Pendolari in Italia

Quanti sono i pendolari italiani e quali sono le regioni dove il pendolarismo per lavoro è più diffuso?

Via twitter mi è appena stato segnalato un interessante aggiornamento sulla diffusione del lavoro pendolare in Italia. La mappa è abbastanza esplicativa delle differenze che ci sono tra le varie regioni italiane, con particolare evidenza tra nord e sud.

Se desiderate qualche dettaglio in più su questi dati (fonte: Istat) potete andare sul sito di Cittalia.

Come ha già ipotizzato Tlang, che sia anche una mappa di dove c’è ancora lavoro?

Interviste a pendolari online

Qualche settimana fa la collega pendolare Pendolante mi ha contattato per un’intervista. Sono rimasta molto colpita dalla sua richiesta, ne ero lusingata ed emozionata. Dopo uno scambio di email le ho inviato le risposte alle sue domande. Ovviamente ho scritto le risposte mentre ero in treno. Non poteva essere altrimenti!

Pendolante ha dato vita ad un’iniziativa molto interessante. Ha infatti creato una rubrica di Interviste pendolanti dove ogni domenica è possibile leggere una nuova intervista fatta a pendolari che condividono la loro esperienza online, attraverso un blog.

Leggere queste interviste è bello perché puoi riconoscerti nei racconti di persone che vivono lontano da te e che non conosci affatto. Ed è bello vedere come la stessa routine può essere vissuta in modi così uguali e diversi allo stesso tempo.

Pendolari alla prima fermata

Quando penso ai pendolari alla prima fermata, penso a tutte quelle persone che anziché prendere il treno al capolinea, lo prendono alla prima fermata che farà il treno. Ad esempio, io salgo a Firenze S.M.N. mentre i pendolari della prima fermata salgono a Firenze Rifredi.

Potrebbe sembrare una piccola differenza, in fondo si prende solo il treno in una zona diversa della stessa città. Eppure il livello di stress a cui si può essere sottoposti cambia e a volte anche di molto. Si, perché puntualmente chi sale alla prima fermata deve fare i conti con borse, zaini, sciarpe, giacche e quant’altro i pendolari del capolinea lasciano nel sedile accanto a sé.

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Il dilemma è sempre quello: il posto sarò occupato veramente o più semplicemente il sedile è diventato un “guardaroba da viaggio”? Se provo ad immedesimarmi penso che debba essere davvero seccante tutte le volte salire in treno, trovare un posto libero (forse) e chiedere se è veramente libero. Sono sicura che prima o poi a qualcuno glielo direi: “ma scusa, è evidente che questo treno si riempirà e anche molto in fretta, perché mi fai creare l’ingorgo in corridoio e non liberi subito il posto?”. Domanda legittima. A conferma della mia solidarietà, lascio sempre libero il posto accanto a me.

Il rituale peggiore però si verifica quando il pendolare alla prima fermata si imbatte nel viaggiatore occasionale che lascia il proprio bagaglio sopra un sedile, perché, diciamolo, il Vivalto non è un treno ideato per i bagagli. Lì ho visto scatenarsi quasi delle risse al grido di “io ho pagato e ho il diritto di sedermi, la valigia la metta dove vuole!”.

Eh si, bei momenti.. Perché poi la storia è sempre quella: ma chi li fa questi treni?

Trenitalia è sul pezzo

Stamattina volevo controllare la situazione maltempo/circolazione treni, sono andata sul sito fsnews.it e ho trovato info aggiornate alle 18:30 di ieri:

Maltempo sul sito fsnews.it

Quando si dice essere sul pezzo! 😉

Ruzzle mania

Insomma ormai non si fa che parlare di altro, o meglio non si fa che giocare ad altro! Ho provato a resistere alla tentazione di scaricare questo gioco, ma alla fine ho ceduto. Consiste nel trovare quante più parole possibili dato un certo insieme di lettere. La cosa più coinvolgente è che puoi lanciare sfide ai tuoi amici, giocare e allo stesso tempo chattare con loro.

Ruzzle-app

Questa interazione tra gli avversari credo che sia la sua vera forza. Per chi è pendolare, questo gioco aiuta sicuramente a passare il tempo in treno. Lo sa bene un mio collega che ieri ha postato questo messaggio su Facebook:

post fb ruzzle

Già, forse è il caso di smettere! 😉

Stress da rientro

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Già, le vacanze di Natale sono già passate e sembrano ormai un lontano ricordo. Chi prima e chi dopo, siamo tutti rientrati a lavoro e noi pendolari abbiamo ripreso il via vai di tutti i giorni. Il rientro in ufficio è stato duro, tanti gli sbadigli e i pensieri alle belle giornate passate lontano da scrivanie e treni!

In compenso però è stato rassicurante ritrovare la solita routine, treno gelido con riscaldamento che fa uscire aria fredda e che ti fa scendere con il naso congelato, i soliti 5/6 minuti di ritardo fisiologico e qualche amabile pendolare che di prima mattina è già pronto a raccontare tutta la sua vita all’amico pendolare che vede tutti i giorni.

