Aggressioni a capotreno e controllori

Nell’ultima settimana ci sono stati in Toscana diversi episodi di aggressione a capotreno o controllori a bordo dei treni regionali. Purtroppo non è la prima volta che si verificano episodi di questo tipo. Durante la mia ultima trasferta a Milano, ho trovato un articolo nel mensile “La Freccia” che riportava alcune testimonianze del personale RFI e Trenitalia impegnato “quotidianamente a bordo e in stazione per la massima sicurezza dei viaggiatori e la prevenzione dei fenomeni illeciti”.

Testimonianze del personale RFI e Trenitalia

Testimonianze del personale RFI e Trenitalia - 2

Le testimonianze raccontano di abusivi violenti, di minacce e di biglietti non fatti. Più o meno questo è quello che è capitato in questi giorni anche in Toscana, ma sentirne parlare più volte a distanza di pochi giorni fa un certo effetto.

Il primo episodio risale al 2 dicembre scorso ed è avvenuto sul treno per Aulla (MS). Come si legge nell’articolo, “Una donna, di origini rumene, appena salita sul convoglio della linea Lucca Aulla ha rubato la borsa del capotreno, contenendo documenti di viaggio, e due martelli frangivetro collocati nel vagone, con i quali avrebbe minacciato il dipendente delle Ferrovie che l’ha sorpresa”. Per fortuna nessuno si è fatto male.

Il secondo episodio, a distanza di soli tre giorni, è avvenuto su un treno della linea Lucca – Firenze dove un gruppo di “giovani molesti” ha “aggredito la capotreno fra le stazioni di Pescia e Pistoia, creando notevole scompiglio nonché disagi alla circolazione ferroviaria”. Risultato: treno soppresso e capotreno accompagnata in ospedale in ambulanza.

L’ultimo episodio in ordine di tempo è avvenuto l’8 dicembre. Un controllore è stato aggredito alla stazione di Lucca da un clochard sorpreso a dormire in treno. Spintonato e caduto a terra, il capotreno ha riportato delle microfratture ad entrambe le mani.

Ho già parlato in passato di un capotreno fenomeno e di una capotreno molto empatica con i viaggiatori, criticando il primo ed elogiando la seconda. Spesso il rapporto pendolari – capotreno viene vissuto (erroneamente) con antagonismo, ma in questi casi è impossibile non esprimere la massima solidarietà a chi deve rischiare la propria incolumità per svolgere un normale lavoro.

A Lucca, la Prefettura ha convocato per oggi 10 dicembre un vertice con le forze dell’ordine per analizzare la situazione e studiare iniziative di prevenzione e contrasto alle aggressioni.

Vuoi accedere al binario? Biglietto prego!

Sull’abusivismo in stazione a Firenze credo di aver già scritto abbastanza. Mi ero ripromessa di abbandonare l’argomento per un po’ e non accanirmi sul tema nonostante sia sotto i miei occhi ogni giorno.

Martedì scorso stavo andando verso il binario 2 della stazione di Firenze SMN dove avrei preso il treno per Livorno Centrale delle 15. Orario insolito per me, come insolita è l’accoglienza che ho trovato.

In cima al binario, all’altezza della prima carrozza c’era come sempre il capotreno. Martedì però era accompagnato da un uomo con una pettorina blu. Insieme si assicuravano che chiunque accedesse al binario 2 avesse con sé un biglietto valido. Non mi era mai capitato da quando sono state prese le ormai note misure di lotta all’abusivismo in stazione.

A parte la seccatura di tirare fuori l’abbonamento dal portafoglio, non ho avuto problemi a salire in treno. Non è stato così per altre due persone che davanti a me hanno tentato di accedere al binario senza successo.

Erano un ragazzo e una ragazza. Non stavano camminando insieme, ma entrambi hanno fatto finta di nulla quando gli è stato chiesto di mostrare il biglietto. Il ragazzo ha avviato una negoziazione cercando di spiegare che voleva solo camminare lungo il binario, non doveva prendere il treno ma voleva solo raggiungere i binari 3 e 4. Questa spiegazione non ha convinto l’uomo della sicurezza che non l’ha lasciato passare.

