Stazione di Firenze, il ricatto del facchino

Il ricatto del facchino. E’ così che il Blitz Quitidiano chiama quello che avviene tutti i giorni alla stazione di Firenze SMN. La notizia è presa dal Corriere Fiorentino di oggi.

La routine è questa: un gruppo di rom importuna i turisti spaesati tra i binari, fornendo loro le info che cercano o caricando i loro bagagli in treno. In cambio di tutto ciò ovviamente chiedono soldi. Il turista solitamente viene agganciato alle macchine obliteratrici, perchè è lì che va maggiormente in confusione.

Video Corriere Fiorentino su rom in stazione

Per chi come me frequenta le stazioni tutti i giorni (ed in particolare quella di SMN) leggere questi articoli non susciterà grande sorpresa. Al contrario! Una storia vista e rivista. Ne avevo anche parlato in un post diversi mesi fa.

Se volete rendervi conto di cosa avviene in stazione, potete guardare il video pubblicato nell’articolo.

Le facce sono sempre le stesse. Anche questa mattina li ho trovati in testa al binario 1 e 2, mentre facevano colazione alle macchinette e organizzavano la giornata di lavoro. Succede tutte le mattine. E puntuali nel pomeriggio li ritrovo ad importunare i turisti che intorno alle 17:30 prendono il treno per Pisa-Livorno.

La tecnica è perfettamente descritta dall’articolo del Corriere Fiorentino:

“Corrono da un binario all’altro come trottole impazzite. Puntano i turisti (preferibilmente giapponesi e americani), li obbligano a consegnargli le valigie e poi, per il servizio di facchinaggio abusivo, chiedono in cambio dai 5 ai 20 euro. La stazione di Santa Maria Novella a Firenze è ostaggio di una cinquantina di rom che sostano dalla mattina alla sera sulle banchine degli Eurostar e di Nuovo Trasporto Viaggiatori (Italo, per intenderci) in cerca del «pollo da spennare».”.

La Polfer (con otto agenti a disposizione per tutta la stazione) purtroppo non riesce a far fronte all’elevato numero di rom che presidiano la stazione: «Per tenere d’occhio i nomadi siamo costretti a tralasciare servizi di controllo molto più importanti, come sullo spaccio e sui furti, che sono aumentati a dismisura». Alcuni agenti di polizia hanno addirittura chiesto il trasferimento, perchè la situazione è davvero esasperante.

Al personale delle ferrovie non va certo meglio. E’ capitato infatti che alcuni siano stati letteralmente aggrediti per aver tentato di allontanare questi rom, un capotreno ha addirittura avuto una prognosi di cinque giorni.

Che la situazione sia grave lo dimostra il fatto che il prefetto di Firenze, Luigi Varratta, ha trattato questo problema nell’ultimo comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, chiedendo a Grandi Stazioni di «isolare le biglietterie automatiche e impedire a chi non ha il biglietto l’accesso ai treni».

Torna ad essere nuovamente attuale la proposta di chi vuole l’accesso alla stazione (e non solo ai treni) possibile solamente per chi è in possesso di un biglietto. Che ne pensate?

9 thoughts on “Stazione di Firenze, il ricatto del facchino

  • June 5, 2014 at 9:42 am
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    Penso che la situazione sia grave, ma un tornello di sbarramento ai binari non è efficace per chi vuole intrufolarsi. Molti viaggiatori poi vengono accompagnati ai binari per alleviarli del peso delle valige (anziani o donne coi bambini). Certo che se si avesse più polizia forse la situazione sarebbe risolvibile. Ma si può pensare di vivere in un mondo pieno di barricate e forze dell’ordine? L’alternativa?

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    • June 5, 2014 at 4:35 pm
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      Il tema è sicuramente delicato e riguarda un territorio più ampio di quello circoscritto alla sola stazione. Nello specifico caso, sicuramente più forze dell’ordine sarebbero una soluzione.
      Nell’articolo del Corriere Fiorentino si legge che “Nei mesi scorsi il questore di Firenze Raffaele Micillo, per liberare Santa Maria Novella da mendicanti, nomadi e ubriachi, aveva dato il via a un’operazione interforze che impegnava un centinaio tra carabinieri, finanzieri, forestali, vigili urbani e poliziotti. E per un po’ è sembrato che il problema fosse stato risolto, per poi tornare più virulento di prima nel momento esatto in cui le forze dell’ordine hanno abbandonato la stazione.”
      Probabilmete la situazione economica che viviamo oggi, con i continui tagli a servizi come quello di ordine pubblico, genera circoli viziosi di questo tipo. Gli interventi sono sempre di emergenza, per un po’ c’è un intensificarsi dei controlli, ma appena si “allenta la presa” si torna indietro, e allora via, nuova situazione di emergenza…

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  • June 5, 2014 at 3:36 pm
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    Parli del diavolo… Questo è quello che ho trovato salendo a bordo del regionale 3177 per Pisa-Livorno. Dopo aver caricato i bagagli di turiste americane poco prima della partenza del treno, i “facchini” aspettano la loro ricompensa impedendo a chiunque di attraversare la carrozza. All’inizio del binario ho trovato anche il “palo”.

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  • July 11, 2014 at 4:37 pm
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    la stazione SMN è un luogo pubblico cittadino esattamente come una piazza, ed è anche un luogo di passaggio (la uso spesso anche solo per tagliare da piazza Adua a via Alamanni), e mi piace che rimanga così. Non vorrei proprio che venisse isolata tutta o in parte. Troppo facile chiudere e isolare invece che risolvere il problema, che verrebbe solo spostato appena al di fuori della chiusura.

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    • July 11, 2014 at 5:26 pm
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      Esattamente, il rischio che si corre è quello di spostare il problema altrove, senza mai risolverlo veramente.
      Problema che sta raggiungendo dimensioni notevoli. Giorni fa un mio collega mi ha parlato di un capotreno donna che le ha raccontato la sua vicenda.
      Sulla tratta Bologna – Firenze ha chiesto ad un rom di mostrarle il biglietto. Lui anziché mostrarle il biglietto si è abbassato i pantaloni invitandola a prendere in mano ben altro.
      La donna ha fatto denuncia, ma l’unico provvedimento che è stato preso è stato lo spostamento della capotreno su un’altra tratta.
      Quando le capita di tornare a Firenze viene scortata da personale della Polfer perché comunque il suo lavoro prevede che scenda dal treno all’arrivo in stazione.
      Situazioni di questo tipo non sono tollerabili.
      I tornelli non risolverebbero comunque il problema alla radice.

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