Una nuova vita da mamma pendolare

Vita da mamma pendolare

Chiedo scusa per la mia assenza! Lo so, non si fa. Un blog non si lascia silente per così tanto tempo, ma sarete clementi con me. Ho abbandonato per qualche mese la vita da pendolare per dedicarmi alla mia gravidanza e al bimbo che è nato lo scorso aprile.

Se non fai la vita da pendolare, non puoi scrivere di pendolarismo. Nè annoiare tutti con ecografie, notti in bianco e poppate!

E allora eccomi qui, di nuovo “al pezzo”! Da pochi giorni ho ripreso a lavorare e a viaggiare per andare da casa a lavoro. Per ora sono più zen che mai, grazie a questi mesi di desaturazione. Speriamo duri a lungo!

Il primo giorno che ho ripreso il solito treno alle 6:10 ero quasi emozionata, cercavo con lo sguardo visi familiari, di pendolari storici che chissà se avevano notato la mia assenza. Qualcuno effettivamente si è girato un paio di volte a guardarmi, come quando si ha un déjà vu, ma la maggior parte delle persone a bordo del treno non le avevo mai viste.

Con molto piacere ho ritrovato il presunto professore che strappava le pagine del libro man mano che le leggeva, era da molto tempo che non lo avevo più visto a bordo treno. E con altrettanto piacere ho potuto schiacciare il tanto amato pisolino durante il tragitto, senza che qualche arzillo pendolare chiacchierasse ad alta voce di prima mattina.

Come rientro insomma non è andata tanto male, la puntualità del treno poi ha fatto il resto.

Mummyinprogress: vita di una mamma pendolare

Ho fatto la conoscenza (virtuale) di Mummyinprogress solo qualche giorno fa, attraverso il mio e il suo blog, ma devo dire che c’è stata subito una certa empatia.

Capito che avevo di fronte a me una neo mamma pendolare, ho pensato che potesse essere interessante conoscere meglio lei e il suo pendolarismo. Da una parte per rassicurare tutte quelle ragazze che per ora sono solo pendolari, ma che si chiedono come sarà un giorno essere una pendolare mamma, dall’altra, per essere di conforto a tutte quelle mamme pendolari che magari credono di vivere particolari ansie e preoccupazioni che invece, nella realtà, sono condivise dalla maggior parte delle mamme pendolari.

Questa intervista è anche l’occasione per far conoscere il “Manifesto della Mamma Pendolare” che Mummyinprogress ha redatto e pubblicato da pochi giorni nel suo blog. Vi invito a leggerlo anche se non siete mamme, perché potreste riconoscervi nelle sue parole più di quanto pensiate!

Sei diventata prima mamma o pendolare?

Domanda difficile! Diciamo che sono sempre stata pendolare “dentro”: pendolare al Liceo, ho avuto amori pendolari e poi, se hai vissuto a Roma, sei pendolare pur abitando nella stessa città.
Pensando alla mia nuova storia di pendolarismo, allora no, sono diventata prima mamma, 11 mesi fa.

Come hai vissuto l’attesa della nascita? È stato difficile continuare a pendolare? Gli altri pendolari come si sono comportati?

Durante l’attesa sono stata pendolare in town (quando impieghi oltre 45 min. per raggiungere il posto di lavoro e cambi almeno due mezzi pubblici, credo si abbia tutto il diritto di definirsi pendolari). È stato difficile al punto di aver dovuto lasciare anticipatamente il lavoro: da un lato c’erano le nausee, dall’altro il sovraffollamento degli autobus e metro che non rendevano le condizioni di viaggio adatte a una donna in attesa (tipo dover viaggiare in piedi contro le porte degli autobus o in uno scomodo corpo a corpo con gli altri passeggeri). Purtroppo devo dire che c’è un generale disinteresse verso i pancioni: sono state di gran lunga maggiori le volte in cui ho chiesto il posto (e solo quando particolarmente affaticata) di quelle in cui mi è stato ceduto spontaneamente. Di solito la tecnica è fare il vago, e rispondere alla richiesta “Ah, scusi. È incinta? Non me ne ero accorto” (no, non sono incinta, ho mangiato un’anguria, intera!). Non voglio cadere in generalizzazioni perché ci sarà chi commenterà dicendo “non è vero, io lo faccio sempre”, ma quello che posso dire dalla mia esperienza è che è più propensa a cedere il posto una donna che un uomo.

