Alla ricerca del sonno perduto

E anche oggi giornata di sciopero nella regione Toscana. Non voglio entrare nel merito della protesta, ma solo raccontare le cose dal mio punto di vista, quello di una pendolare che il treno, volente o nolente, deve prenderlo!

Arrivo alla stazione e quasi tutti i treni sono stati soppressi, il mio no! Come Highlander resiste! Salgo, ma prima di abbandonarmi al sonno profondo aspetto che parta, giusto per essere sicura che non venga soppresso. E’ ufficiale, si parte.

Mi preparo come tutte le mattine, sistemo borsa e zaino, alzo il cappuccio del ghiacchetto per coprire le luci e creare un atmosfera consona al riposino, cercando di tamponare i rumori degli altri pendolari o viaggiatori occasionali. Sono pronta, inizio a dormire. Il sonno non è profondo, ma si fa quel che si può!

All’improvviso il caos, e nulla è stato più come prima. A Pisa sale moltissima gente, il treno è già pieno. Accanto a me si siede una ragazza spagnola con tanto di valigia che non accusa per niente il sonno e parla con la sua compagna di viaggio. E già andiamo male. Come se non bastasse arriviamo a Pontedera e le persone aumentano… Sono in piedi, nel corridoio del vagone e ovviamente parlano!

Non gli puoi dire niente, perchè tu dopo tutto sei seduto, loro sono in piedi. Non puoi avere la pretesa che rispettino il tuo riposo e parlino a bassa voce. Oddio, cosa gli costa in fondo!?

E allora il sonno si mescola ai discorsi: “Io in pensione ci andrò a 67 anni”, “Io devo andare in bagno, ma non posso passare. Me la faccio addosso”,  “Hanno soppresso tutti i treni, ma non c’erano le fasce protette per i pendolari?”.

Ormai il riposo è andato perso per sempre. Oggi è andata così. Rimane sempre il viaggio di ritorno. Nel frattempo, non mi rimane che andare a lavoro e prendere un bel caffè! Facciamo due!