Mattinata di ordinario pendolarismo

Una mattina come tante altre. Ho parcheggiato la macchina, sono salita (rigorosamente!) nella carrozza 2, ho salutato un amico pendolare con cui a volte condivido il viaggio. Ci siamo seduti, quattro chiacchiere con il treno ancora fermo in stazione, quando è arrivato lui: pendolare della tratta Livorno – Pontedera, lavoratore della Piaggio, molto alto, vestito con una tuta blu.

Tutte le mattine arriva con la sua Smart (nella quale entrerà a stento vista la sua altezza), la parcheggia e aspetta fino all’ultimo per salire in treno, arrivando a bordo sempre tutto trafelato. Non ho mai capito perché, ma pare che lo faccia per assicurarsi che la sua auto sia parcheggiata bene (una Smart!).

Devo essere sincera, è uno di quei personaggi un po’ strani, che ha sempre qualcosa di cui lamentarsi (Trenitalia, i ritardi, la politica..) cercando di trovare supporto anche nelle persone che non conosce (alle 6 di mattina!), ma che ispira comunque molta simpatia. Un gigante buono!

Ieri mattina, è salito a bordo del treno sempre con un po’ di fiatone, ha visto il mio compagno di viaggio (con il quale spesso parla) seduto lato corridoio, si è avvicinato e senza nemmeno dire buongiorno attacca con “Oh, ma questi tagli alla sanità?”.

Nonostante la drammaticità del tema, mi è scappata una risata che ho subito soffocato perché era evidente che il piglio con cui aveva iniziato la conversazione era serio, e non volevo mancargli di rispetto. Il mio compagno di viaggio risponde con un vago “Hai visto?!”. E lui ha incalzato “Che poi vedrai, ora iniziano con le visite, ma poi taglieranno anche sui medicinali. Io credevo che scherzassero e invece no!”. Sul “credevo che scherzassero” è partita una risatina generale, mista tra il divertito e l’isterico, visto quello di cui si parlava. La conversazione finisce comunque lì, con lo sconforto del nostro caro pendolare gigante che, rassegnato, è andato a sedersi.

Giusto il tempo di dire al mio compagno di viaggio “Lui mi fa morire!” che è arrivata verso di noi un’altra pendolare che con il tempo ho imparato a riconoscere. Vista la mia propensione a dormire in treno, non abbiamo mai scambiato due chiacchiere, mentre il mio compagno di viaggio sembra conoscerla bene.

Lei si è fermata accanto a lui per salutarlo “Ciao, ti saluto, domani è il mio ultimo giorno, poi inizio a lavorare qui a Livorno. Non so se ci rivedremo, magari in giro”. Dentro di me ho pensato “ecco, allora qualcuno prima o poi ce la fa! Anni di pendolarismo e poi finalmente arriva il momento in cui casa e lavoro sono nella stessa città”. L’ho guardata come un’eroina, cercando di trasmetterle con il mio sguardo tutta la mia ammirazione e gioia per lei.

Prima di andare a sedersi ha chiuso con una frase che mi ha stupito, ma fino ad un certo punto: “Eh sai, non ti credere, un po’ mi dispiace!”.

Riflettendoci, penso che potrebbe anche avere ragione. Se il pendolarismo è fatto anche di questo microcosmo di rapporti, che si costruiscono giorno dopo giorno, perderli improvvisamente, anche se a vantaggio di uno stile di vita probabilmente meno stressante, potrebbe essere comunque doloroso.

Vita da pendolare-igers

Gli affezionati seguaci che hanno visitato il profilo Instagram di Vita da Pendolare avranno notato strani scatti pubblicati durante la giornata di sabato 21 marzo. Lo scorso weekend infatti c’è stato l’11° Instagram Worldwide Instameet tenutosi in sincronia tra gli appassionati di mobile photography di tutto il mondo. Gli Istagramers della Toscana, insieme al team di Pirati e Sirene, hanno deciso di organizzare la versione toscana dell’Instameet a Castiglioncello (LI).