Eh.. sono le piccole soddisfazioni del pendolarismo! Scherzi a parte, auguro a tutti i pendolari un 2013 pieno di soddisfazioni e puntualità! 😉

Ritardo imprecisato

Sembrava un normale rientro in treno come tanti altri e invece no, ad Empoli arriva la notizia di un ritardo “imprecisato” causa investimento da parte del treno precedente. Imprecisato non me l’avevano detto mai! Poteva essere questione di minuti o di ore.. più probabilmente di ore. Questa volta non ci si può arrabbiare con Trenitalia, un investimento è un investimento. Non è che il treno se lo va a cercare.

Il capotreno è particolarmente competente e gentile. Ci tiene informati, ci dice che siamo in attesa che il magistrato faccia il suo lavoro e che appena ha novità ce le comunica. Ottimo, molto professionale. A quel punto partono le telefonate, le prime più composte, le ultime un po’ meno. Perché in fondo in tutti era scattata la convinzione che si trattasse di un suicidio e pian piano, telefonata dopo telefonata, è emerso il vero pensiero che serpeggiava nella mente di tutti: “ma questo (sì, perché era scontato che fosse un uomo) proprio oggi si doveva buttare sulle rotaie, non poteva aspettare il treno dopo? Non poteva aspettare che passasse Natale?”.

La gente inizia a scendere dal treno, chi per telefonare, chi per fumare e chi per prendersi qualcosa da mangiare. I tempi si preannunciano lunghi, meglio portarsi avanti con la cena. Purtroppo siamo fermi alla stazione di Empoli dove il segnale del telefono non è proprio il massimo e quindi non riesco a recuperare alcuna informazione su quello che sta succedendo. Ho provato a collegarmi a fsnews.it (illusa, lo so!) e a Twitter, molto più tempestivo in queste situazioni. Ma nulla, non riuscivo a caricare mezza pagina.

Dopo un’ora e mezzo ripartiamo, ci fermiamo a far salire nella piccola stazione di Montelupo per far salire le persone rimaste a piedi del treno precedente. Manco a dirlo si scatena il panico perché il treno era già abbastanza pieno. Comunque con calma e sangue freddo proseguiamo il tragitto. Ribadisco l’ottimo lavoro del capotreno che ha dato tutte le informazioni per le coincidenze alle stazioni di Pisa e Livorno, insomma ottimo lavoro.

Pitti Uomo alla stazione

Arrivo a Livorno con un ora e quarantacinque minuti di ritardo. Mi collego al sito del Tirreno e purtroppo scopro l’amara verità. Lo era già senza troppi dettagli, ma quando sai che si tratta di una giovane ragazza di 25 anni.. come dicono da queste parti “da noia”.

Trenitalia e lo sciopero – episodio 1.2

Insomma ci siamo! Tra poche ore scatta lo sciopero. Almeno Trenitalia ci ha fatto la grazie di rendere una notizie così rilevante un po’ più visibile all’interno del proprio sito.

Nell’ultimo post di qualche giorno fa avevo parlato di come la notizia fosse leggermente nascosta e su Twitter ho suggerito ad una ragazza che chiedeva info a @Lefrecce di leggere il post.

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Ora, magari Lefrecce non hanno letto il mio post ma mi piace sognare e pensare che grazie a quello che ho scritto hanno deciso di migliorare la loro comunicazione! Ed ecco qua il risultato!

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É comparso persino un piccolo riquadro verde nell’home page di www.trenitalia.com! Passi da gigante!

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Il giorno più bello!

Nella vita di ogni pendolare é questo il giorno più bello: l’ultimo della settimana lavorativa. Sì, perché domani non dovrai andare a lavoro e quindi non dovrai salire all’alba su nessun treno o autobus. Nulla, fino a lunedì!

Oggi le facce in treno sono quelle di chi ha una settimana di lavoro alle spalle: stanche, provate, assonnate. Ma allo stesso tempo c’è anche quel fermento da ultimo giorno di scuola, una sorta di “friday night fever”!

Che meravigliosa sensazione! Domani potrò concludere il mio sonno a letto e non in treno! Stasera posso fare tardi perché domattina nessuna sveglia suonerà alle 5:30!

Buon weekend a tutti! Pendolari e non!

Una locura

Questo post lo dedico ad una collega, pendolare anche lei, dalla tratta più corta rispetto alla mia ma con “fattore di difficoltà” elevato: 2 figli!! Che detto così sembra brutto, ma conoscendo quanto può essere frustrante la vita da pendolare posso solo immaginare quanto sia difficile conciliare questa vita con quella della mamma!

Ieri sera ha pubblicato questo post su FB:
“7:30 uscita, 7:35 consegna pargoli al pulmino, 7:47 treno in ritardo, 8:45 arrivo in ufficio, 19:05 uscita ufficio, 19:38 treno cancellato, 19:50 partenza treno, 20:30 dopo 13 ore rientro a casa. Mmm.”

Ovviamente il mondo femminile si é mobilitato per esprimerle massima solidarietà per “the hard life of the working mom” e per quella che lei stessa ha definito una “locura”.

Non conoscevo il significato di questa parola e come il 90% dei navigatori l’ho cercata su Google. É una parola spagnola e da quello che ho capito significa “alienazione”. Nella traduzione italiana di Wikipedia ho trovato però la parola “follia”. Ora, tra l’una e l’altra direi che potrebbero andare bene entrambe se applicate alla vita da pendolare!

Comunque, oltre a rinnovarle la massima solidarietà, mi chiedo dove trovi il tempo per creare questi dolci meravigliosi!

Coraggio working mom! Da quello che vedo, te la cavi alla grande!