ritardi del treno e ad acquistare il biglietto Lucca-Firenze in pochi secondi.
– il team di Muoversi in Toscana è stato molto utile e collaborativo nella diffusione delle info e degli aggiornamenti.
– se hai due treni disponibili, devi prendere SEMPRE quello previsto in partenza per primo.
– la scelta di evitare il bus sostitutivo la mattina si è rivelata vincente, ho saputo di pendolari rientrati a Pisa intorno alle 11 perché era impossibile prendere un bus.

Questa mattina il treno è arrivato a Firenze con 20 minuti di ritardo: “Trenitalia informa che a causa del danneggiamento alla linea aerea da parte di un treno merci sul binario “Mezzaluna ” (collegante direttamente Tombolo con Pisa San Rossore), la circolazione è stata perturbata nella stazione di Pisa Centrale.”.

Meno male che è venerdì.

4 thoughts on “Oleodotto rotto e treni fermi

  • May 22, 2015 at 1:04 pm
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    a volte mi chiedo se il limite alla sfiga di un pendolare coincida con quello di un cittadino comune, o se ci sia una qualche aggravante per cui tutto ciò accade.

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    • May 22, 2015 at 1:07 pm
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      Eh.. interessante spunto di riflessione! 🙂

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  • May 23, 2015 at 12:53 pm
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    Un’odissea incredibile. Non ho mai avuto la “fortuna” di imbattermi in casi del genere e non so se avrei la tua prontezza. Certo che in 4 ore ci arrivo a piedi al lavoro

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    • May 25, 2015 at 12:33 pm
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      Purtroppo a me 4 ore non sarebbero bastate per andare a piedi, altrimenti una bella passeggiata me la sarei pure fatta! Sempre meglio che stare rinchiusa all’interno di mille treni. 😉

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