WWIM11TOSCANA

Visti i passati contatti con il team di Pirati e Sirene e vista la mia personale passione per questo social network, ho deciso di partecipare. Da buona pendolare ho ovviamente fatto il tragitto Livorno – Castiglioncello in treno, godendo di una vista mozzafiato sul mare per quasi l’intero viaggio.

Il pomeriggio è trascorso all’insegna dei palloncini colorati e di una caccia al tesoro fotografica divisi per squadre, basata sui seguenti temi: riflessi, jump, fiori, ombre e libertà. Non avevo mai partecipato ad un Instameet e devo dire che mi sono divertita moltissimo. Sincronia perfetta tra offline e online, quello di sabato è stato un pomeriggio di condivisione in tutti i sensi.

Accompagnata dalla mia cara collega Silvia (ve la ricordate? aveva scritto il “Vademecum della decenza durante i viaggi di Natale“) abbiamo dato vita a diversi scatti cercando di interpretare al meglio i temi previsti.

WWIM11TOSCANA - #jump

WWIM11TOSCANA - a ciascuno il suo mezzo

WWIM11TOSCANA - #libertà

WWIM11TOSCANA - #riflessi

L’Instameet organizzato a Castiglioncello è stata anche una piacevole occasione per incontrare nuovamente Nicola Carmignani, conosciuto mesi fa grazie ad un caffè alla stazione, e per conoscere di persona il blogger pendolare Bassa Velocità, che infrangendo ogni sua regola, ha anche deciso di immortalarsi in un simpatico selfie con me. Sono curiosa di vedere il risultato di quello scatto! 🙂

Nel frattempo, restiamo in attesa del prossimo Instameet e ringraziamo Pirati e Sirene e la comunità di Instagramers Toscana per la splendida organizzazione!

Buon anno a tutti i pendolari (e non)!

Il 7 gennaio è sempre un giorno difficile. Da studenti segna il rientro a scuola, puntuale subito dopo l’Epifania che “tutte le feste porta via”. Da lavoratori, quando si è fortunati, segna il rientro a lavoro dopo un bel periodo di ferie che servono a riprendersi da un anno di fatiche. Da lavoratore-pendolare che ha avuto la fortuna di farsi qualche giorno di ferie, il 7 gennaio è il giorno in cui si riprende il treno e si torna a lavoro. Doppietta magica!

Tornando indietro con la mente, mi rendo conto che, anche se in ferie, non sono riuscita a dimenticarmi di essere una pendolare.

Stazione di Brennero - ingresso

Viaggiavo in macchina con mio marito, abbiamo passato il piccolo paesino di Brennero, al confine con l’Austria e, approfittando di una piccola coda di macchine, ho scattato una foto all’ingresso della stazione di Brennero – Brenner. Scritte e indicazioni erano rigorosamente bilingue, ma alla stazione credo ci siano gli unici cartelli in cui l’italiano viene presentato prima del tedesco. Per il resto, da Trento/Bolzano in su tutte le indicazioni sono prima in tedesco e poi in italiano. Sì, lo dico perché la cosa mi suscita un certo fastidio.

Ma torniamo al pendolarismo estremo. Dopo alcuni piacevolissimi giorni passati in montagna con la famiglia, siamo rientrati a Livorno. Lunedì sono andata alla stazione per fare il nuovo abbonamento e mentre ero in fila mi rendo conto che anche alla stazione di Livorno era stato fatto un piccolo alberello natalizio. Non passando dall’ingresso principale, non me ne ero mai accorta.

Stazione di Livorno Centrale - albero di Natale

Qui nessuno ha attaccato letterine con richieste di puntualità o per rivedere un pendolare incrociato in treno, però, sarà che sono amante delle decorazioni natalizie, a me quell’alberello è piaciuto comunque, anche se non può competere con i super alberi delle grandi stazioni.

