Pensavo che andasse tutto bene con Trenitalia

Pensavo che andasse tutto bene con Trenitalia

Prima di rimettermi a lavoro, faccio un giro su Facebook e mi imbatto in questo post di un ex collega:

Post Trenitalia

Che ragazzo ottiimista! La mia risposta (ironica!) è stata: “Ciao Paolo. Vedo che non segui il blog www.vitadapendolare.it altrimenti sapresti che con Trenitalia non va mai tutto bene. Cordialmente, Ilaria”.

Come suggerisce la saggezza popolare: a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina!

Cronaca di una giornata sul Frecciargento

Cronaca di una giornata sul Frecciargento

Come avranno capito i miei follower su Twitter, Facebook e Instagram, ieri ho trascorso la giornata allo SMAU di Padova, evento dedicato all’informatica e alle nuove tecnologie a cui l’azienda per cui lavoro ha partecipato con uno stand.

Insieme ad altri colleghi siamo andati a Padova in treno. Ritrovo a Firenze S.M.N. e poi tutti sul Frecciargento. Inutile dire che la differenza con il mio caro Vivalto si nota da subito. Innanitutto perchè ho dovuto cercare il posto che mi era stato assegnato, che ho puntualmente trovato occupato. E poi perchè ero circondata da business men che lavoravano in treno con una frenesia incredibile, come se non ci fosse più stato un domani (possibile che quelle due ore in treno sono così fondamentali per il lavoro?).

Riesco però a rintracciare la vita da pendolare anche nell’alta velocità. Me ne accordo perchè ci sono degli abbonati che hanno occupato il posto di passeggieri con biglietto e prenotazione del posto. Gli abbonati non hanno un posto assegnato, per cui sono costretti a tentare tutte le volte la fortuna sperando che alla prossima fermata non si presenti il viggiatore di turno che reclama il suo posto.

Oltre a questo, nel super treno veloce si verificano due cose che non lo distinguono affatto dal treno regionale: personaggi strani a bordo, affollamento e ritardo! Tra i primi ho incontrato una ragazza che ascoltava la musica con le cuffie ad un volume altissimo. Potevamo ascoltare tutti la sua canzone. Sì, una canzone soltanto in rotazione continua. Non so quante volte l’ho sentita, vorrei darvi il titolo ma non ci crederete.. nonostante i ripetuti ascolti, l’ho dimenticata!

Oltre a lei ho trovato anche un singolare signore, non saprei dire l’età perchè secondo me era abbastanza giovane, ma si portava molto male gli anni che aveva. La singolarità che me l’ha fatto notare era un riporto davvero improbabile dei capelli, che continuava inutilmente a sistemare con un pettine, producendo un effetto scienziato pazzo. Al telefono cercava di convincere insistentemente la mamma che non sarebbe tornato a cena, perchè doveva andare alla riunione del partito.

Mentre aspettavo il treno del ritorno, al binario 1, ho notato una folla di pendolari in attesa del treno per Venezia Santa Lucia (puntualmente in ritardo!). Li aspettava un viaggio come sardine!
Per l’appunto, quanto al ritardo, bè.. 40 minuti all’andata e 20 al ritorno! Un ora tonda tonda in tutto. All’andata per mancanza di tensione sulla linea, al ritorno per un controllo tecnico sul treno precedente. All’andata ce l’hanno annunciato dopo 30 minuti che eravamo già fermi, al ritorno dopo 15. Come sempre la gestione del cliente viene prima di tutto…

Torno la sera verso Livorno con il mio treno regionale, dal quale mi godo il tramonto e delle stampe che danno gli danno decisamente un tocco artistico!

Incorreggibili!

“Il lupo perde il pelo, ma non il vizio”. Non c’è niente da fare, la saggezza popolare ha sempre ragione! Trenitalia potrà anche rifare i treni, puntare sull’alta velocità, intitolare freccie a Mennea, ma il brutto vizio di non avvisare i viaggiatori sul perchè un treno fermo alla stazione non parte e accumula ritardo non se lo toglierà mai.

Ieri mattina il treno è partito con 25 minuti di ritardo, ma solo dopo un quarto d’ora il capotreno (una donna, molto garbata) ha annunciato che saremmo partiti in ritardo a causa di un problema con il blocco delle porte. Dieci minuti dopo riusciamo a partire da Livorno per arrivare a Firenze S.M.N. senza recuperare il ritardo.

