In viaggio verso il 4° raduno pendolare – gli smartphone

Ho già avuto modo di dirlo, il viaggio verso il nostro 4° raduno di blogger pendolari è stato un po’ movimentato. Il tragitto Firenze SMN – Roma Termini è stato animato da una rumorosa gita scolastica, ma la seconda parte del viaggio Roma Termini – Napoli Centrale non è stata da meno.

Dopo l’affollamento e il caos della prima parte di tragitto, una volta ripartiti da Roma, la carrozza 6 su cui viaggiavamo era poco affollata. Era salito qualche nuovo viaggiatore, ma nel complesso non c’erano molte persone. Sembrava che finalmente ci saremmo potuti rilassare e godere il viaggio, ma quando il treno aveva da poco lasciato la stazione abbiamo iniziato a sentire in lontananza una voce. Un passeggero in fondo alla carrozza stava tranquillamente guardando un video attraverso il suo smartphone o tablet senza l’uso degli auricolari. Questa è una delle cose che più mi innervosisce a bordo di un treno, ma visto che quel giorno non era un giorno di ordinario pendolarismo, perché ero con mio marito, stavamo andando a Napoli dove avrei rivisto persone care e avrei visitato una città mai vista prima, ho deciso che avrei avuto un atteggiamento più zen del solito e ho ignorato quel rumore di fondo.

Poco dopo la mia pazienza è stata messa nuovamente a dura prova da un altro viaggiatore che aveva deciso di intrattenersi con un gioco installato nel suo smartphone, al quale giocava con la suoneria attiva e senza l’uso degli auricolari. Capisco il desiderio di passare il tempo giocando, a tutte le età, lo comprendo. Ma qual è la necessità di far sentire a tutti la musica che lo accompagna? Con lo sguardo ho incrociato gli occhi di mio marito, decisamente meno abituato a viaggiare in treno e ad assistere a certi comportamenti. Ho visto nel suo volto la pazienza lentamente svanire.

Il colpo di grazia è arrivato quando una viaggiatrice accanto a noi non ne ha voluto sapere di inserire la vibrazione al suo smartphone, nonostante questo continuasse a suonare ogni due minuti. Non credo stesse ricevendo messaggi da qualcuno, credo semplicemente che essendosi connessa alla wi-fi di Italo Treno avesse problemi con i server di posta e questo le generasse continue richieste di verifica dell’account. Qualsiasi fosse il motivo, in ogni caso, quel trillo simile al campanello di una bici ha fatto definitivamente perdere la pazienza a mio marito che, da buon toscano, ha esclamato a voce alta “ma questa bicicletta?”. Purtroppo nessuno si è scomposto, il campanello della bici ci ha accompagnato fino a Napoli.

Prima o poi troverò il coraggio in queste situazioni per alzarmi, sedermi accanto al maleducato di turno e aspettare la sua reazione quando avrò iniziato a comportarmi esattamente come lui. Qualcuno guarda un video senza auricolari? Io mi siedo accanto e faccio lo stesso. Qualcuno conversa al telefono a voce alta? Io mi siedo accanto e faccio lo stesso. Qualcuno gioca con suoneria attiva? Io mi siedo accanto e faccio lo stesso.

Sarebbe un po’ come dare una dimostrazione inversa del “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”. Se non temessi di trovare qualcuno che possa reagire violentemente, giuro che lo farei!