Quando è arrivato il mio turno in biglietteria, ho preso l’abbonamento di dicembre e l’ho passato al bigliettaio, per facilitare la trascrizione di nome/cognome e data di nascita. Il signore sembra molto gentile, mi rende carta e scontrino e mi invita ad aspettare qualche secondo per la stampa del tagliando. Quando sta per consegnarmelo, si sofferma per leggere il mio nome e dice “Ecco a te Ilaria. Grazie e buon anno!”. Rimano a bocca aperta, riesco a dire solo un “Grazie, anche a lei”.

Raramente mi è capitato di incontrare un atteggiamento così amichevole in una biglietteria della stazione e per carità, io un po’ li capisco eh.. nessuno dice che sia un lavoro semplice. Sono uscita dalla stazione di buon umore, pensando che avrei proprio dovuto scrivere un post su questo episodio, perché per iniziare l’anno un po’ di positività ci stava proprio bene!

Buon anno amici pendolari, che sia pieno di tante belle cose.

Lo “sceriffo della stazione” incontra Nogarin

Il neo eletto sindaco di Livorno ha tenuto ieri pomeriggio una conferenza stampa per presentare due assessori della sua giunta. La notizia non sarebbe oggetto di un blog sulla vita da pendolare se a quella conferenza non fosse intervenuto lo “sceriffo della stazione“. All’anagrafe Maurizio Donati, lo sceriffo è un curioso personaggio che i pendolari della stazione di Livorno Centrale sono abituati a vedere quasi quotidianamente.

Solitamente indossa un cappello da sceriffo e un gilet multitasche. La sua passione? Le donne! Non perde occasione per fermare tantissime donne nei pressi della stazione e di via Grande per far loro proposte di matrimonio.

Nogarin insieme allo sceriffo della stazione - Livorno

Ora, avrei voluto parlare di lui tante volte ma non sono mai riuscita a scattargli una foto. Sì, perchè le parole non basterebbero a descriverlo come merita. Ma il nostro caro sceriffo è ormai diventato noto al grande pubblico e prendo quindi in prestito una foto pubblicata da Il Tirreno per mostrarvelo con grande orgoglio.

Con orgoglio sì, perchè anche io sono stata oggetto di una sua proposta di matrimonio e di diverse lusinghe all’uscita dalla stazione. La prima volta che l’ho incontrato mi ha un po’ spaventato. Non capivo cosa volesse, si limitava a dire “Ciao, come sei bella!”. Poi ho capito che in maniera molto innoqua lo diceva a tutte le donne, così una sera mentre ero in fila per rinnovare l’abbonamento, lui si avvicina ed il copione è sempre lo stesso “Ciao, come sei bella!”. Quella sera decido di ricambiare gentilmente il suo saluto e quindi gli dico “Ciao!”.

Il mio saluto deve avergli dato coraggio, perchè si è lanciato subito in una proposta di matrimonio (un grande classico!). “Sei proprio bella, ci sposiamo? Se mi sposi ti porto in cima alla Torre Eiffel e ci sposiamo lì.

Obiettivamente, il programma non era male! Nonostante ciò ho dovuto rifiutare la sua proposta in quanto già promessa sposa del mio futuro marito: “Mi dispiace, sono già fidanzata ma grazie”. Senza grossi drammi mi ha salutato e si è spostato dalla signora dietro di me. Nuova proposta di matrimonio, ma questa volta niente Torre Eiffel. Non lo nego, un po’ mi ha fatto piacere!

Tornando alla cronaca, il motivo per cui lo sceriffo era seduto accanto al sindaco di Livorno Nogarin è spiegato nel sito de Il Tirreno: “Maurizio – come si è capito più tardi – si è intrufolato alla conferenza stampa, indossando un cappello da cowboy e una spillina di M5S al petto, con l’intenzione di chiedere al sindaco che ripulisse la stazione. Si è così seduto accanto a Nogarin che ha scelto di non allontanarlo ma anzi ha interloquito spesso con lui, con dei siparietti dal sapore della provocazione.”.

