Gioie del pendolarismo in auto: cantare a squarciagola

Alla guida di lunedì mattina pensavo fra me e me “certo in questo periodo, prendendo il treno solo una volta a settimana non avrò molte occasioni per raccontare episodi divertenti vissuti in treno..” (il primo vero pensiero era “ca**o, sono in ritardo!”)

Non faccio in tempo a pensarlo che dalla radio partono le note di Summer of 69 di Brian Adams. Avete presente quell’inizio di batteria/chitarra elettrica? Boom! Improvvisamente sono passata dalla modalità zombie che guida alla modalità carpool karaoke (peccato fossi sola)!

Alzo il volume ed inizio a cantare a squarciagola, sfoggiando la mia migliore pronuncia inglese e la mia peggiore intonazione. Mi chiedo cosa penserà l’automobilista dietro di me, vedendomi scatenare dallo specchietto retrovisore.

Ed improvvisamente penso che in treno non avrei mai potuto farlo (anche se vi sfido ad ascoltare questa canzone in treno e a restare impassibili) e che forse in questi mesi avrò qualcosa da raccontare anche sul pendolarismo in auto!

Una pendolare, due mezzi di trasporto

È una delle grandi novità del mio rientro a lavoro. Il treno non mi bastava più e allora ho trovato il modo di pendolare un po’ anche in auto! Per tutto il periodo “dell’allattamento”, in cui il mio orario di lavoro è ridotto a sei ore anziché otto, la mia azienda mi ha dato la possibilità di lavorare per qualche giorno a settimana da una sede più vicina a casa.

Non starò qui a parlare di quanto questo aiuti la qualità della mia vita familiare, ma mi soffermerò solo sulle differenze tra pendolare in treno e pendolare in auto. Avevo già parlato del pendolarismo in auto grazie al racconto di Matteo che ci aveva descritto il suo viaggio da Monza a Milano.

In questi pochi giorni di doppio pendolarismo la principale differenza che ho riscontrato sta nella condizione sveglia/addormentata. Nel pendolarismo in auto è ovviamente indispensabile che io rimanga sveglia e anche ben attenta mentre sono alla guida. In treno invece, come ormai sapete bene, non ci penso due volte a sonnecchiare in attesa di arrivare a destinazione, almeno durante il viaggio di andata. Il ritorno effettivamente è dedicato all’osservazione di quei personaggi strani che tante gioie mi hanno regalato negli anni e che, ahimè, in auto non potrò incontrare.

Vita da pendolare in auto

Siamo abituati a pensare che la vita da pendolare appartenga solo a coloro che si muovono in treno o in autobus o più in generale con qualsiasi mezzo pubblico. Il pendolarismo in realtà, che sia per lavoro o per studio, riguarda anche tutti coloro che si spostano con la propria auto.

Giorni fa ho scambiato qualche piacevole messaggio via Twitter con un “pendolare da auto” e di seguito voglio riportare il suo breve racconto, nel quale ci spiega come mai ha scelto l’auto come mezzo di trasporto per andare a lavoro.

Spero seguiranno altri dettagliati racconti sul pendolarismo da auto, per capire quali sono i pro e i contro, ma soprattutto per poter dare qualche utile consiglio a tutti gli altri pendolari che quotidianamente si spostano in auto.

Ora lascio la parola a Matteo:

“Lo so che il pendolarismo solitamente è una prerogativa di chi usa il treno o al più un bus. Ma ci sono anche i pendolari in automobile. Io sono uno di quelli. Vorrei dirti un paio di cose al riguardo. Cercherò di non essere troppo lungo. Magari poi se ho tempo scriverò qualche altro post.
Per iniziare, posso dirti che le ho provate tutte, in 31 anni di pendolarismo fra Monza e Milano.
A piedi, un paio d’ore, in bici una trentina di minuti, in treno dai 25 minuti alle 2 ore, ma le maggiori esperienze le ho vissute percorrendo quei 20 km scarsi, con l’automobile. Con l’auto, durante un’epica nevicata ci ho messo persino 6 ore per quei maledetti 20 km; imprigionato nella scatoletta insieme a migliaia di fratelli.
Con il lavoro che faccio e gli orari che ha, ho delle combinazioni di orari di treno veramente sfavorevoli e per coprire quella distanza ci metterei almeno 90 minuti contro i 35 che in condizioni normali (senza incidenti sul percorso) ci metto a bordo della mia macchinetta. Sono indubbiamente un contributore del global warming climatico usando l’auto tutti i giorni. Altrettanto indubbiamente spendo un sacco di soldi in gomme, benzina, pedaggi autostradali. Rischio incidenti tutti i giorni o quasi.
Però in macchina ormai ho preso alcune abitudini alle quali difficilmente rinuncerei, la prima che vorrei citare è quella di dedicare il tempo all’ascolto di podcast che pre-registro a casa.”