Vita da pendolare in Brasile

Le prime due settimane di Marzo sono andata a trovare una parte della mia famiglia che vive a San Paolo, in Brasile. Abbandonare per un po’ la vita da pendolare invernale e tuffarsi nel calore dell’estate brasileira non è stato affatto spiacente! Ma la “deformazione professionale” mi ha seguito fino a 9.441 km di distanza (tanto è stato il tragitto percorso in aereo) e non ho potuto fare a meno di chiedermi come sarà la vita da pendolare in città grandi, enormi, come San Paolo.

Vista di San Paolo dall'ultimo piano di un palazzo

Per avere un’idea di quanti grattacieli ci sono in questa città, l’unico modo è sorvolarla in elicottero o più semplicemente affacciarsi ad una delle terrazze panoramiche che ci sono agli ultimi piani dei palazzi. Ce ne sono talmente tanti che in alcuni punti non si vede la linea dell’orizzonte, una montagna, una collinetta.. nulla!

Spostarsi con i mezzi pubblici non deve essere affatto facile. Nelle ore di punta non lo è con nessun mezzo di trasporto. Con la propria auto si rischia di rimanere nel traffico per ore. Autobus e taxi (questi ultimi solo se hanno passeggeri a bordo) hanno generalmente la loro corsia preferenziale che si trova al centro della carreggiata.

Autobus in sosta lungo l'Avenida Paulista

Per questo gli autobus, a differenza di quelli che ci sono in Italia, hanno le porte per la discesa e salita da entrambi i lati. In questo modo, quando transitano nelle grandi Avenide e la banchina è al centro della strada si utilizzeranno le uscite sul lato sinistro dell’autobus, mentre nelle strade più piccole, essendo le banchine sul lato destro della strada, le porte utilizzate saranno le classiche a destra.

Anche a Rio de Janeiro non ho potuto fare a meno di notare come funzionano i mezzi pubblici. Non abbiamo mai preso la metro quindi non posso dire se è efficiente o no. Per ragioni di sopravvivenza invece, ho notato che circolano tanti autobus a velocità pazzesca!

Proprio sotto all’appartamento dove abbiamo alloggiato c’era la fermata di diverse linee di autobus, quindi passavano frequentemente. Per attraversare la strada era una corsa ogni volta. Non oso immaginare il brivido che si ha nel viaggiare a velocità così elevata, soprattutto se hai borse della spesa o bagagli al seguito! Un assaggio? Ho provato a fare un breve video. Non male la frenata alla fermata! Comunque, la vacanza purtroppo si è conclusa. La prima settimana di lavoro dopo il rientro è stata tutto sommato tranquilla.

Il ritorno alla vita da pendolare invece è stato un po’ traumatico: è iniziato con la cancellazione del treno di lunedì pomeriggio e si sta concludendo con la sveglia che mi è stata gentilmente data questa mattina da un ragazzo che arrivati a SMN mi dice “Andiamo, andiamo! Siamo arrivati, è ora di andare a lavorare”.

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