Lo sceriffo è stato subito ribattezzato “Assessore al Folklore”, ma l’idea che ha proposto al sindaco, in fondo, non era così sbagliata! I livornesi hanno commentato l’episodio divertiti, ripetendo nella maggior parte dei casi la frase “Solo a Livorno poteva succedere!“.

Il bar della stazione

In attesa di pubblicare una recensione sulla stazione di Livorno (che mi è stata anche richiesta tempo fa su Twitter da un caro follower), pubblico questo post apparso ieri sulla pagina Facebook “Spotted Livorno”:

Post bar della stazione Livorno

Devo essere sincera, non frequento molto spesso il bar perchè la mattina è talmente presto che a volte arrivo e nemmeno è aperto. La sera non vedo l’ora di tornare a casa che di certo non mi fermo in stazione a sorseggiare qualcosa al bar.

Detto questo, prima che iniziassi la vita da pendolare, quando con gli occhi a cuoricino andavo a trovare per il weekend quello che poi è diventato mio marito, ho frequentato il bar e ahimé devo confermare quanto detto dall’anomina pendolare.

Poca pulizia, cibo poco invitante e mancanza di sorrisi. Capisco che non deve essere facile lavorare in pubblico, soprattutto nel bar della stazione dove la gente va di corsa, è stanca, a volte maleducata se non addirittura fuori di testa! Non voglio nemmeno entrare nelle questioni contrattuali. Però i pendolari dovrebbero essere abbastanza riconoscibili, sono lì tutti i giorni. Un sorriso sarebbe di conforto per entrambe le parti!

Speriamo che qualche barista abbia letto questo post e abbia riferito al resto dello staff. Anche perché, a giudicare dalla quantità di “like”.. di pendolari insoddisfatti ce ne sono un bel po’!

Uomo arrestato per le auto danneggiate alla stazione

Avevo parlato in un precedente post dei numerosi atti vandalici che hanno colpito le auto parcheggiate nei pressi della stazione di Livorno. Sul sito del Tirreno leggo che, a seguito delle numerose segnalazioni, le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli arrivando così all’arresto di un uomo di 40 anni, già indagato per fatti analoghi.

Non si esclude tuttavia che possano esserci altre persone coinvolte in questi atti vandalici per cui le forze dell’ordine tengono ancora alta la guardia.

Meno male! Queste notizie ci fanno sentire un po’ più al sicuro.

Finalmente buone notizie da Grosseto

Il comitato dei pendolari ferroviari di Grosseto ha appena condiviso una buona notizia a proposito del treno 9762 che Trenitalia aveva deciso di deviare su Firenze, lasciando quindi scoperta la linea tirrenica Grosseto – Livorno – Genova dal passaggio del Frecciabianca in orario fondamentale per il trasporto dei pendolari.

Avevo già parlato in un precedente post della mobilitazione delle amministrazioni locali e del fatto che Trenitalia avesse deciso di deviare il treno prima ancora dell’aggiornamento dell’orario previsto per Giugno, causando grande difficoltà a studenti e pendolari in quanto non era stata data una soluzione alternativa per quella fascia di orario.

Ora sono felice di condividere la buona notizia, per cui il treno 9762 non sarà deviato almeno fino al cambio di orario di Giugno. Per il futuro si spera che Trenitalia riuscirà a trovare delle soluzioni che siano condivise con il territorio.

Intanto iniziamo il weekend con questa buona notizia! Buon fine settimana a tutti!

Roma – Livorno – Genova senza alta velocità

Domenica scorsa ero in macchina ferma al semaforo e dalla locandina del giornalaio leggo “Tagliati treni a Livorno”. Mi sono subito allarmata ma quando sono ripartita, passando più vicino alla locandina, ho visto che si trattava dei Frecciabianca che passano (chissà ancora per quanto) da Livorno. Superficialmente ho pensato che questo potesse essere un danno per la città, ma non per i pendolari che solitamente sono confinati nei lenti treni regionali.

