Ancora controllo del biglietto per accedere al binario

In questi giorni pre-natalizi mi sono concessa il lusso di lavorare mezza giornata. Quindi ieri intorno alle 12:15 mi dirigevo verso il binario 1A per prendere il regionale veloce diretto a Livorno Centrale. Mentre attraverso la stazione ho notato un insolito discolamento di uomini della sicurezza. Era da tempo ormai che non se ne vedevano così tanti.

L’ultima volta (e per me anche la prima) che mi è stato chiesto di mostrare il biglietto prima ancora di accedere al binario era qualche mese fa.

Dopo i clamori sulle nuove misure di sicurezza intraprese per contrastare l’abusivismo in stazione, gli abusivi sono usciti dalla stazione (per andare ad invadere le strade circostanti). Ottenuti i primi risultati, l’attenzione è andata via via calando. Tanto che qualche settimana fa scrissi sul profilo FB di Vita da Pendolare che qualche abusivo stava già tornando.

Post FB Vita da Pendolare  su abusivismo

Ieri invece al binario 5 (ma non solo) c’era lo sbarramento degli sbarramenti! Transenne e una decina di uomini in riga, tra cui anche alcuni agenti della polizia. Eppure non c’era nessuno che volesse accedere a quel binario. C’era un treno fermo, un Vivalto nuovo fiammante, ma nessuna destinazione indicata. Allora perché tanto controllo?

Facile! Ieri si celebrava la consegna del nuovo treno Vivalto, grazie al quale “si completa la fornitura per la Toscana, iniziata a fine 2012, di 150 carrozze a due piani”. Presenti alla cerimonia il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ed il direttore Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia, Orazio Iacono. (fonte fsnews.it)

Quando arrivano i pezzi grossi si sa.. deve essere tutto in ordine! 😉

Il capotreno fenomeno

In treno capita spesso di imbattersi in qualche capotreno fenomeno, dove con “fenomeno” intendo il particolare atteggiamento di quei capotreno che se la tirano un po’, che assumono l’atteggiamento da sceriffo se qualcuno ha sbagliato a fare il biglietto (figuriamoci se non ce l’ha proprio) e che rispondono sgarbatamente ai passeggeri che gli pongono domande.

Come se prendere un treno all’alba non fosse già abbastanza frustrante, stamattina, nel Vivalto con partenza alle 6:12, avevamo a bordo uno di questi fenomeni.

Vivalto interno

Poco dopo la partenza, il capotreno passa a controllare biglietti e abbonamenti. Appena entra nella carrozza in cui mi ero seduta, la prima persona in cui si imbatte gli chiede di abbassare l’aria condizionata, perché effettivamente faceva freddo. Lui con un tono abbastanza serio e privo di empatia risponde: “Guardi, nell’altra carrozza c’è meno freddo e ci sono posti liberi. Se vuole può spostarsi lì”.

Se c’è una cosa che mi fa innervosire sono queste risposte. Sono fortemente convinta che per un pendolare la scelta del posto non sia casuale, quindi chiedergli di cambiare posto dopo che il treno è partito e che tanti altri pendolari si sono già sistemati potrebbe essere fastidioso. Per me lo è sicuramente, tanto che avendo udito la risposta del capotreno esclamo: “ma perché dobbiamo essere sempre noi a cambiare carrozza?”.

Lui forse non ha sentito, o forse ha preferito ignorarmi, sta di fatto che visto il mio abbonamento è passato oltre. Non fa in tempo ad arrivare a metà carrozza che una signora gli fa la stessa richiesta e a quel punto lui stizzito sbotta e con tono seccato dice: “Non ve la posso spegnere l’aria condizionata, se no qui dentro ci morite. L’ultima volta che l’ho fatto c’era una signora incinta e si è sentita male. Ho dovuto chiamare l’ambulanza e questo treno è stato fermo per mezz’ora!”.

Quell’affermazione finale, per il modo in cui è stata pronunciata, suonava come “Cosa preferisci? Che ti spenga l’aria condizionata o che facciamo ritardo perché qualcuno si sentirà male?”. Ho molto apprezzato il controllo che la signora è riuscita ad esercitare su sé stessa per non inveire contro questo capotreno fenomeno che, anche ammesso avesse ragione, si era posto in modo così sgarbato nei suoi confronti.

Il viaggio è proseguito verso Firenze con qualcuno che ha cambiato carrozza e con altri, stoici, che sono rimasti al loro posto. Di fatto, nonostante avessimo “optato” per l’aria condizionata accesa, il treno ha fatto 15 minuti di ritardo. Eppure nessuno si è sentito male!

