Fermata straordinaria (e privata)

Da quando è stato modificato il tragitto del regionale 3177 a fine dicembre 2013, questo treno è diventato il mio preferito per il rientro a casa. Veloce, poco affollato, effettua un’unica fermata solo a Pisa Centrale. Tendenzialmente puntuale (tranne martedì e giovedì che ho i minuti contati per andare in palestra).

Da quando lo prendo, ho visto diversi passeggieri in preda al panico già alla fermata di Firenze Rifredi perchè si rendono conto, quando ormai è troppo tardi, che il treno non effettua fermate intermedie, se non a Pisa Centrale. La scusa che ripetono più frequentemente è che “di solito i treni per Livorno fanno tutte le fermate”. La vera causa però è la disattenzione, perché i capotreno annunciano più volte prima della partenza che “questo treno non effettua fermate intermedie”. Solitamente lo dicono anche in inglese.

Ieri è successo un episodio strano che io e altri pendolari molto attenti abbiamo notato. Il treno rallenta all’ingresso della stazione di Empoli e stranamente si ferma. A volte capita, il treno spesso viaggia in anticipo quindi inizialmente non ci ho fatto troppo caso. Poi però ho sentito il segnale acustico di apertura delle porte. Subito ho pensato “eccone un altro che ha sbagliato a prendere il treno, vuole provare a scendere e magari ora fa anche qualche casino con il blocco porte”.

Ma ieri le porte della prima carrozza in testa al treno si sono aperte veramente e lo hanno fatto, in via del tutto straordinaria, per far scendere un dipendente delle ferrovie che aveva sbagliato a prendere il treno.

La conferma mi è arrivata quando un altro pendolare ha pubblicato questo status nel suo profilo FB: “Aggiornamento per i passeggeri del treno delle 17 da Santa Maria Novella per Livorno Centrale. Il treno si è fermato a Empoli (fermata non prevista) per far scendere un dipendente delle ferrovie dello stato che aveva preso il treno credendo che fermasse a Firenze rifredi. La cosa comica, oltre al dipendente delle ferrovie che sbaglia treno, è che ora va a 2000 per recuperare il ritardo.”

Ed è andata esattamente così. Lui ha sbagliato treno, abbiamo perso qualche minuto per farlo scendere dove non avrebbe dovuto e poi abbiamo continuato a gran velocità per recuperare il ritardo. Che poi quando succedono queste cose, che si deve pensare? Meno male che almeno hanno recuperato il ritardo? Se hanno fatto scendere lui potrebbero far scendere tutti i passeggieri che sbagliano? Almeno ai passeggieri che sbagliano potrebbero evitare la multa?

Non lo so, io preferirei non interrogarmi su episodi del genere perchè semplicemente, in un paese normale, non dovrebbero verificarsi.

Inizia il 2014, si riparte in treno

Le feste natalizie sono volate, come tutti i momenti piacevoli. Dopo l’epifania che tutte le feste porta via, si torna a lavoro. E si risale su un treno. Il viaggio di andata lo passo dormendo, d’altra parte l’unico modo per affrontarlo è farlo in uno stato di incoscienza.

Al ritorno prendo il regionale veloce delle 17 (una volta destinato a Pisa Aeroporto e ora dirottato su Livorno). Da quando questi treni arrivano a Livorno, prima di partire il capotreno annuncia più di una volta che l’unica fermata intermedia è Pisa Centrale. Non ce ne sono altre.

Più di una volta qualche viaggiatore/pendolare distratto è sceso di corsa realizzando all’ultimo momento che il treno non li avrebbe portati a Empoli o Pontedera come solitamente avviene con gli altri regionali.

Ieri niente annuncio. Il treno parte e dietro di me ci sono due ragazzi che parlando tra di loro lasciano intendere che devono andare ad Empoli. Qualcuno seduto accanto a loro deve avergli detto che il treno non effettua fermate lì. Proprio in quel momento passa il capotreno che conferma l’amara notizia.

A loro è capitato quello che capita spesso ad ognuno di noi. Ovvero affermare con sicurezza una cosa e vedere che poi puntualmente si verifica l’opposto. Erano saliti su un treno con destinazione Livorno dicendo “si ferma ad Empoli, tutti i treni di quella tratta fermano ad Empoli” e invece? Erano saliti su uno dei pochi treni che non fa fermate intermedie: “Noooo avevo fissato un appuntamento per le 18!”, dice uno dei due.

A quel punto iniziano un simpatico teatrino: ” Ma non ferma nemmeno a Rifredi? E che si fa allora, si scende dal finestrino?”, “Che dici si scende a Pisa o si tira dritto per Livorno? A questo punto potremmo andare a cena lì!”, “Ma perchè non facciamo Pisa – Milano e passiamo la serata lì”. Dopo qualche scambio di battute i due si mettono l’anima in pace e rassegnati proseguono il viaggio verso Pisa.

La rassegnazione diventerà presto diffusa quando le luci della carrozza si spengono e proseguiamo il viaggio al buio. La signora seduta di fronte a me stava lavorando al pc. Ha continuato a farlo con grande difficoltà perchè non riusciva a vedere bene la tastiera. Continuava a spostare lo schermo su e giù per fare luce sulla tastiera e per vedere poi il risultato di quanto scritto. Ogni tanto si guardava intorno alla ricerca del capotreno che non è mai ripassato.

Ad un certo punto un ragazzo giapponese che stava camminando tra una carrozza e l’altra apre la porta della nostra e si paralizza. Quella carrozza al buio deve averlo destabilizzato. Potrebbe avergli ricordato la paura del buio che ha accompagnato la sua infanzia. Oppure, più probabilmente, è rimasto basito dalle condizioni di viaggio che si è trovato davanti. Sotto shock è tornato indietro.

Insomma, la frase che si sente spesso dire in questi giorni è “anno nuovo, vita nuova”. Ma in treno di novità mi sembra che ce ne siano davvero poche! Per tutto il resto, vi auguro uno splendido 2014!