Un annuncio speciale

Con l’arrivo delle festività natalizie, è arrivato puntuale anche l’albero di Natale alla stazione di Firenze SMN.

Albero di Natale a SMN

La tradizione vuole che pendolari e viaggiatori occasionali lascino le proprie letterine appese sull’albero, alcune indirizzate a Babbo Natale, altre direttamente a Trenitalia e altre ancora ad entità sconosciute alle quali si chiede semplicemente “fai che..”.

Letterine alla stazione di SMN

È sempre divertente andare alla ricerca delle letterine più divertenti e quest’anno devo dire di averne trovata una che fa proprio al caso mio. Lo avevo anticipato qualche giorno fa anche sui profili social del blog, per cui direi che è proprio arrivato il momento di fare questo annuncio speciale. E voglio farlo proprio attraverso un messaggio, scritto sul biglietto di un treno regionale, trovato appeso all’albero della stazione di SMN:

Un bebè in arrivo

Un bebè in arrivo“! Forse qualche attento lettore avrà notato che da qualche tempo la pubblicazione dei post è meno frequente, ma vi assicuro che certe notizie sono in grado di catturare la propria attenzione per giorni e settimane intere, senza che si riesca a pensare a nient’altro.

Il bebè arriverà per Pasqua, c’è ancora un po’ di tempo per occuparsi della vita da pendolare prima di diventare a tutti gli effetti una mamma pendolare!

Approfitto ovviamente di questo annuncio per augurare a tutti i pendolari (e non solo!) un felice Natale e un sereno 2016.

Se anche l’annuncio arriva in ritardo..

Ho già lanciato qualche giorno fa il mio appello (caduto nel vuoto) per salvare i pendolari dagli annunci automatici fatti andare a ruota in treno. Questa mattina non solo siamo stati inondati di annunci automatici (e inutili in alcuni casi), ma abbiamo iniziato la lunga serie con un annuncio in ritardo!

Il treno parte puntale alle 6:12 e alle 6:13 parte anche l’annuncio “Questo treno partità tra qualche minuto diretto a Firenze SMN. Eventuali accompagnatori sono pregati di scendere”. Come tra qualche minuto? Ma se siamo già partiti?

Dietro di me c’erano seduti due pendolari, di quelli che vedo tutte le mattine, credo siano anche colleghi e se ho capito bene lavorano proprio per le Ferrovie. Uno dei due ha esclamato “che figura di merda!”. Ha risposto l’altro “ma poi, cosa pensano che la gente è scema? Eventuali accompagnatori sono pregati di scendere, ma che la gente resta a bordo così, fino a che il treno non parte?”.

Sulla figura di merda vi do sicuramente ragione. Sul fatto che qualche accompagnatore possa distrattamente rimanere a bordo.. devo dare ragione a Trenitalia. Nella mia esperienza di pendolare prima universitario e poi lavoratore, devo ammettere, con un certo rammarico, che ci sono e come gli accompagnatori che rimangono a bordo!

Il ritardo variabile

Il ritardo di un treno dovrebbe essere per definizione variabile, perché rappresenta un imprevisto, qualcosa che al momento della stesura degli orari delle corse non era stato ovviamente calcolato. Con Trenitalia si possono riscontrare due anomalie in questo senso.

La prima è che il ritardo da variabile diventa costante, ovvero ci sono treni che ormai partono o arrivano costantemente con alcuni minuti di ritardo. La seconda anomalia è relativa al fatto che il ritardo, in quanto variabile, a volte diventa ancora più variabile. Provo a spiegarmi con un esempio.

Ieri il mio regionale veloce 3177 da Firenze SMN a Livorno Centrale parte con 10 minuti di ritardo. Prima della partenza non vengono fatti annunci a bordo, ma per fortuna riusciamo a sentire l’annuncio in stazione relativo non solo ai 10 minuti di ritardo, ma anche a delle fermate straordinarie che il treno farà (è quindi probabile che arriveremo a Livorno con un ritardo ancora più elevato).

Il treno parte, fa le sue fermate aggiuntive e continua ad accumulare ritardo. A bordo treno tutto tace. In prossimità di Pisa Centrale (dopo un’ora di viaggio!), si vede finalmente il controllore che passa a controllare biglietti e abbonamenti. Una ragazza chiede informazioni e scopre di aver perso la coincidenza per La Spezia.

A quel punto il controllore deve aver capito che un annuncio a bordo poteva essere di aiuto ai passeggeri, quindi prende coraggio e ci informa delle coincidenze che sarà possibile prendere al nostro arrivo a Pisa Centrale. Dei minuti di ritardo però meglio non parlarne.

Il ritardo variabile

Guardo l’orologio, faccio due conti e come previsto avevamo superato i 10 minuti di ritardo iniziale. All’arrivo a Livorno Centrale, guardo il display e leggo un ritardo di 10 minuti.

La matematica non mente però e come è possibile vedere dalla foto se l’arrivo era previsto alle 18:08 e al momento dello scatto erano le 18:25 allora vuol dire che i minuti di ritardo erano 17.

Quando affermo che il ritardo è a volte doppiamente variabile intendo esattamente questo. Non solo è variabile rispetto all’orario di arrivo del treno, ma è variabile anche a seconda dei punti di vista: per il controllore non esiste, per Trenitalia è di 10 minuti, per la matematica è di 17 minuti.

Dopo anni di pendolarismo, trovo questa gestione dei ritardi e soprattutto della comunicazione in merito ai ritardi fortemente irrispettosa dei passeggeri che pagano per avere in cambio un servizio efficiente.

La prossima volta che vado in biglietteria provo anche io ad applicare la stessa creatività anche al pagamento del mio abbonamento: devo pagare 109€, mi scuso per il disagio e ti dico che purtroppo ne pago 99 quando il realtà ne pago 92. Dite che accetteranno?

Se la suonano e se la cantano

Mi scuso innanzitutto per la mia lunga assenza, ma il cambio di lavoro ha un po’ “stravolto” le mie abitudini e mi ha lasciato meno tempo da dedicare ai miei racconti. Per fortuna (per fortuna?) continuo la mia vita da pendolare, stessa tratta, stesso treno e quindi posso ancora godere delle gioie che questo stile di vita offre!

Al rientro dalle vacanze estive ho notato nuovi annunci audio all’interno del treno. Ma ancora una volta Trenitalia se la suona e se la canta! Fa l’annuncio “Si ricorda che è vietato salire a bordo senza biglietto o con biglietto non convalidato… bla bla bla.. Trenitalia sta intensificando i controlli a bordo treno”. Passa un’ora e mezzo di viaggio e non passa nessuno!

Il viaggiatore occasionale, con l’ottimismo che lo contraddistingue, appena sente l’annuncio si appresta a prendere il proprio biglietto, controllare che tutto sia corretto e tenerlo in mano fino all’arrivo del controllore. Al termine del suo viaggio in treno scoprirà che il controllore non passerà.

Triste e sconsolato, rimette a posto il biglietto e scende. Avrei voluto mettergli la mano sulla spalla e consolarlo. Ma come si dice quando i bambini piccoli vivono situazioni deludenti.. è tutta esperienza!