Mentre il ragazzo cercava di spiegare la sua posizione, la ragazza ha tentato di incamminarsi lungo il binario costeggiando il muro. Capotreno e uomo della sicurezza se ne accorgono e chiamano la ragazza. Piccolo particolare: la ragazza era di colore e uno dei due ha pensato carinamente di attirare la sua attenzione chiamandola “Bionda! Il biglietto!”.

Lei, probabilmente a causa dell’imbarazzo per essere in difetto, ha sorriso ed è tornata indietro senza polemizzare su quel “Bionda” che francamente, al di là del possibile intento discriminatorio, dimostra una confidenza da parte dell’uomo decisamente fuori luogo. Non so come sia andata a finire perché sono salita in treno ma immagino che per lei l’epilogo sia stato lo stesso dell’altro ragazzo.

Non mi siedo alla prima carrozza perché non funzionava l’aria condizionata. Vado avanti fino alla seconda, mi siedo, guardo fuori dal finestrino e mi ricordo che al binario 2 si può accedere anche da un secondo punto.

Infatti chi frequenta spesso la stazione di Santa Maria Novella sa che andando lungo il binario 5 si può arrivare non solo all’inizio del binario 4 e 3, ma girando a sinistra si può arrivare tranquillamente a metà del binario 2.

E se lì non c’è nessuno che controlla.. si potrebbe facilmente rendere nullo anche il controllo fatto in testa al binario 2. Fatta la legge, scoperto l’inganno!

Sembrava un pomeriggio di ordinario pendolarismo

Esco dall’ufficio di fretta e vado a prendere il treno. Salgo sulla seconda carrozza ma c’era molta confusione: risate, urla e anche un cattivo odore abbastanza diffuso. Non ci sono dubbi, si tratta di una gita scolastica! Passo quindi alla carrozza successiva dove mi siedo accanto ad un ragazzo con pc sulle ginocchia e auricolari alle orecchie.

Sembrava tutto tranquillo. Il treno parte puntuale e proprio mentre stava partendo si siede di fronte a me un ragazzo salito all’ultimo momento. All’inizio non ci faccio caso, poi alzo gli occhi e mi rendo conto che è davvero un bel ragazzo. Da lì nasce la mia profonda riflessione su Twitter:

Il viaggio iniziava a farsi interessante. Tuttavia ancora non avevo notato nulla di particolare. Passa qualche minuto e arriva il controllore a verificare che tutti abbiano il proprio biglietto. Treno puntuale e controllo dei biglietti dovevano mettermi in guardia sulla non ordinarietà del mio viaggio di ritorno, ma ingenua non ci faccio caso.

Il mio abbonamento è ovviamente in regola e il controllore passa oltre. E qui accade un altro episodio insolito. Il controllore vede il biglietto di una signora diretta a Pisa Aeroporto e senza che lei chieda nulla inizia a spiegarle come dovrà fare per arrivare a destinazione perchè il treno su cui viaggia la lascerà soltanto a Pisa Centrale e poi proseguirà per Livorno.

Inizia così una cortese digressione sull’introduzione del Pisa Mover (così è indicato nei cartelli alla stazione), sulla scelta fatta dal Comune di togliere a Trenitalia quella tratta e sul mezzo sostitutivo attualmente in uso.

Sì perchè il Pisa Mover, nonostante venga già indicato nei cartelli, non è ancora pronto. Il controllore dice che ci vorranno circa sei/sette mesi. Fatta la sua introduzione, con molta simpatia inizia a dare indicazioni alla signora (un po’ dura di comprendonio), coinvolgendo anche i passeggeri lì accanto. Ripete spesso con ironia “sembra facile, ma non lo è!”.

Insomma alla fine la signora sembra aver capito e il controllore prosegue con il suo lavoro e si dirige verso la carrozza infernale, quella della gita scolastica!

