Personaggi strani – episodio 6 (sono furiosa!)

Come posso raccontare l’episodio che è appena accaduto in treno senza sembrare razzista? Io ci provo, racconto i fatti, perché davvero il problema non è il colore della pelle. Ma la presunzione di chi viaggia con un bambino piccolo e crede che a lui sia concessa qualsiasi cosa. Per il semplice fatto che è piccolo e non sa come comportarsi in treno.

A queste persone, bianche, nere, gialle, rosse, verdi, vorrei svelare un segreto: i genitori esistono per questo, per educare!

Ecco quello che è appena successo. Salgo in treno e mi siedo accanto al finestrino, sistemo il mio iPad e ricevo la chiamata di un collega. Non capita mai mentre sono in treno, ma non essendo riusciti a sentirci durante il pomeriggio, abbiamo provato a sentirci al cellulare. Mentre sono al telefono, una signora di colore si siede accanto a me con un bambino di circa un anno in braccio.

Non curante del fatto che sono al telefono e che c’è altra gente intorno a lei, parla a voce alta. Non parla molto bene l’italiano, ma sa esprimersi e comprendere. Si siede e il bambino inizia subito a toccare qualsiasi cosa ci sia davanti a me: iPad, crackers, acqua. Io ero sempre al telefono ma appena vedo le sue piccole mani piene di saliva sul mio iPad non ci ho visto più. La mamma ovviamente stava guardando tutt’altro per cui io tolgo dolcemente le mani del piccolo dai miei oggetti e ovviamente lui inizia a piangere. Lei mi guarda senza dire nulla, come se fosse normale che il bambino toccasse qualsiasi cosa.

A fatica continuo a parlare con il mio collega, con il quale mi scuso visto che la conversazione procede a singhiozzi. Lui giustamente mi risponde: “va be’ dai, tutto materiale per il tuo blog”! Ha ragione!

La signora cerca di calmare il bambino che continua a piangere come ogni bambino al quale è stato impedito di toccare il giocattolo. Lo prende in braccio, lo gira, lo rivolta, cerca di allattarlo. Tutto questo non curante della mia presenza. Gomitate, calci dalle piccole gambine, mani del bimbo addosso.

Sono costretta a salutare il mio collega. Per me era impossibile seguire la conversazione. La signora capisce che sono veramente incazzata e mi dice: “è un bambino, non sa come deve fare”. Le avrei voluto urlare in faccia: “DEVI INSEGNARGLIELO TU! Se lui allunga le mani dove non deve, tu devi toglierle e spiegargli perché non deve toccare. Se lo prendi in braccio, tu devi assicurarti che i suoi piedi non siano addosso a qualcun altro. E bla bla bla..”

Ho fatto un respiro profondo, più di uno. Parecchi. Ho fatto sparire qualsiasi cosa avessi sistemato davanti a me perché non avevo nessun tipo di collaborazione da parte della cara mamma. Una volta eliminato tutto, se possibile il bambino si è arrabbiato ancora di più. Via altro giro, altra corsa: gomitate, calci, mani salivose addosso.

Finalmente un lampo di genio! Una ragazza che viaggia con loro le propone di cambiare posto. E per magia, cala il silenzio. CI VOLEVA TANTO? Lontano da oggetti che non poteva toccare, il bambino si calma, si attacca al seno della mamma e due minuti dopo si addormenta. Ora sta beatamente russando a causa dell’infinita quantità di moccio che gli tappa il naso.

Uff… Ma possibile che li devo beccare tutti io?! 😉

P.S.: il bambino è bellissimo! 🙂

3 thoughts on “Personaggi strani – episodio 6 (sono furiosa!)

  • March 21, 2012 at 7:31 am
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    Questo è quello che mi ha scritto il mio collega su Twitter: “leggendo il tuo post mi é sembrato di fare il pendolare! Incubo! Massimo rispetto cara collega 🙂 “.
    Ahahah! Grazie mille caro!

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  • March 21, 2012 at 7:44 am
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    Come hai ragione: la male-educazione è trasversale a tutti i continenti. Certo, usi e costumi differenti possono generare malintesi e quello che per noi è maleducato (vedi ruttare fragorosamente dopo cena) per un giapponese è normale. Ma non rompere le scatole al prossimo direi che è un tratto comune a tutte le culture e anche la fatica di educare i figli. E’ molto più comodo lasciarli fare. Per fortuna la tua mamma maleducata aveva un’amica educata.
    Buon viaggio

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    • March 23, 2012 at 9:07 am
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      Sul ruttare fragorosamente non avrei avuto problemi! Probabilmente mi sarei fatta una fragorosa risata! 😉 Sull’educazione del figli sono d’accordo con te, non credo che ci siano differenze interculturali. O almeno credo! Ma come dici tu, meno male che c’era un’amica un po’ più educata. Non era molto contenta di sedersi accanto a me, come se non avessi dovuto mostrare tutto il mio disappunto. Ma almeno mi ha salvato da qual caos infernale! 🙂

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