Più tardi leggo sul Tirreno l’intera notizia e capisco che la decisione che ha preso Trenitalia ha un impatto sui pendolari, sulla città e sull’intera costa! Con il nuovo orario estivo Trenitalia vuole tagliare i sei Frecciabianca che, percorrendo la tratta Tirrenica (Roma – Genova) passano da Livorno. L’intenzione è quella di deviarli su Firenze.

Questo avrebbe ripercussioni sui pendolari e sugli studenti che si spostano in Maremma o addirittura a Roma per lavoro o studio. E viceversa avrebbe ripercussioni su tutti i pendolari e studenti che da Roma, Civitavecchia, Grosseto vogliono andare verso Pisa, Livorno, La Spezia. Un comitato di pendolari molto attivo su Grosseto si è subito fatto sentire, sottolineando la criticità di questa decisione e i disagi che andrebbe a creare. Soprattutto considerando che quel tratto di costa non brilla certo per collegamenti stradali. Sul loro sito è possibile trovare aggiornamenti sulla vicenda.

Anche le amministrazioni locali hanno espresso il proprio disappunto a Trenitalia che il giorno dopo annuncia che con il prossimo orario estivo verranno dirottati su Firenze solo due Frecciabianca. Per gli altri deciderà il mercato.

Intanto, come è possibile leggere nel profilo Facebook di Pendolari Grosseto, è certo che i treni 9762-9785 che fermano anche a Grosseto e Livorno sono spariti da tutti i canali di vendita e al loro posto sono già in vendita i treni 9760-9787 via Firenze dal 14/04.

Atti vandalici nei parcheggi della stazione di Livorno

Sul sito QuiLivorno.it leggo la lettera inviata da un pendolare che come me lavora a Firenze, prende i miei stessi treni all’andata e al ritorno e denuncia gli atti vandalici che si verificano al parcheggio della stazione di Livorno, in piazza Dante.

Non posso che raccogliere la sua protesta e farla anche mia perchè è evidente che in quel parcheggio qualcosa non va. Penso sempre che la stazione non è mai la zona migliore di una città, per cui forse quello che si verifica a Livorno accade anche nelle altre città. Di certo questa non è una valida ragione per stare a guardare.

Più volte arrivando alla stazione la mattina alle 6, dopo aver parcheggiato mi accorgo che a terra tra le macchine ci sono dei vetri rotti, segno che qualcuno ha tentato un furto o semplicemente si è divertito a ridurre il vetro in mille pezzi.

Il pendolare che ha denunciato questi atti vandalici a QuiLivorno.it dice che “è da qualche giorno che trovo, stamattina addirittura due, auto con i finestrini rotti”. Una delle due auto addirittura “aveva il finestrino lato guida rotto e il cassetto completamente svuotato sul sedile, c’erano tra le altre cose oggetti vari, buste e il telepass”.

E’ proprio il caso che qualcuno venga a controllare cosa succede in piazza Dante, soprattutto di notte. La vita da pendolare è già abbastanza stressante, non si può aggiungere l’incubo che la sera torni dal lavoro e non sai come puoi ritrovare la tua macchina.

A Livorno va di moda l’animalier

Questa settimana mi è capitato di imbattermi in un paio di stampe “animalier” o “maculate” niente male! La prima l’ho incontrata poco prima di scendere dal treno a Livorno. Una signora sulla sessantina indossava una pelliccia lunga fino alle caviglie completamente leopardata. Un tripudio di aggressività!

ghepardino in treno

In un’altra occasione, all’uscita della stazione di Livorno ho trovato un’auto nel parcheggio con un evidente motivo zebrato. Notare la personalizzazione anche dello specchietto e del volante!

macchina zebrata

Non c’è dubbio, in questa città la monotonia non esiste! 😉