Ok, ora l’episodio del controllore ha catturato la mia attenzione. Non ne abbiano a male i controllori d’Italia, ma devo essere onesta: questi episodi di cortesia e simpatia sono più l’eccezione che la regola. Il bello però deve ancora venire.

Arriviamo a Pisa Centrale, il treno si svuota quasi completamente. Rimaniamo io e il bel ragazzo seduti uno di fronte all’altro. All’improvviso lui si alza, si dirige verso i sedili accanto e da terra raccoglie qualcosa. Si tratta di una banconota da 5€ che deve essere caduta alla coppia di turisti che prima viaggiava seduta proprio lì. Dice qualcosa che non riesco a capire ma visto quanto accaduto faccio un sorriso di circostanza.

Il ragazzo prende il suo portafolgio per sistemare la banconota raccolta, ma prima di metterlo via prende una moneta da 1€ e la da a me. In una frazione di secondo interpreto il suo gesto come la volontà di condividere il bottino con me. Un po’ in imbarazzo dico al mio compagno di viaggio che non importa, non è necessario che mi dia quei soldi. Lui insiste e dice “dai prendili, te li voglio regalare”.

Per tutto il resto del viaggio verso Livorno la mia espressione è stata un misto di imbarazzo e sopresa. Il ragazzo non era italiano e questo già può aiutare a capire il suo gesto. Forse dalle sue parti per un dono che “ricevi”, un dono regali…

Conversazioni con Trenitalia via Twitter

Ieri pomeriggio e questa mattina mi è capitato di assistere ad un paio di conversazioni su Twitter veramente interessanti, dove pendolari e Trenitalia hanno comunicato cercando di risolvere o tamponare i disagi creati.

Ieri pomeriggio il mio collega che pendola sulla linea Bologna-Firenze-Bologna ha avuto uno scambio con l’account @lefrecce a proposito di situazioni spiacevoli a bordo:

Dopo aver comunicato il numero di treno nel quale viaggiava, il capotreno è personalmente passato a rimuovere i bigliettini lasciati dagli zingari per ricevere l’elemosina.

Questa mattina ho assistito invece ad uno scambio di informazioni con l’account @fsnews_it per i disagi causati dal treno Regionale 3024 Siena – Firenze con conseguente interruzione della circolazione tra Empoli e Firenze.

Visto che il povero capo treno non aveva altoparlanti funzionanti nè notizie certe, è stato costretto a passare vagone per vagone a dare aggiornamenti.. poco aggiornati! I pendolari, invece, hanno provato a reperire informazioni via Twitter.

Certo.. se poi un’efficiente comunicazione via Twitter ti rimanda a quel capotreno…

Se la suonano e se la cantano

Mi scuso innanzitutto per la mia lunga assenza, ma il cambio di lavoro ha un po’ “stravolto” le mie abitudini e mi ha lasciato meno tempo da dedicare ai miei racconti. Per fortuna (per fortuna?) continuo la mia vita da pendolare, stessa tratta, stesso treno e quindi posso ancora godere delle gioie che questo stile di vita offre!

Al rientro dalle vacanze estive ho notato nuovi annunci audio all’interno del treno. Ma ancora una volta Trenitalia se la suona e se la canta! Fa l’annuncio “Si ricorda che è vietato salire a bordo senza biglietto o con biglietto non convalidato… bla bla bla.. Trenitalia sta intensificando i controlli a bordo treno”. Passa un’ora e mezzo di viaggio e non passa nessuno!

Il viaggiatore occasionale, con l’ottimismo che lo contraddistingue, appena sente l’annuncio si appresta a prendere il proprio biglietto, controllare che tutto sia corretto e tenerlo in mano fino all’arrivo del controllore. Al termine del suo viaggio in treno scoprirà che il controllore non passerà.

Triste e sconsolato, rimette a posto il biglietto e scende. Avrei voluto mettergli la mano sulla spalla e consolarlo. Ma come si dice quando i bambini piccoli vivono situazioni deludenti.. è tutta esperienza!