Pensavo di aver dato per la giornata di ieri ed invece il meglio doveva ancora venire. Salgo sul regionale 11727 delle 17:28 con un po’ di anticipo. Aspetto la partenza, ma nulla. Iniziamo ad accumulare ritardo. Dopo diversi minuti, mi spazientisco e chiedo su Twitter all’account fsnews_it se si toglieranno mai questo vizio di non avvisare i viaggiatori. Loro cosa mi rispondono?

Scusate ma la risposta acida m’è proprio venuta dal cuore! Ma che discorso è? Dovrebbero sapere che quello è un treno sempre molto affollato.. E io dovrei alzarmi e andare a cercare lui? Non scherziamo! Il capotreno comunque ad un certo punto si manifesta, per dire che i passeggeri diretti a Pisa possono prendere il treno delle 17:53 in partenza dal binario 1. Un esodo di massa.

Tutti che scendono per andare a prendere l’altro treno. Ma il genio del capotreno cosa fa? Scende dal treno e dice che il nostro sarebbe partito a breve. Per cui via, tutti risalgono in preda al nervosismo isterico!

Morale della favola? Treno partito con mezz’ora di ritardo, lo stesso con cui arriverà a Livorno. Il capotreno non si fa vedere per tutto il viaggio. Non annuncia il ritardo con cui viaggiamo, nè annuncia via via le fermate, lasciamo i viaggiatori occasionali nel dubbio costante su quale sia la fermata a cui devono scendere. In serata mi arriva da Twitter l’unica spiegazione possibile a tutto cio:

PS: ringrazio le persone che nel tragitto mi hanno tenuto compagnia tramite Twitter!

Conversazioni con Trenitalia via Twitter

Ieri pomeriggio e questa mattina mi è capitato di assistere ad un paio di conversazioni su Twitter veramente interessanti, dove pendolari e Trenitalia hanno comunicato cercando di risolvere o tamponare i disagi creati.

Ieri pomeriggio il mio collega che pendola sulla linea Bologna-Firenze-Bologna ha avuto uno scambio con l’account @lefrecce a proposito di situazioni spiacevoli a bordo:

Dopo aver comunicato il numero di treno nel quale viaggiava, il capotreno è personalmente passato a rimuovere i bigliettini lasciati dagli zingari per ricevere l’elemosina.

Questa mattina ho assistito invece ad uno scambio di informazioni con l’account @fsnews_it per i disagi causati dal treno Regionale 3024 Siena – Firenze con conseguente interruzione della circolazione tra Empoli e Firenze.

Visto che il povero capo treno non aveva altoparlanti funzionanti nè notizie certe, è stato costretto a passare vagone per vagone a dare aggiornamenti.. poco aggiornati! I pendolari, invece, hanno provato a reperire informazioni via Twitter.

Certo.. se poi un’efficiente comunicazione via Twitter ti rimanda a quel capotreno…

Ritardo imprecisato #2

Venerdì scorso ero in viaggio verso l’Umbria, mia regione di origine. Mentre ero in macchina ho pubblicato questo tweet: “Imbottigliati nel traffico a Firenze.. Cosa può scatenare un po’ di pioggia! Improvvisamente rimpiango il #treno.. #vitadapendolare”. Una mia collega pendolare risponde: “Non lo fare.. Nostra linea bloccata per investimento.. Ritardi imprecisati”.

Era proprio vero, non era il caso di rimpiangere il treno. Dopotutto in macchina avevo un piacevole sottofondo musicale e soprattutto la compagnia di mio marito.

Arrivata a casa cerco di capire cosa era successo e sul sito fsnews.it trovo questa notizia:

fsnwes bolgheri

L’investimento mortale purtroppo è confermato e si annuncia un servizio di autobus sostitutivo. Ma ne siamo sicuri? Cercando la notizia anche sul Tirreno.it ho letto la dichiarazione di questa passeggera che ha chiamato la redazione dal proprio cellulare: “Non è stato attivato alcun servizio di autobus sostitutivi. Siamo fermi da ore e l’unico genere di conforto che ci è stato fornito è, solo da poco, qualche bottiglietta d’acqua”.

Insomma la circolazione è stata sospesa alle 15:30 ma a quanto racconta la testimone alle 18 non c’era ancora l’ombra di un servizio sostitutivo. Alcune persone si sono addirittura incamminate a piedi verso la vicina stazione di Bolgheri, fino a che il capotreno non ha impedito ai passeggeri di scendere per motivi di sicurezza. Secondo il sito fsnwes.it, la circolazione è ripresa alle 18:35.