Quali sono i pensieri, le preoccupazioni che accompagnano la “nascita” del proprio pendolarismo?

Superata l’idea che il proprio figlio sopravvivrà benissimo senza di te, la preoccupazione maggiore è legata al “non esserci” in alcuni momenti fondamentali (io ero ossessionata dall’idea di perdere ad esempio la sua prima parola, o i suoi primi passi, invece ha camminato da sola per la prima volta proprio il giorno della festa della mamma!) e al timore che si affezioni alla persona con cui trascorre più tempo (nel mio caso il papà, capisci che tragedia sarebbe?!), ma per il momento almeno, la mamma resta in cima alle sue preferenze.

Come si affronta una nuova vita da pendolare? Come ci si organizza?

C’è una regola universale che vale per tutte le mamme: lasciare i propri figli in mani fidate, onde evitare di passare tutto il giorno al telefono per assicurarsi che il pargolo abbia a) fatto merenda b) fatto il riposino c) fatto la cacca. Le soluzioni sono diverse e varie a seconda dell’età del bambino e della rete familiare che si ha intorno o meno. Noi abbiamo scelto di vivere fuori città da un lato per beneficiare dell’appoggio dei nonni, dall’altro perché apprezziamo una vita più a misura d’uomo e meno di traffico. In molti scelgono la soluzione del nido; per il momento abbiamo deciso di fare qualche sacrificio in più e posticipare il più possibile. La seconda regola è delegare: cercare di lasciare fare agli altri (che siano familiari o aiuti a pagamento) ciò che riguarda la casa, perché se il tempo che si ha a disposizione con i figli si riduce pendolando, allora deve essere almeno un tempo di qualità.

Come si combina la vita da mamma e la vita da pendolare? Si influenzano reciprocamente o sono due mondi separati?

Sono due mondi che si influenzano assolutamente! Basta guardare il comportamento di una donna che viaggia per capire se è mamma o meno: proprio dall’osservazione, oltre che dalla mia esperienza, mi sono divertita a buttare giù quello che chiamo il “Manifesto della Mamma Pendolare” perché ci sono dei tratti che accomunano tutte le mamme, in primis la fretta di tornare a casa e tutte le annesse strategie per abbreviare i tempi il più possibile!

Come passi il tempo in treno? Ne fai un arco temporale dedicato solo a te o la tua vita di mamma non ti lascia mai?

Vorrei rispondere romanticamente un “la vita di mamma non ti lascia mai”… Invece no, io ne approfitto alla grande per fare tutto quello che non faccio quando sono a casa: blog, social, leggo ed essendo un’appassionata guardo le serie TV! È un tempo che dedico a me stessa in maniera “sana” e che mi consente di ricaricarmi e dedicarmi a lei quando torno a casa.
Da poco ho stretto amicizia con un’altra mamma pendolare, spesso viaggiamo insieme e va da se’ che l’argomento principale sono i bambini, anche perché molto vicini come età. Poi ci sono i whatsapp del Daddy che mi aggiornano sullo stato dell’arte della figliola. Quindi se da un lato il viaggio è una parentesi dalla vita di mamma, dall’altro una volta che sei mamma non smetti mai di esserlo!

Se il “Manifesto della Mamma Pendolare” vi è piaciuto, Mummyinprogress mette a disposizione un apposito widget da caricare sul proprio blog e vi invita ad utilizzare l’hashtag #mammapendolare:
Mamma pendolare