Una nuova pendolare chiacchierona

E’ successo di nuovo. Dopo la chiacchierona di qualche settimana fa, anche questa mattina ho trovato poco lontano da me una pendolare dalla chiacchiera facile già di prima mattina.

Sono consapevole che fino a quando sarò pendolare potrò incontrare tutti i giorni altri pendolari che di mattina presto sono già vispi e pronti ad interagire con il mondo che li circonda. Non so se mi ci abituerò mai perchè anche stamattina non sono riuscita a trattenermi e stordita dal sonno ho esclamato a voce bassa “mamma mia che chiacchiera, ma è già così alle sei di mattina!?”.

Questa mattina una voce altrettanto assonnata mi risponde “mamma mia davvero!”. Con mia sorpresa apro bene gli occhi e mi giro verso la mia vicina di posto. Ci scambiamo un sorriso di complicità e lei mi dice “io la mattina riesco a malapena a respirare”.

La capisco, come capisco che lo scambio che abbiamo appena avuto non sarà l’inizio della nostra conversazione. Lei riesce appena a respirare, io più o meno sono come lei, quindi decido di chiudere con una battuta e replico “deve arrivare fino a sera, hai voglia a chiacchierare!”. Lei sorride, annuisce e mi dice “proviamo a vedere se riusciamo a dormire va..”.

E così abbiamo fatto. Distratte e rincuorate da quella complicità siamo riuscite a riprendere il sonno.

Una nuova pendolare chiacchierona

Arrivati a Firenze la ritroviamo ancora lì a parlare. Il suo interlocutore sembra a suo agio. La mia compagna di posto incontra un suo amico e inizia a parlare con lui “oggi non si riesce a dormire”, esclama.

Io invece noto che c’è una cosa che accomuna la chiacchierona di oggi con quella che ho incontrato settimane fa: la borsa. All’università ho scritto una tesi per dimostrare la possibilità che la personalità che si attribuisce ad un brand possa corrispondere alla personalità dei suoi clienti.

Che sia una nuova dimostrazione sul campo quella a cui ho assistito in treno? Se si, propongo di vietare la borsa in questione alle donne pendolari!

11 thoughts on “Una nuova pendolare chiacchierona

  • September 18, 2014 at 11:09 am
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    direi che assolutamente (devi sorbirti altre chiacchierone) cercare prove a sostegno di quest’ ipotesi . povera te 😉

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    • September 18, 2014 at 11:22 am
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      Mio malgrado, mi metterò al servizio della scienza. 😉

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  • September 18, 2014 at 11:42 am
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    Fammi sapere che borsa era. Può essere un criterio per scegliere il posto a sedere

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    • September 18, 2014 at 12:43 pm
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      Hai ragione! Sono le O Bag, credo abbiamo avuto un’esplosione quest’anno perchè io prima non le avevo mai viste!

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      • September 18, 2014 at 12:55 pm
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        (che poi, a prescindere: sono orribili o sbaglio? quelle con la pelliccetta, poi…)

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        • September 23, 2014 at 8:19 am
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          Orribilissime! Ma si sa, de gustibus non disputandum est! 😉

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  • September 18, 2014 at 12:54 pm
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    e la postura? e le scarpe (che rientrano comunque nel brand)?
    confesso di essere incuriosito dalla tua tesi…

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    • September 23, 2014 at 8:29 am
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      Ahah! Quanto mi piaceva la mia tesi, sono passati ormai un po’ di anni!
      Il modello che ho utilizzato è quello dei “big five”, cinque grandi fattori attraverso i quali è possibile individuare le caratteristiche tendenzialmente stabili e distintive della personalità umana. Questo stesso modello, se applicato alle marche, permette di individuare le caratteristiche di personalità del brand. Da un punto di vista commerciale e di marketing, queste stesse caratteristiche potrebbero essere utilizzate dal brand come punti di forza su cui puntare o come elementi di debolezza da migliorare!
      Nell’esperimento che avevo portato avanti io emerse anche che gli utenti che utilizzavano lo specifico brand che avevamo preso in considerazione, gli attribuivano caratteristiche di personalità simili alla loro stessa personalità.
      Con gli oggetti del cuore, come per il partner, varrà il detto “chi si somiglia, si piglia”?!

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  • September 22, 2014 at 10:57 am
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    Sottoscrivo, quoto, condivido, metto like e quant’altro… Quando ero pendolare (da Viareggio a Livorno) la mattina era come se entrassi in treno con il pigiama, il guanciale e mi sistemassi a dormire sul sedile (bocca spalancata anche nel mio caso, ndr). Poi capitava sempre qualcuno che a gran voce se la ragionava PER TUTTO IL VIAGGIO… e io volevo morire… non avevo neanche le forze per cambiare carrozza..
    Per un breve periodo in cui invece feci Viareggio-Firenze c’era un tizio che studiava e RIPETEVA AD ALTA VOCE (non era un ragazzo, era un uomo di mezz’età)… no vabbè, questo sottolinea che si tratti di semplice mancanza di civiltà… Lì però delle risate me le sono fatte perché spesso qualcuno gliene diceva :’))
    Ora sul bus a Firenze invece il viaggio è breve e riesco persino a stare in piedi (sempre dormendo, ovvio) magari sbalordendomi dei ragazzini vicino a me che alle 8 di mattina hanno sparata nell’orecchio musica metal/techno/dance che già a me che gli sto accanto sembra un martello pneumatico…

    Bel blog! Dai voce a molti 🙂

    Saluti.

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    • September 22, 2014 at 12:40 pm
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      Grazie Andre! 🙂
      Per un paio di anni ho preso anche io i mezzi pubblici fiorentini per dirigermi dalla stazione al luogo di lavoro. Concordo con te sulla musica sparata nelle orecchie di prima mattina, fastidiosa anche per chi gli sta accanto! A dire la verità spesso ci sono persone che la ascoltato così anche in treno.. Una volta, agli inizi del mio pendolarismo, chiesi ad un ragazzo di abbassarla e lui carinamente si scusò e l’abbassò. A pranzo ci presentarono: lavoravamo nella stessa azienda, ma lui per fortuna sembrava non ricordarsi di quanto accaduto la mattina in treno! 😀
      Altra cosa che avevo notato dei ragazzini sugli autobus di Firenze, sono gli enormi zaini che hanno alle spalle e che mai, per nessuna ragione, si sfileranno. Come se gli fossero stati incollati addosso! Vaglielo a far capire che se lo zaino lo appoggiano in mezzo alle gambe c’è più spazio per tutti…
      Comunque proprio stamattina, camminando per andare in ufficio, mi è passato davanti il bus 6 (quello che ero solita prendere) stracolmo di gente e ho tirato un sospiro di sollievo.. continuerò a fare avanti e indietro in treno, ma almeno ora l’autobus non lo prendo più! Ti sono vicina. 🙂

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      • September 22, 2014 at 1:14 pm
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        Sì infatti, come ho letto sempre da te, non solo sta arrivando l’autunno con le bombe d’acqua, ma riaprono anche le scuole… e via di bus strapieni.. ringrazio solo l’avvento degli smartphone, che li tiene impegnati e silenziosi (scheeerzo :)… e vogliamo parlare delle borse poggiate sui posti vuoti?
        Comunque a proposito della musica alta nelle orecchie, mi vengono sempre in mente le campagne affisse nei mezzi della Transport for London che invitano ironicamente a gesti di civiltà e pubblica utilità per far funzionare tutto meglio ( http://travelbetterlondon.tumblr.com/ )… altro mondo…

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