Peccato Trenitalia, eri partita bene con l’annuncio! Ma non puoi fare promesse che poi non mantieni, soprattutto se ci sono pendolari armati di telefono e tanta frustrazione pronti a denunciare il disservizio!

#propostachoc: vi restituirò…

Non voglio entrare nel merito del “dibattito” politico dopo le dichiarazioni fatte ieri da Berlusconi. Ma visto che questo blog parla ai pendolari, mi limito solo a segnalare una proposta interessante promossa da un tweet che potrebbe riguardare molto da vicino la nostra vita da pendolari:

tweet trenitalia

Mi ha fatto molto ridere leggerlo e per un attimo ho fantasticato sulle cose belle che avrei potuto fare con il tempo restituito! 😉

Stress da rientro

stress-lavoro

Già, le vacanze di Natale sono già passate e sembrano ormai un lontano ricordo. Chi prima e chi dopo, siamo tutti rientrati a lavoro e noi pendolari abbiamo ripreso il via vai di tutti i giorni. Il rientro in ufficio è stato duro, tanti gli sbadigli e i pensieri alle belle giornate passate lontano da scrivanie e treni!

In compenso però è stato rassicurante ritrovare la solita routine, treno gelido con riscaldamento che fa uscire aria fredda e che ti fa scendere con il naso congelato, i soliti 5/6 minuti di ritardo fisiologico e qualche amabile pendolare che di prima mattina è già pronto a raccontare tutta la sua vita all’amico pendolare che vede tutti i giorni.

Eh.. sono le piccole soddisfazioni del pendolarismo! Scherzi a parte, auguro a tutti i pendolari un 2013 pieno di soddisfazioni e puntualità! 😉

Ritardo imprecisato

Sembrava un normale rientro in treno come tanti altri e invece no, ad Empoli arriva la notizia di un ritardo “imprecisato” causa investimento da parte del treno precedente. Imprecisato non me l’avevano detto mai! Poteva essere questione di minuti o di ore.. più probabilmente di ore. Questa volta non ci si può arrabbiare con Trenitalia, un investimento è un investimento. Non è che il treno se lo va a cercare.

Il capotreno è particolarmente competente e gentile. Ci tiene informati, ci dice che siamo in attesa che il magistrato faccia il suo lavoro e che appena ha novità ce le comunica. Ottimo, molto professionale. A quel punto partono le telefonate, le prime più composte, le ultime un po’ meno. Perché in fondo in tutti era scattata la convinzione che si trattasse di un suicidio e pian piano, telefonata dopo telefonata, è emerso il vero pensiero che serpeggiava nella mente di tutti: “ma questo (sì, perché era scontato che fosse un uomo) proprio oggi si doveva buttare sulle rotaie, non poteva aspettare il treno dopo? Non poteva aspettare che passasse Natale?”.

La gente inizia a scendere dal treno, chi per telefonare, chi per fumare e chi per prendersi qualcosa da mangiare. I tempi si preannunciano lunghi, meglio portarsi avanti con la cena. Purtroppo siamo fermi alla stazione di Empoli dove il segnale del telefono non è proprio il massimo e quindi non riesco a recuperare alcuna informazione su quello che sta succedendo. Ho provato a collegarmi a fsnews.it (illusa, lo so!) e a Twitter, molto più tempestivo in queste situazioni. Ma nulla, non riuscivo a caricare mezza pagina.

Dopo un’ora e mezzo ripartiamo, ci fermiamo a far salire nella piccola stazione di Montelupo per far salire le persone rimaste a piedi del treno precedente. Manco a dirlo si scatena il panico perché il treno era già abbastanza pieno. Comunque con calma e sangue freddo proseguiamo il tragitto. Ribadisco l’ottimo lavoro del capotreno che ha dato tutte le informazioni per le coincidenze alle stazioni di Pisa e Livorno, insomma ottimo lavoro.

Pitti Uomo alla stazione

Arrivo a Livorno con un ora e quarantacinque minuti di ritardo. Mi collego al sito del Tirreno e purtroppo scopro l’amara verità. Lo era già senza troppi dettagli, ma quando sai che si tratta di una giovane ragazza di 25 anni.. come dicono da queste parti “da noia”.