Le sveglie del pendolare

La sveglia è un elemento fondamentale nella vita di un pendolare. Ho già espresso qualche giorno fa tutto il mio disprezzo nei confronti della sveglia del lunedì.

Ora.. per i pendolari come me, la sveglia non si usa solo al mattino per essere sicuri che ci si alzerà dal tanto amato letto. No, la sveglia diventa parte integrante della vita in treno quando i pendolari la utilizzano per accertarsi di scendere alla fermata giusta!

Le sveglie del pendolare

Nel mio caso succede al ritorno: se non mi svegliassi in tempo e non mi accorgessi della fermata a Livorno, sarei capace di arrivare direttamente a Grosseto (destinazione finale del treno, dove comunque mi risveglierei sicuramente riposata)!

Qualche volta vengo comunque svegliata dal gran numero di persone che alla stazione di Pisa Centrale scende e sale dal treno. Ma a volte è capitato che non mi accorgessi di niente per cui.. prevenire è meglio che curare!

Ecco quindi quali sono le sveglie del mio telefono: una per le mattine lavorative (ad un orario tristissimo), una per il treno del ritorno (8 minuti prima dell’arrivo del treno) e una per il weekend (da utilizzare solo in caso di estrema necessità). Anche questa è vita da pendolare…

19 consigli per dormire in treno

19 imperdibili consigli per dormire bene in treno! Le foto sono fantastiche.
Purtroppo è in inglese per cui ho cercato di tradurre i 19 consigli in italiano. Guardare le foto però renderà già molto l’idea!

1. Mettiti comodo
2. Fa caldo? Slaccia la tua zip
3. Fai stretching
4. Davvero, fai stretching
5. I tavolinetti possono essere poggiapiedi eccellenti
6. C’è troppa luce? Copri gli occhi con una sciarpa
7. O con un giornale
8. Non sai dove poggiare la tua povera, stanca testa? Usa un palo
9. Le bottiglie di plastica possono essere un ottimo sostituto dei cuscini
10. Così come i compagni di viaggio
11. Non ci sono posti disponibili? Dormi nel portabagagli
12. Dormi sotto il portabagagli
13. O dormi in mezzo alla carrozza
14. Che ne dici del multi-tasking? “Afferra” un sonnellino e uno snack
15. Ascolta il nuovo album di Justin Timberlake
16. Datti una spinta di caffeina con una tazza di caffè
17. Proteggiti dai virus quotidiani
18. Rimani aggiornato sulle notizie del giorno
19. E cosa più importante, ricordati che probabilmente ci sarà qualcuno pronto con una fotocamera, quindi mettiti sempre in posa

Buon divertimento e prendete appunti!

Pendolari del precariato

Questa mattina sul sito de Il Fatto Quotidiano ho trovato questo video che racconta l’esperienza dei precari della scuola che tutte le mattine si alzano all’alba, o anche prima, e dalla Campania prendono il treno per raggiungere Roma e dintorni nella speranza di ricevere una chiamata per andare a lavoro. La levataccia molte volte si traduce in un viaggio a vuoto, con dispendio di denaro ma soprattutto di tempo prezioso.

Precari scuola pendolari

Come se non bastasse lo stress di una vita da pendolare fatta per un lavoro fisso, la frustrazione che si deve vivere in questi casi è ancora più elevata. A questi “colleghi” pendolari va la mia massima solidarietà.

Ansia da pendolare

Mi rendo conto sempre più spesso che la vita da pendolare porta a sviluppare una serie di ansie inconscie. Lo realizzo ora, il treno sta partendo e avverto un senso di allarme che mi spinge a chiedermi “oddio, ho preso quello giusto? ho dimenticato qualcosa in ufficio?”. Razionalmente non ho motivo di farmi queste domande perché ho controllato da quale binario sarebbe partito il treno e ho sistemato tutto quello che ho con me (per lasciare libero il posto qui accanto!).

Eppure mi sono allarmata. Non è la prima volta che mi capita di preoccuparmi per cose che non sono razionali. Un episodio che mi capita spesso è svegliarmi di soprassalto mentre la mattina dormo in treno con il pensiero “ecco non mi sono svegliata e ho perso il treno!”. E invece sono già lì da diversi minuti caduta in un sonno profondo.

Per quanto irrazionali possano sembrare queste ansie derivano sicuramente da qualcosa di più razionale, come il disagio di perdere il treno o quello di dimenticare un oggetto (a bordo del treno o a casa).

Da quando devo portare gli occhiali da vista, improvvisamente mi chiedo “li ho lasciati a casa?” e invece li porto senza percepirne il peso sul mio naso! Bè ad onor del vero una volta li ho dimenticati davvero per cui la domanda è legittima. Per fortuna quella volta il treno era in ritardo e mio marito e riuscito a portarmeli in tempo!

Comunque in cinque (anche sei) anni di Psicologia non mi è mai capitato di studiare nulla del genere. Secondo me dovrebbero considerare una sindrome del pendolare o qualcosa di simile, che si manifesta con i sintomi che ho appena descritto. O forse, molto più semplicemente.. dovrei farmi vedere da uno bravo! 😉

Chiamalo sonno!

In questo secondo lunedì lavorativo del 2013, dopo il mio viaggetto di un’ora e venti minuti in treno, mi sono svegliata e stupida per la profondità del sonnellino appena fatto. Davvero, avevo dormito come se fossi stata a casa nel mio letto.

Quando riesco a dormire così provo innanzitutto grande soddisfazione. Il secondo pensiero che mi assale però è: avrò russato? avrò dormito con la bocca spalancata? prodotto versi strani? parlato nel sonno? A volte al mio risveglio qualche passeggero mi guarda mentre mi preparo per scendere e questo mi fa sempre venire grossi dubbi.

Ciliegina sulla torna, arrivo in ufficio e trovo questa gallery sul sito di Repubblica. Fa riferimento ad un account su Twitter (Sleepy Commuters) al quale ognuno può inviare foto di pendolari addormentati nelle posizioni più strane e buffe nei vari mezzi di trasposto.

Pubblico qui la foto che preferisco giusto per darvi un piccolo assaggio, con il timore che prima o poi qualcuno invierà una mia foto a Sleepy Commuters!

dorme in metro

Qui trovate la gallery completa. Buon divertimento!