Rimane il grande mistero del sistema di condizionamento del Vivalto. Ormai le ho sentite di tutti i colori: c’è il capotreno che alla richiesta di abbassare il livello dell’aria lo fa, c’è quello che ti dice che è tutto centralizzato e che lui non può fare niente, c’è chi ti dice che la temperatura interna è regolata sulla base di quella esterna (e qui ci deve essere qualcosa che sfugge nella logica, perchè se fuori ci sono 10 gradi, dentro non può partire l’aria condizionata fredda!) e c’è chi ti dice che non può spegnerti l’aria perché se no qui “ci morite”.

Se qualcuno può illuminarci sul tema “aria condizionata nel Vivalto” lo apprezzeremmo molto. Così saremmo in grado di controbattere, sempre garbatamente si intende, alle fantasiose argomentazioni di questi controllori fenomeni che se ne inventano sempre una. Grazie!

Consigli per viaggiare in treno: il Vivalto

L’influenza mi costringe a casa e navigando su Facebook mi imbatto nel post di uno dei miei contatti, pendolare anche lui:

Ora mi direte che sono monotono, ma ho il LEGGERISSIMO sospetto che i miei malanni di (quasi tutto) gennaio siano dovuti al cambio di treno, l'ormai seminuovo Vivalto, dove indipendentemente dalla stagione il riscaldamento si trasforma magicamente in mega spifferoni, manco arrivassero dalle Alpi! "Viaggio con Merditalia = visita alle grotte del vento andata e ritorno". Parappappappaaaaa ♡ I'm lovin'it ♡‪#‎Trenitalia‬ ‪#‎ferroviedellostato‬ ‪#‎fatecaa‬

Da veterana pendolare del Vivalto mi sento in dovere di dare qualche consiglio su come viaggiare a bordo di uno di questi treni e su come sopravvivere ai cosiddetti “mega spifferoni”. Per iniziare, il treno di cui parliamo è a due piani, ideale per trasportare molti viaggiatori pendolari.

Treno Vivalto

La lamentela che sento fare più spesso ai pendolari che ci viaggiano è proprio sull’aria condizionata/riscaldamento. In questi treni non fa mai particolarmente caldo in inverno, probabilmente sedersi al piano superiore aiuta ma la “sauna” di cui si sente ironicamente parlare in riferimento ad altri treni, in questo caso non esiste (almeno non durante la stagione invernale!). Da qui nasce il consiglio n. 1: in inverno viaggiare sempre con una sciarpa in più per coprirsi ulteriormente nel caso in cui faccia freddo anche all’interno.

L’aria condizionata per l’estate può essere veramente gelida, a meno che il treno non sia troppo affollato e la temperatura esterna particolarmente elevata (risultato: quando serve un po’ di refrigerio, l’aria condizionata non è sufficiente!). Quindi, consiglio n. 2: in estate portare con sè sempre un ventaglio. Questo treno ha i finestrini bloccati, un viaggio in piena estate potrebbe essere un vero incubo.

A prescindere dalla stagione, la costante è che il getto di aria (solitamente freddo) ti arriva addosso, all’altezza della testa. A volte può farti veramente impazzire, sei seduto, il treno è pieno, non puoi cambiare posto e non sai come resistere per tutto il tempo del viaggio. Per questo però c’è il consiglio n. 3: per evitare i “mega spifferoni” di aria gelida può essere utile sedersi agli estremi del vagone. Più ci si sposta verso il centro, più il getto d’aria sarà forte.

Treno Vivalto all'interno

Se questo non fosse ancora sufficiente o se non ci fosse posto agli estremi del vagone, può essere utile il consiglio n. 4: soprattutto in inverno, viaggiare con un giacchetto dotato di cappuccio. Fare il viaggio in versione Cappuccetto Rosso vi renderà forse buffi agli occhi degli ignari, ma il beneficio vi ripagherà!

Il Vivalto è un treno moderno, il piano inferiore e quello superiore sono organizzati diversamente. Al piano inferiore ci sono file di due posti, separate da un corridoio centrale, con tanto di piano di appoggio reclinabile attaccato allo schienale del sedile anteriore. Al piano superiore invece i sedili sono organizzati “a quattro”, permettendo ai viaggiatori di sedersi di fronte ad altre persone. Nasce quindi il consiglio n. 5: se viaggiate in compagnia e volete intrattenere una conversazione con i vostri compagni di viaggio sedetevi al piano di sopra, se invece cercate un posto più tranquillo dove fare un pisolino o poter lavorare allora sedetevi al piano inferiore.

Bene, direi che questi cinque consigli sono già sufficienti per sopravvivere alla vita da pendolare all’interno di un Vivalto. Spero possano esservi di aiuto!